Avellino, mai epilogo fu più scontato: ma è giusto paghi solo il mister? Messina, così è davvero molto triste

22.10.2022 00:00 di Luca Esposito Twitter:    vedi letture
Avellino, mai epilogo fu più scontato: ma è giusto paghi solo il mister? Messina, così è davvero molto triste
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Editoriale di oggi che si apre inevitabilmente con un focus sull'Avellino. Tanto tuonò che piovve. Come prevedibile, è mister Taurino a pagare per tutti. Una decisione nell'aria praticamente dalla prima giornata, conferma del fatto che avevamo purtroppo ragione quando in estate rimarcavamo con convinzione occorresse un allenatore con esperienze pregresse in piazze esigenti, passionali e ricche di pressioni. Sicuramente Taurino è un professionista serio e preparato, ma si avvertiva sin dal ritiro che la panchina traballasse e che parte dell'ambinte fosse scettico. Certo, per logica e coerenza dovrebbe essere esonerato anche il direttore sportivo Enzo De Vito  (mea culpa in conferenza stampa di questa mattina). In fondo è il ds ad aver allestito un organico che, fatta eccezione per Aya, Casarini, Franco e Dall'Oglio e pochi altri, non ha certo lo spessore che meriterebbe una piazza come quella biancoverde. Quella componente che ora potrebbe venir meno dopo anni di sostegno incondizionato in casa e in trasferta. E giocare in un Partenio freddo e deserto sarebbe un fattore da non trascurare. La proprietà dovrebbe dare risposte più concrete e mettere in discussione tutti, invece ha dato mandato proprio alla dirigenza di scegliere il nuovo allenatore. Torna Rastelli, ci chiediamo se puntare su un cavallo di ritorno possa essere giusto. Parlerà il campo. Di certo c'è che, a questo punto, sarebbe stato meglio proseguire con Carmine Gautieri, uno che ereditò una situazione complessa e che comunque aveva trasmesso identità alla squadra. Invece è andato in scena l'ennesimo ribaltone in nome di un progetto già rinnegato a metà ottobre. Il presidente, ora, ha due possibilità: investire a gennaio per giocare i playoff alla grande o porre le basi per allestire una corazzata che ambisca al salto diretto nella stagione successiva. Personalmente opterei per la seconda ipotesi.

Tra le nobili decadute che stanno stentando ci sono anche Triestina, Piacenza e Messina. Nel primo caso, come ad Alessandria, era preventivabile un'annata di sofferenza e di assestamento: i tifosi dovranno essere pazienti e sostenere la squadra fino alla fine. A Piacenza, invece, l'esonero di Scalise non coincide con risultati migliori. Tutt'altro. Cesarini non basta, a gennaio servono almeno quattro innesti validi per non rischiare addirittura la retrocessione. Infine il Messina, club laddove da troppo tempo si va avanti a suon di incognite. Tra fallimenti pregressi, retrocessioni e salvezze stentate sarebbe il tempo di spiegare alla piazza cosa si voglia fare da grandi. Anche qui rischia di pagare per tutti Auteri (anche se la necessità di salvaguardare il bilancio rende difficile cambiare guida tecnica), in queste ore la proprietà si è detta pronta a fare qualunque sacrificio per adeguare l'organico alla concorrenza, ma se c'erano davvero risorse perchè in estate non è stato fatto quasi nulla? Infine un focus sui gironi. Nel raggruppamento A si sta troppo sottovalutando il Pordenone, una piacevole realtà del calcio professionistico animata da voglia di riscatto, guidata da un tecnico esperto e ricca di giocatori d'esperienza. Sicuri davvero sarà testa a testa tra Vicenza e Padova? Occhio ai ramarri, senza nulla togliere ad un Renate ormai costantemente tra le prime della classe, ma che sembra avere qualcosina in meno. Alla lunga i valori emergono, ma nulla vieta ai lombardi di essere il nuovo SudTirol. Nel girone B cade ancora la Reggiana, stavolta nel derby con il Cesena. Polemiche per l'arbitraggio (non è una grossa novità in casa amaranto) e una bella boccata d'ossigeno per Toscano e la sua panchina. Bene il Gubbio col Fiorenzuola, la Carrarese ha rovinato un avvio super e perde ancora, stavolta con l'Imolese. Nel gruppo C, detto di Avellino e Messina, primo punto esterno per il Taranto e primo ko di De Sanzo alla guida della Gelbison. Vince il Monterosi, non finiremo mai di elogiare il lavoro di Menichini che, senza tifosi e senza stadio, sta tenendo in alto i laziali da un anno. A Picerno da valutare la posizione di Longo, il Catanzaro vince a Monopoli e lancia un altro segnale inequivocabile.