Ancona e Renate: quanto può essere fruttuoso cambiare a 5 giornate dalla fine della regular season? Bando agli scongiuri, l'analisi degli ultimi 5 anni fa pendere leggermente la bilancia verso risposte incoraggianti

26.03.2024 00:00 di Valeria Debbia Twitter:    vedi letture
Ancona e Renate: quanto può essere fruttuoso cambiare a 5 giornate dalla fine della regular season? Bando agli scongiuri, l'analisi degli ultimi 5 anni fa pendere leggermente la bilancia verso risposte incoraggianti
© foto di TC

Di questi tempi la scorsa stagione c'era già chi festeggiava la promozione in Serie B (il Catanzaro) e in Serie C (il Catania), mentre quest'anno le prime potrebbero essere il Mantova giovedì sera e il Cesena sabato. In D - come ci ricorda il sempre puntuale Lorenzo Carini nel suo punto - le più in fuga sono invece Trapani e Cavese (entrambe a +10) e Union Clodiense (a +11 ma la diretta inseguitrice deve recuperare una gara).

E anche la scorsa stagione di questi tempi venivamo da un fine settimana ad altissima tensione per quanto riguarda le panchine, con ben tre esoneri mentre invece quest'anno solo due: uno nel Girone A (il Renate ha dato il benservito a Colombo richiamando Pavanel) e uno nel Girone B (l'Ancona ha sollevato dall'incarico Colavitto). A 450 minuti dalla fine del campionato (escludendo quindi playoff e playout) ci ritroviamo con il 58.3% delle società (più precisamente 35 sulle 60 in gioco), che hanno cambiato almeno una volta la propria guida tecnica (l'anno scorso era il 53%).

Come già evidenziato brevemente le ultime due ad ingrossare le file degli esoneri sono state due società che in realtà avevano già adottato questa decisione nei mesi passati: la prima l'Ancona che - dopo il ko nel derby di Recanati, caratterizzato pure da due espulsioni - domenica nel tardo pomeriggio ha appunto annunciato l'esonero di Gianluca Colavitto che era subentrato lo scorso 23 ottobre a Marco Donadel con i dorici quindicesimi a 9 punti (media di 1 punto a gara), mentre li lascia in eredità a Roberto Boscaglia quintultimi - quindi in zona playout - a quota 34 (media di 1.03 punti a gara). La seconda il Renate che nella serata di domenica, dopo il pesante ko interno contro l'Arzignano, il settimo passo falso casalingo di fila per le pantere nerazzurre, ha deciso di ridare la guida tecnica a Massimo Pavanel, esonerato il 10 dicembre in favore di Alberto Colombo con la squadra quattordicesima a quota 20 punti (1.18 punti di media). Stessa posizione a cui la lascia lo stesso Colombo, pur con una media di poco superiore (1.21).

Ma quanto può essere utile cambiare a 5 giornate, quindi soli 450 minuti, dal termine di una stagione? Analizzando quanto occorso negli anni precedenti possiamo tentare di dare una risposta, dati alla mano.

Come avevamo accennato l'anno scorso (a meno cinque dalla fine) la Torres aveva richiamato Alfonso Greco sollevando dall'incarico Stefano Sottili, con la squadra a un solo punto dai playout. Playout che poi erano stati evitati dai sardi, che probabilmente hanno costruito le loro attuali fortune anche partendo da quel risultato raccolto con le unghie e con i denti. La Juve Stabia aveva affidato, invece, la propria guida tecnica a Walter Alfredo Novellino dopo aver dato il benservito a Sandro Pochesci. Quest'ultimo era subentrato al 30 gennaio al in un primo momento definito dimissionario Leonardo Colucci, poi invece definito esonerato dal socio Giuseppe Langella. Allora le Vespe erano quarte in classifica, dopo l'addio di Pochesci erano addirittura sprofondate fuori dalla zona playoff, anche se di un solo punto. Con Novellino gli spareggi promozione sono poi stati disputati, venendo però eliminati al primo turno con un pesante 3-0 ad opera dell'Audace Cerignola. Infine Giuseppe Pancaro era stato sollevato dall'incarico a Monopoli dopo essere subentrato il 21 ottobre a Giuseppe Laterza, con il Gabbiano nono in classifica e lasciandolo settimo in piena zona playoff a cui accederà proprio da settimo grazie all'avvento di Giacomo Ferrari, promosso dal ruolo di vice a quello di primo allenatore. I biancoverdi verranno però eliminati al secondo turno dalla solita Audace Cerignola. Nei giorni e settimane successive ci furono anche le dimissioni di Mario Somma dal Foggia con l'avvento di Delio Rossi che portò i rossoneri fino alla finale playoff poi persa con il Lecco. Il secondo esonero di Gianluca Esposito dalla Gelbison, con la chiamata di Giuseppe Galderisi che non riuscì ad evitare la retrocessione in D dei cilentani ai playout contro il Messina. Poi ancora l'allontanamento di Marco Banchini dalla panchina di una oramai spacciata Aquila Montevarchi che puntò sulla soluzione interna Andrea Coppi, oramai conscia dell'addio al professionismo. Da registrare anche il Pordenone che ebbe a richiamare Domenico Di Carlo, dopo aver adottato anch'essi la soluzione interna Mirko Stefani (ai playoff però i ramarri vennero eliminati dal Lecco), così come il Sangiuliano che si riaffidò a Andrea Ciceri dando il benservito a Carmine Gautieri per tentare il tutto per tutto ai playout che vennero però persi contro la Triestina. La lista si chiude con la Vis Pesaro e l'esonero di Oscar Brevi in favore di Simone Banchieri, che colse la salvezza diretta grazie anche alla penalizzazione dell'Imolese (furono 10 i punti di distacco tra le due e quindi non si disputarono i playout). Quindi possiamo parlare di due successi centrati, quattro parzialmente ottenuti (i playoff conquistati o con la pronta eliminazione o con la concente sconfitta in finale) e tre débâcle con retrocessione incorporata.



L'anno ancora prima, quindi nella stagione 2021/2022 (a meno 4 dalla fine), Trento e Legnago optarono per l'esonero, con il Seregno che dovette invece fronteggiare il passaggio da un Mariani assente per motivi personali a Lanzaro (la squadra non riuscì comunque a salvarsi, precipitando tra i dilettanti dopo il doppio scontro con la Pro Sesto). I gialloblù diedero il benservito a Carmine Parlato dopo ben 21 mesi insieme, una promozione dalla D alla C, 75 partite totali con una media di 1.64 punti (1.06 limitatamente alla stagione 2021/22) per accogliere un Lorenzo D'Anna che non allenava dal 2018 e che oltre alla lunga avventura alla guida della Primavera del Chievo e a quella più breve sulla panchina della prima squadra sempre clivense, per quanto riguarda la C, aveva solo una brevissima apparizione al Südtirol nella stagione 2013/14, finita (precocemente e malamente) con l'esonero. D'Anna portò il Trento alla salvezza ai playout contro la Giana Erminio, venne confermato per l'attuale stagione per poi essere allontanato dopo sole 7 giornate in favore di Bruno Tedino. I biancazzurri salutarono invece Michele Serena (una sola vittoria dal 27 dicembre al 29 marzo, con sei pareggi e sette ko), richiamando Giovanni Colella, che però non riuscì ad evitare la retrocessione diretta in Serie D. Andando un po' più avanti, a 2 turni dal termine, anche Giuseppe Galderisi lasciò il Mantova in favore di Maurizio Lauro, coi virgiliani che si salvarono, premiati dalla classifica avulsa che condannò il già citato Trento ai playout. La Paganese sollevò Gianluca Grassadonia dall'incarico richiamando Raffaele Di Napoli, che non riuscì a salvare gli azzurrostellati ai playout contro la Fidelis Andria (il doppio 1-0 premiò i federiciani meglio classificati). Guardando un filo più indietro, a 5 giornate dalla fine, come il caso preso attualmente in esame, c'è anche l'esonero di Giancarlo Riolfo dalla Fermana con l'avvento di Gabriele Baldassarri: un estremo tentativo che portò i marchigiani comunque ai playout, poi persi con la Viterbese, con la C riconquistata tramite ripescaggio. Un totale di tre fallimenti e due successi e la bilancia già comincia a pendere verso una risposta non particolarmente rincuorante.

Ad aprile 2021, dalla 15^ giornata di ritorno del campionato ancora precedente in poi, di panchine ne saltarono ben otto: alla Cavese tornò Vincenzo Maiuri che però non riuscì a salvare la squadra che precipitò in D direttamente. Qualche giorno dopo fu la volta di Bisceglie e Viterbese: alla guida dei primi tornò Giovanni Bucaro, che li portò a disputare i playout poi persi con la Paganese; nelle file laziali tornò Agenore Maurizi, che però non riuscì a farli accedere ai playoff. Alla Carrarese si dimise Silvio Baldini, arrivò Antonio Di Natale e la salvezza diretta fu centrata. Ad Imola ci si affidò a Lorenzo Mezzetti che salvò i rossoblù ai playout contro il Fano. Quindi cambiarono Lucchese e Pergolettese: Oliviero Di Stefano non riuscì a salvare i rossoneri, mentre Fiorenzo Mario Albertini centrò l'obiettivo coi cremaschi. Infine il Bari che a fine mese - a due dal termine - richiamò Gaetano Auteri e come finì la storia dei Galletti è cosa nota visto che il pass promozione per la cadetteria venne staccato l'anno dopo. Qui ci troviamo di fronte a cinque flop e tre imprese andate a buon fine quindi ancora aleggiano spettri che non portano sostegno alla tesi del cambio.

Difficile, invece, utilizzare come stagione esemplificativa la 2019/20, condizionata dalla pandemia Covid-19. Comunque in vista della ripresa di fine giugno, con playout prima e playoff poi, in quattro decisero di avvicendare il proprio condottiero: l'Imolese chiamò Roberto Cevoli che salvò i romagnoli nel doppio confronto contro l'ArzignanoValchiampo mentre la Pianese si affidò a Pasquale Catalano, cui non riuscì l'impresa contro la Pergolettese, che a sua volta aveva puntato sul ritorno di Mattia Contini. Infine il Ravenna che decise per disputare il doppio playout con in panchina Claudio Treggia per vedere trionfare il Fano. In questo caso, a conforto delle squadre attualmente alle prese con gli esoneri, c'è un equilibrio tra obiettivi centrati e mancati.

Solo un caso di cambio avvenuto sempre ad inizio aprile nella stagione 2018/19: fu la Reggina ad esonerare Massimo Drago e a richiamare Roberto Cevoli. Il tecnico sammarinese portò gli amaranto a disputare i playoff da settimi in classifica per poi eliminare il Monopoli al primo turno playoff, ma dovette soccombere 4-1 al Catania nel secondo turno. Un seppur parziale raggiungimento dell'obiettivo che potrebbe portare serenità a chi la decisione l'ha presa di questi tempi.

A ben vedere, quindi, da questi esempi, contiamo 13 risposte negative (per una percentuale del 48%) di cui 11 retrocessioni, 14 positive (52%) di cui 9 permanenze in categoria e 5 situazioni in cui si può parlare di parziale raggiungimento dell'obiettivo (19%). Ed immaginiamo che - come accaduto l'anno scorso - così anche quest'anno staranno partendo in questo momento numerosi gesti apotropaici tra Lombardia e Marche, di fronte a questi dati statistici, con la speranza di poter terminare all'interno della 'giusta' percentuale casistica.