Caso Trapani (e occhi sul Livorno), liste a 22 che diventano a 24, errori di disattenzione. La prima giornata di C non è andata come ci si aspettava e si sperava

30.09.2020 00:00 di Tommaso Maschio   Vedi letture
Caso Trapani (e occhi sul Livorno), liste a 22 che diventano a 24, errori di disattenzione. La prima giornata di C non è andata come ci si aspettava e si sperava

Non è stato certo l’inizio che tutti si aspettavano e che speravano. La Serie C è partita nello scorso week end fra mille difficoltà non certamente dovute tutte alla pandemia che ancora non molla la presa. Prima il braccio di ferro fra Lega Pro e AIC con lo sciopero prima minacciato e poi rientrato in extremis di fronte alla marcia indietro del presidente Ghirelli che nella giornata di ieri ha trovato l’accordo – che era nell’aria da giorni – sulle liste con i giocatori tesserabili che passano da 22 a 24 aprendo così le porte della Serie C a tanti giocatori over che rischiavano di restarne fuori o di doversi accontentare della Serie D. Poi la vicenda Trapani finita come tutti si aspettavano ovvero con la squadra che non scende in campo a causa della mancanza del medico sociale concludendo nel peggiore dei modi settimane in cui i giocatori si sono potuti allenare col contagocce a causa del mancato rispetto dei protocolli anti-covid, in cui sono volati stracci fra dipendenti e giocatori da una parte e la nuova proprietà dall’altra a causa dei noti problemi che si trascinano ormai dall’anno passato e che il cambio di mano non ha certamente risolto anzi, forse è riuscito solo a peggiorare. Fatto sta che il Trapani e Trapani ha fatto una figuraccia a livello nazionale e non solo, i problemi restano sempre gli stessi con in più uno 0-3 a tavolino e una penalizzazione di un punto che non sarà l’unica qualora il club dovesse riuscire – non si sa come – a portare a termine il campionato.

Verrebbe da chiedersi come il Trapani (e in minor parte il Livorno dove le acque sono agitate già da diversi giorni, ma per ora il bubbone non è ancora scoppiato, sperando che non accada neanche in futuro) sia riuscito a superare tutti i controlli e iscriversi tranquillamente al campionato nonostante i dipendenti da mesi reclamino stipendi non pagati e i giocatori non si trovino certo in una situazione migliore. Toccherà alla Procura Federale (e alla COVISOC) dare risposte in questo senso e decidere se i siciliani potranno continuare a far parte di questo campionato o ne saranno estromessi con conseguente caos nel Girone C che diventerebbe improvvisamente zoppo. E questo sarebbe un duro colpo da assorbire anche per il presidente Ghirelli che da sempre è stato alfiere del rispetto delle regole.

Come se non bastasse ci si è messo anche il Ravenna a scrivere una pagina poco edificante di questa prima giornata schierando Mokulu pur sapendo che il calciatore era gravato di una squalifica maturata negli ultimi play out (come si evince dal comunicato dei romagnoli) e attaccandosi all’interpretazione dei regolamenti per sperare di poter presentare ricorso e magari vincerlo. Una disattenzione grave per un club professionistico che macchia da subito il ritorno (a distanza di pochi mesi) in Serie C del club retrocesso dopo i play out della scorsa stagione.

Una prima giornata caotica, densa di problemi, che non rende merito e oscura quanto mostrato in campo dalle 54 squadre (oltre alla gara di Trapani non si è giocato neanche ad Avellino, ma solo per questioni climatiche).