Catania primo? La società investe ancora: Bruzzaniti è un messaggio alla concorrenza. Perugia, dai un segnale ai tuoi tifosi!
Editoriale di oggi che si apre con un focus sul Catania che, poche ore fa, ha ufficializzato l’ingaggio di Giovanni Bruzzaniti, calciatore che ha fatto benissimo con la maglia del Pineto e che meritava una chance in una piazza estremamente importante e che punta con decisione alla vittoria del campionato senza passare per i playoff. In attesa di capire se il bomber saprà riconfermarsi in un contesto ambientale totalmente diverso e carico di pressioni, bisogna fare a prescindere i complimenti a Pelligra, alla società e alla dirigenza perché, in una categoria che certo non spicca per introiti, gli investimenti non sono mai mancati, con il centro sportivo perno principale dell’ambizioso progetto e un settore giovanile che sta sfornando talenti. Non capita tutti i giorni che sia la capolista, e non chi insegue, ad allargare i cordoni della borsa mettendo sul tavolo, tra cartellino e ingaggio, una cifra che rasenta il milione di euro. Un gesto forte, un messaggio chiaro alle dirette concorrenti e un’ulteriore spinta emotiva per una tifoseria che crede nel sogno serie B e che, al Massimino, sta facendo registrare numeri da A tenendo testa a realtà blasonatissime e che lottano per l’Europa. Non pienamente convincente, invece, l’operato della Salernitana. In un solo giorno sono state ufficializzate tre operazioni di mercato in entrata, con Berra e Arena per la difesa e Carriero a centrocampo, ma per alzare l’asticella e dar seguito al ritornello “non abbiamo problemi di budget, la società è molto solida”, ci si aspettava – e ci si aspetta – molto di più. E’ con i Capuano, i Brighenti e i Lescano che si dimostra di voler vincere il campionato, il minimo sindacale dopo due retrocessioni di fila che non hanno scalfito l’entusiasmo popolare, ma che hanno messo a nudo l’inesperienza della società capitanata da Danilo Iervolino. Per colmare il gap con le big servono 2-3 innesti di categoria superiore, senza badare a spese. Viceversa il pericolo galleggiamento è dietro l’angolo. Un plauso va invece al Siracusa, con mister Turati, i calciatori e la dirigenza che sono riusciti a isolarsi dalle problematiche societarie battendo per 3-0 il Trapani prima della sosta in un derby letteralmente dominato. Questi ragazzi, in molti casi inesperti o provenienti dalla D, hanno sempre sciorinato un calcio piacevole, giocandosela alla pari con tutti senza timori reverenziali pur consapevoli che arriverà una penalizzazione in classifica dopo il deferimento. Ci auguriamo che il presidente possa apprezzare la professionalità di questo gruppo così affiatato mettendo il ds in condizione di operare in entrata senza perdere quei 3-4 top player che saranno fondamentali per il raggiungimento di una salvezza che sarebbe equiparabile a un miracolo sportivo.
In attesa di capire se ci sarà la reazione del Giugliano di Capuano e col Benevento che lavora dietro le quinte godendosi lo spettacolo offerto dai giallorossi e da Floro Flores, ci soffermiamo ora anche sulle realtà degli altri gironi. Dal Perugia ci aspettiamo qualcosa di importante: non il nome, che servirebbe solo a scaldare i tifosi, ma gente affamata e che si cali in una realtà che deve entrare nella mentalità salvezza, accantonando il blasone e dimenticando le ambizioni di inizio stagione. Il rischio playout è assolutamente concreto e il popolo biancorosso si sta progressivamente allontanando dal Curi. L’Arezzo, che invece ha tutte le carte in regola per tornare in B dopo un lungo periodo in terza serie, ha preso Coppolaro in difesa (operazione rischiosa, l’esperto centrale difensivo è reduce da stagioni negative e a Salerno ha fatto male) ma – soprattutto – Arena in attacco prelevandolo dal Pisa. Ora Bucchi ha a disposizione un reparto offensivo di livello assoluto, quantomeno alla pari di quello di un Ravenna che, da neopromosso, può comunque disporre di Spini, Okaka e Luciani oltre che di un Viola che, in C, può giocare a occhi chiusi. Questa sosta avrà permesso all’ex Cagliari di lavorare dal punto di vista fisico, una volta al top regalerà tanti punti ai suoi compagni. L’Ascoli, per credere ancora nell’aggancio, deve fare qualcosina in più pur partendo da una base ottima e da una difesa tra le meno perforate in Italia. Infine il girone A, quello che sembra meno avvincente visto che ci sono tante realtà medio-piccole con scarno seguito e un Vicenza che, come ampiamente prevedibile, ha fatto il vuoto. Per i playoff ci aspettiamo una bella lotta tra Cittadella e Brescia, con i biancazzurri che proveranno a piazzare il colpo Lescano e che si sono ritrovati dall’avvento di Corini in panchina. Chiudiamo con un augurio di un felice anno nuovo, con tanta salute, serenità e con quelle emozioni che solo il calcio sa regalare. Con l’auspicio che i verdetti siano finalmente emessi solo dal rettangolo verde senza stravolgimenti nelle aule dei tribunali. Sarebbe già tanto dopo il caos delle annate precedenti.
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