DAMMI IL CINQUE! MAI STATI IN B: ECCO 5 ALLENATORI PRONTI PER IL GRANDE SALTO

16.04.2020 00:30 di Nicolò Schira Twitter:    Vedi letture
DAMMI IL CINQUE! MAI STATI IN B: ECCO 5 ALLENATORI PRONTI PER IL GRANDE SALTO

Il boom delle partite-vintage in televisione certifica la fame di calcio di tutti gli italiani. Ci manca vedere il pallone che rotola sul campo e finisce in fondo alla rete. Ecco perché stavolta decidiamo di parlare di calcio giocato, in particolare di allenatori. Spazio a cinque volti emergenti meritevoli del grande salto al piano di sopra. Troppo facile dire chi sta dominando i propri gironi e ci salirà da trionfatore sul campo, vedi Cristian Brocchi (Monza) e Mimmo Toscano (Reggina). Così come - nonostante l’ottimo lavoro svolto - Vincenzo Vivarini (Bari), Beppe Scienza (Monopoli) e Stefano Vecchi (Sudtirol) non sono nominabili, visto che hanno già allenato in Serie B. Idem i decani Silvio Baldini (Carrarese) e Mimmo Di Carlo (Vicenza). Le nostre nomination andranno a cinque allenatori che in carriera (sia che siano agli inizi o allenino da oltre un decennio) non sono mai andati oltre alla Lega Pro. E proprio per questo meritevoli un giorno di giocarsi la propria grande chance. Ecco la nostra cinquina in rigoroso ordine alfabetico.

Massimiliano ALVINI (Reggiana) - “Da anni è uno dei trainer più sottovalutati della categoria, eppure tra Tuttocuoio, Pistoiese Albinoleffe e ora Reggiana non ha praticamente sbagliato una stagione. Parole poche, fatti tanti. In Emilia si sta consacrando anche nella lotta al vertice dopo le stagioni da specialista in salvezze. Il 49enne di Fucecchio con un passato da rappresentante di suole per calzature assomiglia parecchio a Maurizio Sarri. Chissà che dopo i 50 non tocchi anche a lui spiccare il volo come all’illustre corregionale, al quale è legato da una grande amicizia ventennale. Fin dai tempi in cui Sarri guidava la Sangiovannese e Alvini era al timone del Signa. Sognando di sfidarlo un giorno. In fondo per chi è partito a 25 anni dagli Amatori della sua Fucecchio sognare non costa nulla...”.

Aimo DIANA (Renate) - “La carta d’identità dice anni 42. Pochi per un allenatore, anche se l’esperienza inizia già a essere di quelle importanti, visto che è il quinto anno che allena nei professionisti. I capelli lunghi e i 13 tatuaggi sono, invece, gli stessi che aveva da calciatore, quando sgroppava a tutta velocità sulla fascia. Esterno spesso micidiale in zona-gol, uno di quelli che facevano le fortune migliaia di allenatori al Fantacalcio. E anche in panchina non ha perso il vizio di andare forte. Sfatando pure quell’etichetta che stava iniziando a diventare fastidiosa, quella dello specialista in subentri. Il classico problem-solver per dirla alla Quenteen Tarantino. In questa stagione è partito per la prima volta dall’inizio e per mesi è stato l’unico a tenere i ritmi forsennati della fuoriserie Monza. Farlo con una utilitaria (seppur fornita di tanti optional) vale come una tesi di laurea. Soprattutto per chi negli ultimi anni si era specializzato in imprese disperate da subentrante, alla Mister Wolf di Pulp Fiction. Un ex giocatore, protagonista per tanti anni in Serie A e con diverse convocazioni in nazionale, ma che in questi anni ha mangiato il pane duro della Serie C. Giusto che ora il tecnico bresciano, dopo i miracoli di Melfi (arrivò con la squadra ultima e reduce da 10 sconfitte di fila e sfiorò l’impresa salvezza con una grande rimonta vendendo beffato ai playout con due pareggi), Sicula Leonzio (squadra presa nei bassifondi e condotta in scioltezza ai playoff) e Renate (salvezza diretta senza passare dai playout), ora vuole sognare in grande. Organizzazione maniacale, quasi un approccio scientifico e matematico al calcio sulla falsa riga di Davide Nicola, al quale per bravura e capacità psicologica di entrare nel cuore dei suoi giocatori assomiglia molto. Marchio di fabbrica il 3-5-2 che ricorda quello del maestro Carlo Mazzone”.

Alberto GILARDINO (Pro Vercelli) - “Un Campione del Mondo in Serie D. Sembra l’incipit di una barzelletta, invece è tutto vero. Storia di un anno e mezzo fa, quando l’ex bomber di Milan e Fiorentina scelse di incominciare l’avventura in panchina tra i Dilettanti. Alzi la mano chi si ricorda di un ex calciatore, fresco di ritiro, che abbia fatto una cosa del genere. La risposta è semplice: nessuno! Segno di grandissima umiltà da parte del Gila, che avrebbe potuto bruciarsi a latitudini sconosciute e mai frequentate. E invece ha centrato i playoff con un club sull’orlo del baratro come poi dimostrato dalla mancata iscrizione al campionato successivo. Quest’anno al primo anno tra i professionisti si sta confermando come un tecnico da tenere d’occhio per idee e gestione del gruppo. Partito con il 4-3-3 con modulo ha saputo adattarsi ai ragazzi a sua disposizione virando sul 3-5-2 che meglio si sposava con le caratteristiche dei calciatori a disposizione. Un segnale di intelligenza. Inoltre con un organico tra i più giovani per età media dell’intera categoria sta pilotando la compagine piemontese verso una tranquilla salvezza con vista sui playoff. Con successi di prestigio tipo quello contro il Pontedera all’epoca secondo. Ad appena 37 anni il bello (in panchina) deve ancora venire e siamo sicuri che tra qualche anno lo vedremo nelle categorie che ha frequentato per tanti anni da calciatore”.

Ivan JAVORCIC (Pro Patria) - “Il terzo anno seppur positivo è stato inferiore ai primi due che erano stati straordinari. Promozione in C e Scudetto Dilettanti cui ha sommato un quarto posto in Lega Pro. Mica male per l’allenatore croato con la passione per gli scacchi. È proprio dagli amati pedoni trova talvolta ispirazione per alcune mosse tattiche. Talento sprecato da calciatore: ha smesso a soli 29 anni dopo tanti infortuni, da tecnico può lasciare il segno. Passione per la lettura e vorace divoratore delle opere di Dostoevskij, Ivan Javorcic è sicuramente un tipo fuori dagli schemi. Il ciclo bustocco potrebbe essersi esaurito, ma i risultati degli ultimi 30 mesi rappresentano un biglietto da visita ideale per chi vuole bussare al secondo piano del calcio italiano”.

Giuseppe RAFFAELE (Potenza) - “Ne ha fatta di strada il tecnico di Barcellona...Pozzo di Gotto. Il re delle categorie dilettantistiche siciliane, dove ha trionfato con Orlandina e Igea Virus pilotate entrambe in D, si è confermato anche nei prof. A Potenza sta vivendo un biennio entusiasmante con il presidente Caiata, che gli ha vaticinato un futuro illustre: “In 5 anni andremo con Raffaele in Serie A” ha detto nelle nostre dirette Instagram. Ci riuscirà? Forse anche senza il Potenza, visto che qualche club cadetto ha già sondato il terreno. Fari puntati sul 45enne siciliano abilissimo nell’organizzare difensivamente le proprie squadre, che sotto la sua guida diventano dei veri e propri bunker difensivi. Solidità ed equilibrio che fanno rima con risultati come testimonia l’attuale quarto posto in classifica nel girone C”.