IL FATTO DELLA SETTIMANA - A CATANIA SI E' PERSO IL SENSO DEL LIMITE

01.12.2019 00:00 di Valeria Debbia Twitter:    Vedi letture
IL FATTO DELLA SETTIMANA - A CATANIA SI E' PERSO IL SENSO DEL LIMITE

"Lascia il Catania oppure te ne vai da morto". Basterebbero queste terrificanti parole per dimostrare quanto recita il titolo che abbiamo deciso per il fatto di questa settimana: che a Catania si è appunto perso il senso del limite, ma si è perso anche il giudizio critico, l'equilibrio, l'assennatezza, il discernimento e chi più ne ha più ne metta. 

Martedì il punto di svolta: Pietro Lo Monaco indice una conferenza stampa e nel corso della stessa annuncia le proprie dimissioni dalla carica di direttore generale. "Vi comunico che questa sarà la mia ultima conferenza da direttore generale del Catania. Mi dimetto anche se non farò morire il Calcio Catania e resterò qui fino a che non ci sarà qualcuno in grado di portare avanti la situazione" le parole di colui il quale è anche ad rossazzurro. Quindi un lungo intervento in cui il concetto cardine è la presenza di tanti sciacalli che si augurano il fallimento della società etnea, nonché tutte le problematiche cui la stessa ha dovuto fronteggiare negli anni e in cui è stata praticamente lanciata una richiesta d’aiuto per non far fallire il club. Con Raffaello Follieri già all'orizzonte.

Mercoledì però il deprecabile episodio dell'aggressione di Lo Monaco sul traghetto "Caronte", diretto a Reggio Calabria, viaggio in vista della sfida di Coppa Italia in casa del Potenza. Sull'onda dell'emotività, in un primo momento, la squadra aveva deciso di non disputare la gara, ma poi nella consapevolezza che alla violenza è necessario e doveroso reagire coraggiosamente dando una risposta concreta sul campo, l'impegno è stato portato a termine, pur con 15' di ritardo in segno di solidarietà e ottenendo l'obiettivo della qualificazione ai quarti di finale.

L'aggressore (un noto esponente ultrà, già pregiudicato) è stato quindi arrestato già nella mattinata di venerdì, con il club che ha annunciato la sua volontà di costituirsi parte civile in sede processuale, mentre la Curva ha invece comunicato la propria volontà di mollare per comprendere 'chi è puparo, chi è pagliaccio e chi comparsa'.

E ora la domanda è che: ne sarà del Catania? Nino Pulvirenti ha assicurato che finché ne sarà a capo non morirà. Mentre Follieri si è sentito coi legali etnei e se verranno soddisfatti i requisiti economici richiesti ci si siederà per avviare una trattativa. Smentite invece le voci su Giuseppe Leonardi, presidente della Sicula Leonzio.

Resta il biasimo, lo sdegno, la vergogna per un gesto vile ed inqualificabile.