Inizia il mercato - Cosa aspettarsi dal Picerno: difesa e attacco da puntellare

Inizia il mercato - Cosa aspettarsi dal Picerno: difesa e attacco da puntellareTMW/TuttoC.com
Oggi alle 21:30Girone C
di Laerte Salvini

In terra lucana l’aria è di quelle che anticipano le svolte profonde. L’ennesima, forse. Perché la nave sembrava solida fino a pochi mesi fa, forte di anni di stabilità e di un’identità riconoscibile, ma qualcosa si è incrinato. Errori di valutazione, operazioni che non hanno reso quanto sperato, una stagione che ha preso una piega complicata e che oggi chiama il AZ Picerno a un nuovo atto di responsabilità.

Qualcosa, va detto, è già arrivato dal mercato degli svincolati. Anzi, più di qualcosa. L’impatto di Bellodi è stato immediato e convincente, una delle poche note pienamente positive di questo periodo. Diverso il discorso per l’esperienza: da Bassoli e soprattutto da Baldassin ci si attende un salto di qualità, in termini di leadership e continuità, che finora si è visto solo a tratti.

Ma Vincenzo Greco non resterà a guardare. Le prime scelte sono state nette: i giovani Cortese e Ragone hanno salutato, mentre sono finiti in uscita anche elementi che hanno inciso nello spogliatoio e nel recente passato del club, da Santaniello a Energe, fino a Milos Bocic, la cui esperienza a Picerno sembra ormai arrivata al capolinea.

È il segnale di una rifondazione che passa inevitabilmente dal campo. Il primo reparto da rimettere in ordine è il centrocampo, chiamato a ritrovare geometrie e controllo. Il nome caldo è quello di Daniele Franco della Team Altamura, profilo funzionale e concreto. Accanto a lui serve però anche un giocatore di rottura, capace di schermare e fare legna, per permettere a Samuele Pugliese di crescere con tempi più fisiologici e senza eccessive responsabilità.

Fantasia e imprevedibilità sono invece le parole chiave per le corsie esterne. Il Picerno ne ha bisogno come ossigeno. Da qui i contatti avanzati per Giuseppe Guadagni, in uscita dal Siracusa, e per Luca Nocerino del Campobasso: due profili diversi, ma accomunati dalla capacità di dare soluzioni e qualità negli ultimi trenta metri.

Il quadro che si delinea è chiaro: accantonare, almeno in parte, il progetto di pura valorizzazione dei giovani per concentrarsi su un obiettivo primario e non negoziabile, la permanenza in Serie C. Una categoria che il Picerno frequenta da anni, inseguendo il sogno – non più così utopico – di un paese piccolo che vuole sentirsi grande.

Il 2026, in quest’ottica, dovrà essere l’anno della ricomposizione: rifondare la difesa, ricompattare il gruppo, ritrovare certezze e provare a risalire la china passo dopo passo. È l’auspicio, ma anche il diktat, del Picerno targato Vincenzo Greco e Valerio Bertotto. Non una rivoluzione di facciata, ma un cambio di rotta necessario per restare a galla e, magari, riprendere a navigare verso lidi più prestigiosi.