Pres Altamura: "Annata straordinaria. Continueremo a puntare sui giovani, è la nostra strada"
Nella trasmissione “Forcing” di Antenna Sud, Franco Ninivaggi, presidente del Team Altamura, ha fatto il punto sulla stagione appena conclusa, sottolineando con orgoglio i risultati raggiunti e confermando la linea societaria orientata alla valorizzazione dei giovani.
Sul bilancio della stagione e sulla salvezza anticipata: «Abbiamo portato a termine un’annata straordinaria. La salvezza è arrivata con largo anticipo, esattamente come l’anno scorso, ma quest’anno i punti sono di più e gli spunti positivi anche. Il progetto era chiaro fin dall’inizio: dare continuità a quanto fatto negli anni precedenti, tenendo un profilo basso, puntando sui giovani e rendendo sostenibile la categoria per una realtà come la nostra. Siamo stati fortunati, ma anche un po’ bravi. Nonostante le difficoltà dell’estate e qualche socio che ha mollato, abbiamo rilanciato e i risultati si vedono».
Sulle plusvalenze e sui giovani valorizzati: «Quest’anno abbiamo lanciato tanti giovani e ne abbiamo venduti di importanti. Da Siletti, ceduto al Padova, a Doumbia, già passato al Genoa. Entrambi sono rimasti a terminare il campionato con noi, ma la società otterrà preziose plusvalenze. Non sono solo loro: quasi tutti i nostri ragazzi sono attenzionati da club di Serie B e Serie A. Michele Grande, per esempio, è inseguito da diverse società importanti. Questo ci riempie d’orgoglio perché conferma che la nostra strada è quella giusta».
Sul progetto giovani e sulla sostenibilità: «Il nostro diktat è chiaro: continueremo a puntare sui giovani. È l’unica strada percorribile per una società come la nostra. Abbiamo visto a livello nazionale che i ragazzi a 18 anni fanno già parte delle rose delle prime squadre (come nel Barcellona o nel Bayern), mentre in Italia spesso rimangono “ragazzini” fino a 26-27 anni. Noi la pensiamo diversamente. Vogliamo accompagnare i giovani con qualche “grande” che faccia da chioccia. L’obiettivo è rendere il calcio sostenibile e allo stesso tempo dare opportunità reali ai ragazzi. Quest’anno abbiamo dimostrato che ad Altamura i giovani si mettono in mostra e possono emergere».
Sul rapporto con la città e sugli spettatori: «I numeri degli spettatori non sono esaltanti (siamo quindicesimi su venti con 1700 di media), eppure facciamo un buon calcio, propositivo, con tanti giovani. Altamura è una città grande, con oltre 70 mila abitanti. Da più di vent’anni la città ha mancato palcoscenici importanti e si è creata una generazione che ha saltato il calcio. Non è affezionata alla squadra. Ancora oggi ci sono più altamurani abbonati al Bari che all'Altamura. Dobbiamo ricostruire questo vuoto, coinvolgendo le famiglie e i più giovani. L’unico modo è comunicare con le scuole, fare iniziative, portare i bambini allo stadio. Abbiamo già avviato un accordo con una scuola calcio altamurana che diventerà a tutti gli effetti “Scuola Calcio Team Altamura”. Il prossimo anno passeremo a gestire circa 800-900 ragazzi. Questo ci riempie d’orgoglio ma anche di responsabilità. È l’unico modo per far sì che tra qualche anno Altamura possa avere un pubblico allineato alla categoria che ha».
Sul futuro e sulla continuità: «Il direttore sportivo Lauriola e il mister Mangia hanno fatto benissimo. Con loro ci siamo detti all’inizio dell’anno che non avremmo parlato del futuro prima della fine del campionato, per lasciare serenità a tutti. Ora che il campionato è concluso, ci sederemo a parlare con l’idea di proseguire insieme questo percorso. Vogliamo dare continuità a quanto di buono è stato fatto. Non smantelleremo la squadra. Alcuni giovani attenzionati resteranno per continuare il percorso di crescita. Certamente di qualcuno dovremo privarci se arriverà l’offerta giusta, perché dobbiamo sostenerci economicamente. Il nostro obiettivo è continuare a crescere, fare meglio e rendere il calcio ad Altamura sempre più sostenibile e attrattivo».
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