Foggia, l'ultima chiamata: allo "Zaccheria" un verdetto senza appello tra silenzio e speranza

Foggia, l'ultima chiamata: allo "Zaccheria" un verdetto senza appello tra silenzio e speranzaTMW/TuttoC.com
Ieri alle 22:00Girone C
di Laerte Salvini

Il sipario sulla stagione regolare della Serie C sta per calare, ma per il Foggia il finale somiglia più a un dramma sportivo che a una conclusione ordinaria. In un clima di profonda incertezza e palpabile tensione, i rossoneri si apprestano a vivere novanta minuti che valgono un'intera storia. La sconfitta nel derby contro il Monopoli ha infatti ridotto le speranze di salvezza a un lumicino, lasciando i "Satanelli" sull'orlo del baratro. Attualmente, il distacco di nove lunghezze dal Giugliano condannerebbe i dauni alla retrocessione diretta senza passare dai playout, poiché il regolamento impone un divario massimo di otto punti per dar vita agli spareggi. 

La sfida decisiva contro la Salernitana si consumerà in uno scenario spettrale: lo stadio Zaccheria resterà infatti a porte chiuse. La sanzione del Giudice Sportivo, accompagnata da un'ammenda di diecimila euro, è la conseguenza dei gravi incidenti avvenuti in trasferta, culminati con l'arresto di tre sostenitori. Senza il calore del proprio pubblico, il tecnico Enrico Barilari dovrà compiere un'autentica impresa diplomatica e tattica per motivare un gruppo apparso fragile, conscio che solo una vittoria contro la corazzata campana potrebbe riaprire i giochi, a patto di ricevere notizie confortanti dai campi di Sorrento e Giugliano.

L'ostacolo, tuttavia, è di quelli più ardui: la Salernitana approda in Puglia con l'ambizione di difendere i vertici della classifica, forte di uno stato di forma eccellente. Per i rossoneri, chiamati a riscattare una stagione avara di gioie e segnata da pesanti provvedimenti disciplinari e giudiziari, la gara di domenica rappresenta l'ultimo baluardo per evitare il ritorno tra i dilettanti. In una città ferita dai recenti Daspo emessi dalla Digos, il calcio giocato resta l'unica via per tentare di salvare l'onore e la categoria, sperando che il campo, per una volta, restituisca quel briciolo di fortuna finora smarrito.