Grandi incertezze sull'organico della Lega Pro: tra ripescaggi e segnali allarmanti. Ristori, l'intervento a gamba tesa di Mauro Ferrero

20.07.2021 00:00 di Valeria Debbia Twitter:    vedi letture
Grandi incertezze sull'organico della Lega Pro: tra ripescaggi e segnali allarmanti. Ristori, l'intervento a gamba tesa di Mauro Ferrero
© foto di TC

Mentre fioccano le domande di ripescaggio a seguito della non ammissione da parte del Consiglio Federale di Carpi, Novara, Sambenedettese, Casertana e Paganese (oltre alla mancata iscrizione del Gozzano), con Pistoiese, Lucchese, Arezzo, Fano, Siena, Fidelis Andria, Cavese e Latina che hanno proprio annunciato con un comunicato ufficiale la presentazione della domanda stessa (che d'altronde scadeva alla mezzanotte odierna, per il Bisceglie si tratta di domanda di riammissione), mentre il Rimini ha invece ufficialmente rinunciato, quattro delle cinque non ammesse hanno comunque proseguito nella propria preparazione estiva: il Carpi ha presentato Sebastiano Siviglia (che si è detto sereno e concentrato sulla costruzione della squadra) e proprio questa mattina partirà per il ritiro di San Zeno di Montagna. Il Novara si è radunato nella serata di ieri mentre oggi inizieranno gli allenamenti sotto la guida esperta di Nunzio Zavettieri. La Samb è partita per il ritiro di Sefro ed ha anche organizzato test amichevoli con Salernitana e Reggina, anche se il ds Porchia ha ammesso che la situazione di incertezza ha fatto saltare delle trattative di mercato. Solo da casa Paganese non si sono avute notizie di ritiro e convocati, con il club che evidentemente aspetta il verdetto finale del Collegio di Garanzia del Coni per sbilanciarsi in un senso o nell'altro. Per la Casertana le cose sono complicate e quasi impossibile rivedere i rossoblù in categoria nella prossima stagione, ma mercoledì il presidente D'Agostino cercherà di illustrare nel dettaglio i molteplici aspetti in gioco.

In questo quadro ancora incerto si stagliano le situazioni di club che si sono iscritte eppure lanciano segnali allarmanti. In primis il Catania che per fare chiarezza ha anche indetto per venerdì 23 luglio alle 10.00 in sala congressi, a Torre del Grifo, una conferenza stampa relativa alle prospettive societarie per la prossima stagione e allo stato delle trattative aventi ad oggetto le quote azionarie del club. Nel corso dell'incontro, presente il  presidente della Sport Investment Group Italia Giovanni Ferraù, verrà inoltre illustrata la regolamentazione completa dell'iniziativa "Uniti per il Catania". A Lecco per l'ennesima volta il presidente Di Nunno ha deciso di lanciare l'allarme sui costi insostenibili: in una nota congiunta il Comune della città lombarda ha invitato a sostenere la realtà biancoceleste, sottolineando come serva ora un’azione corale di imprenditori, famiglie, e appassionati per tenere alta la qualità ed il blasone del club. Un refrain che dalle parti del 'Rigamonti-Ceppi' non è cosa nuova, viste le tante volte che Di Nunno ha annunciato un disimpegno che poi, nei fatti, non c'è mai stato. Non si è infatti tirato indietro neppure per la prossima stagione, ma con il solito avviso: "La squadra per quest’anno è fatta ed è pronta ad iniziare la stagione, ma io non posso andare oltre a questo". A Cesena, dove le cose sono sempre filate lisce, grazie alla Holding CFC nonostante essi stessi si siano a più riprese definiti 'traghettatori, pronti a trattare', pare che qualcosa possa muoversi, ma Patrignani è stato chiaro: deve essere un imprenditore serio e non un bandito, quindi deve dimostrare di avere le possibilità economiche per fare meglio dei presenti: "Deve comunque garantirci di poter investire 3/4 milioni a stagione" ha infatti chiarito alla stampa locale.

Ci permettiamo di chiudere questa disamina con le parole dell'amministratore delegato della Pro Sesto, Mauro Ferrero, che ha sollevato un altro rilevante problema: quello degli aiuti da parte del Governo, necessari per la sopravvivenza di club che hanno vissuto la pandemia e ne hanno patito le conseguenze: "Nel Decreto Ristori si potevano chiedere contributi se si avevano danni al fatturato, ma il paradosso è che noi, passando dal dilettantismo al professionismo, lo abbiamo migliorato. Nessuno però ha fatto un conteggio sui costi, infatti anche adesso che ci troviamo ad affrontare il Decreto Sostegni dobbiamo sempre fare i conti col fatturato che però non ha avuto perdite del 30%. Questo sembra significare che l'anno è stato soddisfacente, ma in termini di bilancio abbiamo fatto un gran sacrificio per gestire la Pro Sesto. E così non possiamo richiedere aiuti". E in aggiunta: "Il 21 maggio il nostro stimato presidente Ghirelli è uscito con la notizia che il Governo ha deciso di aiutare le società di Lega Pro, ma a metà luglio ancora non si ha il decreto attuativo di questi aiuti. Si è passati quindi in due mesi dall'entusiasmo del 21 maggio ad essere ancora qua ad aspettare di comprendere come si tradurrà in pratica. Quindi degli aiuti che comunque ci vengono concessi non sappiamo come venirne in possesso". Parole che fanno male a tutto il movimento.