Pres. Catanzaro: "Se non ci veniamo incontro la Serie C muore"

03.04.2020 18:45 di Marco Pieracci   Vedi letture
Floriano Noto
© foto di Andrea Rosito
Floriano Noto

A poche ore dalla fine dell’assemblea di Lega Pro il presidente del Catanzaro Floriano Noto ha parlato in esclusiva ai microfoni di TMW: “Tutti i presidenti hanno manifestato la volontà di chiudere qui la stagione perché né sul piano etico né su quello pratico è fattibile tornare a giocare. Soprattutto se rimane la data del 30 giugno come deadline per il termine del campionato. Vogliamo chiuderla qui. Questo perché le società che danno a noi imprenditori la possibilità di investire nel calcio sono in forte crisi, ma anche perché sia sul fronte degli sponsor che su quello degli incassi da botteghino non avremo alcun tipo di entrata. Alcuni sponsor, ad esempio, hanno già comunicato che non pagheranno l’ultima rata pattuita per il campionato 2019/2020. Riduzione degli ingaggi? La nostra proposta in questo senso è divisa in due parti. Se il campionato non riprende ai calciatori verrebbe corrisposta una mensilità sulle quattro rimanenti, se invece la stagione si completasse ai ragazzi sarebbero corrisposte due mensilità su quattro. Noi come imprenditori saremo costretti a fare dei sacrifici e dobbiamo condividerli con loro. A mio modo di vedere questo sarebbe un accordo abbastanza ragionevole. Se in questo momento non ci veniamo incontro il calcio di Serie C è da considerarsi morto perché verranno meno tutti gli imprenditori che hanno deciso di investire nel calcio. Dobbiamo renderci conto della gravità della situazione. Al Sud, ad esempio, si parla da alcuni studi di settore che quasi il 50% delle attività non riaprirà dopo questa crisi e il calcio non è immune a tutto questo. Terminare la stagione adesso ci permetterebbe di avere dei mesi da sfruttare per una riforma profonda del sistema che renda sostenibile fare calcio in Serie C, con dei paletti chiari che permettano gli imprenditori di continuare la loro avventura nel pallone. Il calcio non è la prima preoccupazione e lo dico da imprenditore. E’ giusto, dunque, che il Governo dia la priorità a sanità, imprese e famiglia: per questo non penso che possa venire incontro a noi e alle nostre esigenze”.