IL FATTO DELLA SETTIMANA - LA CESSIONE DEL RIMINI DIVENTA UNA TELENOVELA

17.08.2019 00:00 di Valeria Debbia Twitter:    Vedi letture
© foto di Angelo Palmas
IL FATTO DELLA SETTIMANA - LA CESSIONE DEL RIMINI DIVENTA UNA TELENOVELA

Lo scorso 20 luglio Giorgio Grassi, presidente del Rimini, aveva annunciato la vendita del 30% della società al gruppo Nicastro. Non solo il numero biancorosso aveva precisato che si trattava di un accordo preliminare molto articolato, che prevedeva una serie di step tali per cui entro la fine del prossimo campionato sarebbero state cedute ulteriori quote, naturalmente legate alla rigorosa osservanza di quanto stabilito nel già citato preliminare. L'avvento di Nicastro (insieme a Penta) aveva portato prima alle dimissioni del ds Cangini, poi alla rescissione con mister Petrone, quindi all'avvento del nuovo tecnico Cioffi e del nuovo ds D'Agnelli.

Questa settimana però si è aperta con un colpo di scena: niente più accordo con Nicastro e ritorno alla coppia formata dall'imprenditore riminese Alfredo Rota unito al gruppo Samorì, con venerdì come ultimo giorno utile per il closing. Rota aveva anche aggiunto in una nota ufficiale: "Abbiamo lavorato con i legali dello studio Cocco & Gigante alla proposta che è stata inviata già nel pomeriggio ai vertici della società. Adesso ci aspettiamo dall’attuale proprietà del Rimini Calcio una risposta in linea con quanto discusso nei giorni scorsi". Tutto fatto quindi? No. Visto che a quel punto è giunta la risposta negativa di Grassi: il punto nodale che ha portato al contrasto e quindi al 'no' è relativo alla modalità di ingresso del gruppo. L'accordo economico era di poco meno di un milione di euro. Grassi, però, pretendeva e pretende che nel momento del pagamento del primo terzo della cifra la coppia Rota-Samorì diventi subito proprietaria del club, mentre questi chiedono solo il 33%, per poi arrivare all'intero pacchetto solo una volta saldato il restante 66%.

A quel punto è giunto un nuovo comunicato di Rota per puntualizzare l'accaduto: "In questo momento quello che è importante è lasciare lavorare i professionisti, ho la massima fiducia nei miei legali e penso che sia ancora possibile trovare le soluzioni tecniche per definire la questione del Rimini calcio. Ci tengo a precisare che non abbiamo mai formulato proposte per acquistare meno del 100% delle quote societarie. Siamo interessati solo all’intero pacchetto societario in modo da poter fare gli investimenti necessari per far crescere la squadra. Essendo imprenditori oltre che tifosi riteniamo necessario svolgere le verifiche sulla società anche in ragione delle notizie che leggiamo circa la possibile esistenza di accordi con terzi soggetti che potrebbero ostacolare la libera cessione di quote da parte di Grassi. Abbiamo proposto di pagare subito ed a caro prezzo l’opzione, così da avere il tempo e l’occasione per fare le verifiche nel minor tempo necessario. Se tutto risulta regolare la nostra intenzione e di concludere la compravendita". Smentendo poi di fatto contatti con Nicastro, che lunedì 19 incontrerà per un colloquio privato lo stesso Grassi.  In base all'esito di questo summit si capirà (si spera!) quale sarà il futuro societario del Rimini.