I PLAYOFF PIÙ COSTOSI DI SEMPRE: ECCO QUANTO SPENDERÀ OGNI CLUB. PLAYOUT, IL PARADOSSO DI RETROCEDERE PAGANDO. CAMBIO NELL’AIC: IN BALLO 25 MILIONI DI EURO PER LA C

30.06.2020 00:10 di Sebastian Donzella Twitter:    Vedi letture
I PLAYOFF PIÙ COSTOSI DI SEMPRE: ECCO QUANTO SPENDERÀ OGNI CLUB. PLAYOUT, IL PARADOSSO DI RETROCEDERE PAGANDO. CAMBIO NELL’AIC: IN BALLO 25 MILIONI DI EURO PER LA C

Avviso: in questo editoriale daremo i numeri. Il primo è 6: le squadre che retrocederanno in Serie D tra poche ore, al termine delle gare di ritorno. E lo faranno, in maniera paradossale, dopo aver speso i soldi utili per comprare un top player di C che magari li avrebbe fatti salvare sul campo. Perché ogni settimana di allenamenti è costata ai club circa 20 mila euro. Tamponi ogni quattro giorni, test sierologici ogni due settimane, sanificazioni continue dei centri sportivi, nuove visite mediche a tappeto. E poi i viaggi distanziati e gli hotel prenotati per intero. Facendo una media, tra i 70 e i 100 mila euro a team, se non di più, sono volati via. 

Tra poche ore, inoltre, inizieranno i playoff più costosi di sempre. Perché i costi son sempre quelli. Tradotto: un giro di giostra costerà ai club che verranno eliminati domani circa 50mila euro. La beffa delle beffe, in realtà, riguarderà chi arriverà fino in fondo per poi perdere. Perché i viaggi costeranno di più, gli hotel anche. E poi ci sono gli stipendi e le case dei giocatori. E poi, ancora, arrivare a metà luglio per dover ricominciare la nuova annata giusto un paio di settimane dopo non sarà il massimo della vita. E c'è chi, invece, ha rinunciato sin da subito alla contesa. Rinunciare è legittimo, paradossale però chiedere la cassa integrazione per pagare gli ultimi stipendi. Se gli altri riprendono e tu no, significa che non c'è più un impedimento oggettivo ma soggettivo. Sei tu che non vuoi giocare: come può lo Stato pagarti?

Quest'oggi, inoltre, Damiano Tommasi si è dimesso. L'Assocalciatori, adesso, è retta da Umberto Calcagno, seppur pro tempore. Qualcuno, molto distratto, potrebbe chiedersi cosa c'entri l'AIC con la Lega Pro. Il motivo è presto detto. A breve la FIGC dovrà ragionare sulla riforma dei campionati. Che non significa solo quante squadre ci saranno. Ma anche, se non soprattutto, quanti soldi prenderanno. Calcagno, da tempo candidato forte per la successione, spinge per raddoppiare i fondi alla terza serie. Dai 24 milioni attuali (ovvero il 2% dei diritti TV), almeno al doppio, passando al 4%. La cifra precisa, ovviamente, è legata a quanti soldi i club di A strapperanno alle televisioni. Ecco perché le elezioni del sindacato dei calciatori, che vedranno Calcagno contro Marco Tardelli, saranno fondamentali anche per gli equilibri della serie C.