AD AVELLINO LA TELENOVELA È FINITA E SI PUÒ GUARDARE AL FUTURO. NUOVA PROPRIETÀ, NUOVA DIRIGENZA CON UN PUNTO INTERROGATIVO: DI SOMMA RESTERÀ?

11.12.2019 00:00 di Tommaso Maschio   Vedi letture
AD AVELLINO LA TELENOVELA È FINITA E SI PUÒ GUARDARE AL FUTURO. NUOVA PROPRIETÀ, NUOVA DIRIGENZA CON UN PUNTO INTERROGATIVO: DI SOMMA RESTERÀ?

Una ventina di giorni fa da queste pagine scrivevo dell'Avellino come di un caso spinoso da risolvere non solo in fretta, ma anche nel miglior modo possibile dopo che la proprietà che aveva fatto rinascere il calcio nella città irpina poco più di un anno prima stava trascinando la squadra, e buona parte dello sport avellinese, verso il baratro a causa dei problemi finanziari che avevano colpito la Sidigas. Già allora si parlava della cordata capitanata da Nicola Circelli e Luigi Izzo, che all'epoca contava anche la presenza <i>ingombrante</i> di Nicola Di Matteo – ex di Mantova e Teramo – defilatosi presto dalla trattativa. Questa era la cordata favorita per l'acquisizione del club e questa è stata la cordata che alla fine l'ha spuntata insediandosi alla guida dei biancoverdi nella giornata di venerdì.

Un trattativa non lineare, ma che ha regalato colpi di scena degni di un film, con Claudio Mauriello e Gianandrea De Cesare che ci hanno messo del loro per complicare la situazione rifiutando in un primo momento la richiesta di dimissioni avanzata da Nicola Circelli – che a un certo punto era rimasto solo – per procedere al closing. Un momento di suspance non richiesta durato ben una settimana con momenti di estremo pessimismo – all'inizio della scorsa settimana la trattativa era sul punto di saltare – alternati ad altri più positivi fino al sei dicembre quando con una nota la IDC, che nel frattempo aveva <i>ritrovato</i> Izzo e Aniello Martone, annunciava l'acquisto del 100% dell'Avellino ponendo fine all'ennesima telenovela della Serie C. A breve giro di posta arrivavano anche le nomine con Izzo presidente, Circelli vice-presidente e poi Martone che assumeva il ruolo di dg e Filippo Polcino quello di amministratore delegato.

Le caselle sono quindi complete anche se c'è un interrogativo che attende una risposta. Chi sarà il direttore sportivo del nuovo Avellino? Se la <i>vox populi</i> contasse non ci sarebbe alcun dubbio sulla permanenza di <b>Salvatore Di Somma</b>. Ma la sua posizione, a differenza di quella di Eziolino Capuano, non appare così salda seppur al momento non risultano dichiarazioni che fanno pensare al divorzio. Ma le voci ci sono con il nome di <b>Carlo Musa</b>, artefice del ritorno in Serie C dopo il fallimento, che sta tornando a fare capolino nelle cronache sportive. Del resto una nuova proprietà spesso porta i propri uomini di fiducia e così dopo Martone e Polcino potrebbe arrivarne anche un terzo a completare il quadro. Una scelta legittima perché la proprietà ha tutto il diritto di scegliere i dirigenti con cui lavorare, ma che dall'altro lato potrebbe non essere un grande biglietto da visita nei confronti della piazza, che ha appena tirato un bel sospiro di sollievo, visto il legame fra questa e Di Somma. Una scelta delicata, che dirà molto su dove vuole andare la nuova proprietà irpina.