Corsa contro il tempo per i calendari. Il campionato parte puntuale, forse. Ma lo sciopero è un autogol

14.09.2020 00:45 di Ivan Cardia Twitter:    Vedi letture
Corsa contro il tempo per i calendari. Il campionato parte puntuale, forse. Ma lo sciopero è un autogol

Sta per finire l’estate che in Lega Pro si sperava di non dover vivere. Crisi sanitaria permettendo, la stagione 2019/2020 era filata tutto sommato liscia a livello di casi e scandali, l’augurio era di iniziare quella successiva senza patemi: sarebbe stata, almeno negli anni recenti, una prima volta. E invece è arrivato il caso Picerno-Bitonto a sconquassare la Serie C. Anche se alla fine si è tirato un mezzo sospiro di sollievo: non per le sorti delle due società e delle due piazze. Nessuno, ovviamente, in Lega tifava contro di loro. E il collegio di garanzia è ancora da affrontare (oggettivamente, con quali spiragli?). Ma perché la condanna, anche in appello, era quasi scontata: il timore era che a livello tecnico non fosse confermata la sentenza di primo grado, e si aprisse spazio a contenziosi più complicati da decifrare.

Così, invece, arriveranno a breve i calendari del prossimo campionato. Probabilmente già mercoledì 16, anche se in Lega per ora circola un certo riserbo sulla data. D’altra parte, dopo il rinvio della data del 10 è diventata una vera e propria corsa contro il tempo, con poco margine per mettere in moto la macchina organizzativa. E l’incognita su due società: non è da escludere che, per cautelarsi, al sorteggio partecipino X e Y. Entrambe nel girone C: tanto sia il Foggia che Rende (favorita) o Bisceglie andrebbero a finire lì. A proposito: la riforma dei gironi è rinviata, in molti criticano la differenza di competitività. Se poi però andiamo a studiare le semifinali e le finali playoff degli ultimi anni scopriamo che i raggruppamenti considerati più deboli sulla carta spesso hanno offerto squadre di alto livello nei confronti diretti. Non tutto è quel che sembra.

Poi il campionato. Parte il 27 settembre: l’ha ribadito anche pubblicamente il Presidente Ghirelli e non c’è motivo di dubitarne. Sciopero permettendo, perché a oggi l’AIC è ancora sul piede di guerra e la questione liste a 22 è tuttora aperta. Sul punto, mi sono già espresso una settimana fa: entrambe le posizioni sono comprensibili e legittime, non c’è ragione contro torto. Sullo sciopero, un paio di considerazioni. La prima è che alle società saltare la prima giornata potrebbe anche non cambiare la vita, anzi avrebbero più tempo per organizzare l’avvio della stagione. E poi, chissà, scendere a patti (sia chiaro, siamo nel campo delle ipotesi, e comunque tornare indietro a metà mercato non sarebbe fattibile né molto corretto). La seconda è che, comunque la si veda, in un contesto generale di grande e grave difficoltà economica lo sciopero dei calciatori rischia di essere un autogol d’immagine: per i giocatori e per la Serie C in generale, sia chiaro. Chi scrive sa benissimo di che categoria si stia parlando: non le stelle della Serie A, ma in generale, almeno nella maggior parte dei casi, lavoratori normali, con stipendi normali. I tifosi e gli appassionati, però, la percepiscono comunque come una categoria di privilegiati e questo è un dato di fatto: per quanto sia complicato, per quanto entrambe le posizioni siano apprezzabili, trovare una sintesi non sarebbe una cattiva idea.