Catania, Celli: "A Salerno senza fare calcoli. Prematuro dire che loro sono tagliati fuori"
Si avvicina la sfida tra Salernitana e Catania e la redazione del quotidiano La Città ha intervistato in esclusiva Alessandro Celli, uno dei punti di forza del sodalizio rossazzurro. Il difensore ha tracciato un quadro chiaro e ambizioso sulle intenzioni degli etnei in questa delicata trasferta. Nessun calcolo o approccio remissivo: «Verremo a Salerno senza fare calcoli e con la consapevolezza che affronteremo una squadra competitiva. Noi vogliamo vincere e faremo di tutto per portare a casa l’intera posta in palio».
Pur riconoscendo il momento complicato dei granata – a -14 dalla vetta e con l'esordio del nuovo allenatore – non ritiene la Salernitana tagliata fuori dalla lotta per il secondo posto: «Mancano ancora undici giornate e sarebbe prematuro dire che la Salernitana sia tagliata fuori per la corsa al secondo posto. Proprio per questo quella di domenica sarà una gara molto importante per noi. È un girone molto competitivo, la storia insegna che si possono perdere punti contro tutti e che a volte le sfide con le “piccole” valgono più degli scontri diretti».
Sulle voci che dipingono il Catania come nettamente superiore alla concorrenza, il giocatore invita alla prudenza e dà merito al lavoro societario: «Bisogna dar merito alla società per aver creato un grande gruppo e una squadra forte. Ma questo girone ha tante squadre sullo stesso livello, chi dice che siamo i più forti forse prova a metterci maggiore pressione addosso. Io credo che Benevento e Salernitana, per organico, siano altrettanto competitive. La capolista può contare su gente come Maita e Scognamiglio, sarà una bella lotta fino alla fine per aggiudicarsi la promozione senza passare dagli spareggi. Ribadisco quanto detto prima: ci sono molte formazioni attrezzate, l'insidia è sempre dietro l’angolo se non approcci nel modo giusto».
L'atmosfera all'Arechi, con lo stadio semideserto e in contestazione, non sarà un vantaggio scontato: «La Salernitana attraversa un momento difficile, ci sarà l’esordio del nuovo allenatore e la squadra si impegnerà al massimo per dare una svolta alla stagione. I calciatori si vorranno mettere in luce per stravolgere le gerarchie e conquistare una maglia da titolare. A prescindere da tutto sarà un match complicato. Non mi aspettavo i granata a -14 dalla vetta, ma il raggruppamento meridionale è competitivo e il girone di ritorno è notoriamente un altro campionato. Per noi sarà un match fondamentale, la posta in palio è altissima».
Il Catania ha costruito la sua forza soprattutto al Massimino, dove la difesa è stata un vero bunker, mentre in trasferta ci sono state alcune battute d'arresto. Il difensore lo spiega così: «In casa approcciamo in modo diverso, in trasferta operiamo in maniera differente. Lo dicono le statistiche. Forse tra le mura amiche siamo più difensivisti, la ricerca dell’equilibrio è molto importante. In tante gare abbiamo creato molto senza concretizzare, in altre partite l’abbiamo buttata dentro alla prima occasione vincendo di misura. Sono stagioni, va così. Per i giocatori offensivi che abbiamo in rosa potremmo essere più prolifici, è vero, ma il nostro indice di pericolosità è il più alto del campionato».
Un punto di forza evidente è la profondità della rosa: «La società ha creato un gruppo molto forte, omogeneo, con alternative in ogni reparto e con sostituti all’altezza dei titolari. Il mister ci fa sentire tutti importanti per il progetto tecnico, poi ovviamente c’è chi ha più minutaggio e chi gioca di meno. Questo è un bene, ma anche un male per un club se non sei bravo nella gestione».
Infine, guardando ai prossimi 180 minuti – Salernitana in trasferta e poi lo scontro diretto col Benevento – il pensiero è univoco: «Personalmente non mi piace fare pronostici, l’importante è venire a Salerno e portare a casa la vittoria. Il raggiungimento dell’obiettivo passa anche dal successo all’Arechi, a maggior ragione perché dopo c’è lo scontro diretto col Benevento e vogliamo accorciare ulteriormente le distanze. In questi 180 minuti ci giochiamo tantissimo, siamo pronti».
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