Salernitana, Cosmi: "Tifosi determinanti, i calciatori capiscano che siamo privilegiati"
“Una delle mie caratteristiche è quella di trasmettere grinta e voglia di vincere alla mia squadra, ma io vorrei anche vedere qualità nel gioco. In tre partite ho utilizzato 22 giocatori, se non è un record poco ci manca. Anzitutto questo vuol dire che qualcuno è stato gestito tra infortuni e squalifiche, con Berra che oggi non stava bene e ha dovuto stringere i denti al pari di Cabianca che era fuori da mesi e a inizio secondo tempo chiedeva il cambio. Qualcuno dimentica che non ho a disposizione Inglese: quando era in campo se non sbaglio i granata erano primi e non era un caso. Oggi la vittoria ci può consentire di lavorare meglio, ma chiaramente non abbiamo risolto i problemi. Certo, dopo aver subito tante situazioni nel corso della gara e averla portata a casa è motivo di grande orgoglio. Vorrei fare un discorso chiaro sulla qualità. Corsa, determinazione e rabbia sono vestiti che i calciatori non possono non indossare, ma per fare la differenza occorre un certo spessore tecnico. Mettere qualità oggi col 4-4-1 e con il 4-3-1 era impossibile, capite bene che non si poteva ripartire e bisognava badare soltanto alla fase difensiva. E proprio perché non abbiamo avuto qualità il Latina ci ha fatto un gol che si poteva evitare. Masochismo per le espulsioni? A posteriori possiamo dire così. Il dato che può allarmare è che le due espulsioni vedono protagonisti due atleti di grande esperienza. Ci sta che il ragazzino reagisca male o non capisca il momento, ma Capomaggio e Golemic non devono cadere in questi errori. Quello che si viveva prima della partita, con un’ansia e una voglia di fare risultato, ha generato sbagli che ci potevano costare caro. Inutile puntare il dito, immagino abbiano già capito il loro errore. Sono due rossi, non voglio sentire scuse e l’ho visto subito sul campo. Vinci 1-0 in casa, l’arbitro ti dà rosso subito…è evidente che non si poteva sbagliare. Ci è andata bene e tutto servirà per lavorare nella settimana che inizia domani.". Queste le dichiarazioni del tecnico della Salernitana Serse Cosmi in conferenza stampa.
Cosmi prosegue: "Donnarumma? Mi chiedete sempre del portiere. Non ho visto nemmeno cosa sia successo quando ha perso palla da solo, mi sono girato perché ho sentito un boato. Però poi ha fatto un bell’intervento su Parigi, ripetendosi nella ripresa: è stato impeccabile per 45 minuti, ha subito gol perché il loro attaccante l’ha presa male. Io non sono il difensore di nessuno, ma credo che si voglia andare un po’ a trovare i suoi errori. Lasciamolo stare in pace, ha esperienza e sa come uscire fuori da qualche piccolo problema. Io nello spogliatoio vedo che incita i compagni e che parla in maniera positiva. Dire che è stato responsabile di qualcosa mi sembra eccessivo. A Caserta non credo abbia colpe clamorose, era una traiettoria perfida".
Sulla tattica: "Modulo? Come interpretazione la migliore è stata la prima mezz’ora a Caserta, mi riferisco alla capacità di palleggio. Forse mi prenderete per matto, ma vedevo quello che avevamo provato pur con scarsa convinzione negli ultimi 16 metri. Il 3-5-2 lo conosco meglio di mia moglie, è un dogma. Ma nonostante questo annuso quando ci sono gli interpreti giusti. Non è che non lo riproporrò, ma ora non si può fare con la logica che chiedo io. Col Catania abbiamo lottato, ma in mezzo al campo eravamo fragili e gli esterni non spingevano. Vorrei avere tutti a disposizione per giocare in una determinata maniera".
Infine sui tifosi: "Capisco la delusione. Io sono arrivato con entusiasmo, potete anche ammazzarmi ma non c’è contestazione che mi scalfisce. Anzi, più c’è pressione e più rendo. Deve essere lo stesso per i giocatori. E’ bello avere un rapporto positivo con la piazza, ma se i tifosi – che sono una parte essenziale del calcio – sono arrivati a un punto di disamore dobbiamo accettarlo. Io però devo pensare a lavorare, per noi tutti è una grande opportunità per far cambiare idea alla gente. Il pubblico non è stupido: se vinci e dai il massimo tornano al tuo fianco. Io sono orgoglioso di essere qui. So che è un fattore che fa la differenza, non come altrove che si vantano di un grande ambiente".
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