Trapani, multa salata per Antonini e il club per le offese social ai segretari
Valerio Antonini, presidente del Trapani, e la società stessa sono stati sanzionati dal Tribunale Federale Nazionale della FIGC con ammende rispettivamente di 6.000 euro e 4.000 euro. La decisione è arrivata al termine dell'udienza del 10 febbraio scorso, dopo che un precedente accordo di patteggiamento era decaduto per mancato pagamento delle somme inizialmente concordate.
Tutto ha origine da un post pubblicato da Antonini sul suo account X (@ValerioAntoPres) il 21 giugno 2025. Nel messaggio, l'amministratore unico del club granata scriveva: «...segretari del Trapani Calcio delinquenziali… Altro che abbassare i toni. Se lo faccio con questo sottobosco criminale siamo morti». Le espressioni erano inserite in un contesto più ampio di critiche verso vari soggetti legati al club, inclusi commercialisti accusati di aver causato una penalizzazione di 12 punti.
All'epoca, Carlo Pace (ex Segretario Generale fino al 1° febbraio 2025) e Nicola Buracchio (ex Segretario Sportivo fino al 3 aprile 2025) erano i referenti dell'ufficio di segreteria del Trapani nella stagione 2024/2025. Sebbene il post non citasse espressamente i loro nomi, il Tribunale ha ritenuto evidente e immediata la riferibilità delle offese ai due ex collaboratori, data la ristrettezza del ruolo e il contesto temporale.
La Procura Federale ha deferito Antonini per violazione dell’art. 4, comma 1 (principi di lealtà, correttezza e probità) e dell’art. 23 del Codice di Giustizia Sportiva (divieto di esprimere pubblicamente giudizi lesivi della reputazione di soggetti operanti nell’ordinamento federale), con aggravante ex art. 14, co. 1 lett. m), per aver commesso l'infrazione durante l'esecuzione di una precedente sanzione di 6 mesi di inibizione (confermata a giugno 2025).
La società Trapani 1905 FC è stata chiamata a rispondere a titolo di responsabilità oggettiva (artt. 6 e 23, co. 5 CGS) per il comportamento del proprio Amministratore Unico.Inizialmente, a fine agosto 2025, era stato raggiunto un accordo ex art. 126 CGS (patteggiamento): ammenda di 2.500 euro per Antonini e 1.500 euro per la società. L'intesa era stata resa nota con il Comunicato Ufficiale n. 103/AA del 25 agosto 2025, con termine di pagamento di 30 giorni. Non essendo state versate le somme, il patteggiamento è decaduto (Comunicato n. 309/AA), portando alla riapertura del procedimento e al nuovo deferimento a gennaio 2026.
La difesa, rappresentata dall’avv. Paolo Rodella, ha sostenuto che mancasse un riferimento nominativo esplicito ai due ex segretari e che le frasi rientrassero nel legittimo esercizio del diritto di critica (art. 21 Costituzione). Il Collegio ha respinto entrambe le tesi: ha affermato che l’individuabilità dei soggetti offesi è logica e immediata (richiamando anche giurisprudenza penale sulla diffamazione), e ha escluso la scriminante della critica lecita, rilevando che le espressioni superano i limiti di continenza e proporzionalità richiesti nell’ordinamento sportivo, risultando «insolenti», «aggressive» e lesive della dignità personale e professionale.Il Tribunale ha inoltre considerato aggravante il mancato adempimento del precedente accordo, che ha comportato la protrazione del procedimento e un aggravio procedurale. Per questo ha maggiorato le sanzioni rispetto a quelle patteggiate, accogliendo le richieste della Procura Federale.
La vicenda si inserisce in un periodo complicato per il Trapani e per Antonini, già alle prese con diverse penalizzazioni per violazioni amministrative e con tensioni anche in altri ambiti sportivi. La sanzione pecuniaria chiude (per ora) il capitolo legato alle dichiarazioni social, ma conferma la linea dura della giustizia sportiva FIGC su toni e comportamenti pubblici dei tesserati.
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