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Okaka, il bomber che ha scelto di ricominciare: a 36 anni il Ravenna come ultima, dolce avventura

Okaka, il bomber che ha scelto di ricominciare: a 36 anni il Ravenna come ultima, dolce avventuraTMW/TuttoC.com
© foto di Federico De Luca

Ci piacciono le storie che sembrano scritte al contrario. Quelle in cui un uomo, dopo aver girato l'Europa e respirato l'aria della Serie A, della Premier League e della nazionale, decide di tornare a casa per ricominciare dal basso. Stefano Okaka è esattamente questo: un attaccante che a 36 anni, dopo una carriera vissuta tra Roma, Udinese, Watford, Anderlecht, Sampdoria, Parma, Fulham e l'ultima parentesi turca al Başakşehir, ha scelto la Serie C. Non per necessità, ma per voglia. Nato a Castiglione del Lago il 9 agosto 1989, cresciuto nel vivaio giallorosso ed esploso giovanissimo come uno dei talenti più promettenti del calcio italiano, Okaka è arrivato al Ravenna il 1° settembre 2025, svinolato da un paio di stagioni, accolto come una scommessa da una neopromossa ambiziosa. E la scommessa, come spesso accade con i campioni veri, l'ha vinta lui.

L'impatto è stato di quelli che restano. Quattro reti nelle prime cinque presenze, un avvio da sogno che ha subito acceso l'entusiasmo del Benelli. Il momento più alto è arrivato il 2 novembre contro l'Ascoli: gol all'88', vittoria di misura, e quell'esultanza folle sotto la tribuna, maglietta lanciata via, rincorso da compagni e tecnici come un fantino vincitore del Palio sommerso dalla sua contrada. Pochi giorni prima, una doppietta nel derby di Coppa Italia contro il Rimini: due gol in venti minuti, uno anticipando il portiere, l'altro con un destro da fuori. Cinque reti in quindici partite nella prima parte di stagione, con il Ravenna laureato campione d'inverno del girone B. Numeri che raccontano un attaccante ancora capace di spostare gli equilibri, di pesare nei momenti che contano, di trasformare la sua esperienza in concretezza sotto porta. La seconda parte di stagione lo ha visto rallentare un po' i ritmi realizzativi, ma il bilancio finale resta significativo: tre gol in 21 presenze di campionato e un contributo di leadership che va ben oltre le statistiche.

Perché Okaka al Ravenna non è solo gol. È un punto di riferimento per i compagni più giovani, un esempio di professionalità per un gruppo che ha vissuto una stagione straordinaria, chiusa con i playoff e con il Benelli tornato a riempirsi di pubblico come non accadeva da anni. Quando gli hanno chiesto del gol promozione, ha risposto con l'ironia di chi non ha più nulla da dimostrare: "Un gol di tacco? Li ho già fatti, sono finiti i bonus. Ma andrebbe bene anche un rigore". È la leggerezza di un uomo che ha scelto di godersi il calcio, di viverlo come una passione e non come un dovere, in una piazza che lo ha adottato con affetto. A 36 anni, con un importante e lungo periodo lontano dal campo, in un'epoca in cui molti appendono gli scarpini, Stefano Okaka ha trovato a Ravenna la sua avventura più dolce: quella di chi torna a casa, segna, e ricorda a tutti che certi campioni non smettono mai davvero di esserlo.