Pineto, Tisci: "Non facile giocare contro Perugia. Salvezza? Non voglio fare il finto umile"
Dopo quattro sconfitte consecutive, il Pineto si rialza, fa la partita a Perugia e si porta via tre punti importantissimi ai fini della classifica e del morale: "Grazie per i complimenti - esordisce in sala stampa mister Ivan Tisci. - Sono contento che dopo quattro sconfitte – in cui avevamo comunque ricevuto apprezzamenti per le prestazioni, perché i ragazzi le avevano fatte – oggi (ieri, ndr) sia arrivata questa vittoria. I ragazzi se la meritano: hanno interpretato la partita esattamente come dovevano. Sapevamo di affrontare una squadra pericolosa, al di là del loro momento. Siamo stati bravi noi a non farci trovare impreparati. Non era facile giocare contro questo Perugia: avevano riposato, ricaricato le batterie e avevano preparato la gara come fondamentale per il loro cammino. Se non fossimo stati pronti come lo sono stati i ragazzi, sarebbe stato difficile. Venivamo da quattro sconfitte, oggi lo posso dire: eravamo molto rimaneggiati a livello numerico. La dimostrazione è che il gruppo fa la differenza. Questa vittoria è importantissima per riprendere il nostro cammino e mettere quasi la ciliegina sulla torta all’obiettivo principale: la salvezza".
Tisci ha chiesto ai suoi giocatori di rimanere compatti proprio perché questa compattezza poteva evitare di essere puniti dalla qualità individuale del Perugia: "Assolutamente così. È stata una scelta essere più compatti con i reparti e le linee, perché sapevamo che individualmente hanno giocatori di qualità superiore, capaci di decidere le partite da soli. L’abbiamo visto nelle partite che avevamo studiato. Dovevamo concedere il meno possibile. Se non ricordo male, nel primo tempo sono stati pericolosi solo con due conclusioni da lontano: una parata importante di Tonti e un palo. Comunque conclusioni dalla distanza. Qualcosina devi concedere, non si possono annullare questi giocatori, ma il fatto di averli tenuti lontani dalla porta è merito dei ragazzi e dell’atteggiamento che hanno messo in campo".
I numeri del Pineto dicono: 14 gare fuori con 5 vittorie, 5 pareggi, 4 sconfitte; 16 gol fatti, 15 subiti. Media punti trasferta superiore a 1,31: "I numeri non mentono mai. Come dicevo nelle ultime settimane, venivamo da quattro partite in cui avevamo segnato solo due gol (su rigore), nonostante tantissime occasioni create. Oggi siamo stati bravi: secondo me abbiamo avuto anche la possibilità di chiuderla in alcune situazioni. Il palo dentro o fuori nel calcio sposta tanto. È successo nelle altre settimane a noi, oggi magari a loro. Fa parte di questa lavatrice: quando sei dentro può succedere di tutto. Però credo che alla fine i ragazzi abbiano ampiamente meritato questo successo e mi fa piacere che i numeri siano anche dalla nostra parte".
Al tecnico viene quindi chiesto se è ancora convinto che la sua squadra debba salvarsi? "Io non lo voglio dire per fare il finto umile, non l’ho mai fatto. Cinque partite fa eravamo a 36 punti, quarti in classifica, e tutti pensavano che questo Pineto potesse fare chissà cosa. Io ho sempre detto: è una squadra giovane, può andare incontro anche a sconfitte. Questa società, insieme al direttore, ha deciso di lavorare sulla valutazione dei giovani che sono bravi e sul consolidare la categoria, che è il primo obiettivo. Oggi essere a 39 punti è per me un risultato straordinario. Quindi un minimo festeggiare questa quasi salvezza se lo meritano i ragazzi. Poi è normale che con tutte le partite a disposizione cercheremo di fare più punti possibili: i ragazzi non smettono mai di sorprendermi".
L’uscita a gennaio di Bruzzaniti sembrava potesse compromettere un po’ l’aspetto offensivo. Invece non è successo: "Lei credo abbia esperienza e abbia visto tante partite, perché qui a Perugia di calcio ne avete masticato. Nel calcio c’è questa moda di parlare sempre degli assenti. Questi ragazzi hanno avuto la bravura e la forza di fare punti dopo la partenza di Bruzzaniti e nessuno l’ha sottolineato. Anzi, era stato visto come “anche senza Bruzzaniti il Pineto va”. No, bisogna essere onesti: senza Bruzzaniti non è la stessa cosa. Bruzzaniti per noi è stato importantissimo, uno dei giocatori più determinanti nei tre gironi prima della partenza. Meritava di andare in una piazza importante, perché lo merita per quello che ha espresso. La sua partenza è stata una perdita pesante, lo sapevamo. Ma il ragazzo se l’è meritato e noi dobbiamo fare con quelli che abbiamo".
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