Salernitana, Cosmi: "Ho sempre messo la faccia, innamorato di questa città"
Serse Cosmi, tecnico della Salernitana, come riportato da tuttosalernitana ha parlato così in conferenza stampa: "Sono costretto a fare delle puntualizzazioni. Sembrava tutto così logico, anche se nel calcio la normalità non esiste e sono battezzato a tutte le situazioni. Ognuno di voi ha una madre, una figlia o una sorella. La società mi ha detto che per motivi personali dovevo andare via, la partita non c'entrava assolutamente dubbi. Molte persone si sono comportate bene, altre in maniera scorretta e non mi riferisco ai social. Mia moglie piangeva perchè mia figlia doveva essere operata e c'erano alcuni problemi che grazie a Dio si sono risolti.
E' nata mentre uscivo dallo stadio. Sono dispiaciuto. Voi vi trovate di fronte una persona che può e deve essere discussa sotto tutti i punti di vista, ma su altre cose non ci sto. Da sempre. Ognuno di voi ha una propria vita che ha un valore. Capisco che la contemporaneità della sconfitta può aver alimentato qualche dubbio, ma io quando perdo la faccia l'ho sempre messa. Se mi dicono che non ho le palle per giustificare una prestazione vergognosa io vi invito ad avere rispetto perchè gli attributi li ho sempre avuti. Un conto è dare una notizia, un conto è entrare nell'intimo di una persona che da oggi mette una pietra sopra. Io sono innamorato sempre di più di questa città e di questa piazza. Se prima ero affascinato, ora sono realmente preso sentimentalmente. Accetto le critiche perchè so riconoscere amore e frustrazione quando tieni tanto a una causa. Qualcuno forse tende a fomentare, ma non ho mai chiesto ai giornalisti di essere anche tifosi della squadra. Non sarebbe giusto. Ognuno faccia il suo. Ma alcune cose mi fanno ridere. Potete dire che sono scarso, che siamo scarsi. Ma che facciano una vita fuori dalle regole no".
"Come ho detto prima anche io devo ancora capire tante cose. Sul piano tecnico qualche giustificazione c'è, come dicevo prima cambiare per esigenza non è mai facile. Tutti hanno bisogno di una guida, vorrei che i tifosi si identificassero nelle persone prima ancora che negli sportivi. Il giorno dopo che finisce il campionato chi è arrivato secondo e deve aspettare 15 giorni è psicologicamente morto, magari chi non ha nulla da perdere ritrova motivazioni. Noi siamo in una via di mezzo. Chi ci affronta darà il massimo perchè siamo la Salernitana. Ho una preoccupazione normale, non eccessiva. Noi dobbiamo lavorare in campo, limando quello che è possibile utilizzando queste tre gare per fare risultato. Se facciamo 3 su 3 recuperiamo minimo una posizione, quindi sta ancora a noi. Tre di fila le abbiamo già vinte, magari ci ricordiamo ancora come si fa. Gli infortuni mi annoiano. Ma il clima di disagio che ci circonda non mi fa paura e non avverto affatto disamoramento da parte della gente nei confronti della maglia. Io non posso espiare le colpe degli altri".
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