IL FATTO DELLA SETTIMANA - SECONDE SQUADRE, QUALE FUTURO?

16.03.2019 00:00 di Valeria Debbia Twitter:    Vedi letture
IL FATTO DELLA SETTIMANA - SECONDE SQUADRE, QUALE FUTURO?

L'Allianz Stadium di Torino come palcoscenico. Gabriele Gravina, Francesco Ghirelli, Andrea Agnelli, Federico Cherubini, Demetrio Albertini e Giuseppe Marotta come protagonisti. Sullo sfondo 'il progetto seconde squadre' nel convegno organizzato venerdì dalla Lega Pro in collaborazione con Juventus. Una riflessione necessaria per un'esperienza nata male e partita in modo improvvisato. Un progetto che non aveva trovato il parere favorevole del presidente Figc, precedentemente presidente della Lega Pro, né del suo allora braccio destro e ora suo successore. E che ora ha bisogno di capire che direzione prendere.

Lunghi e articolati gli interventi odierni nel corso dell'incontro odierno, fatti anche di dati statistici a confronto, al termine del quale si è invece tenuta la conferenza stampa. "Giornata da ritenersi positiva e costruttiva - nelle parole del presidente Gabriele Gravina perché sono emerse in maniera chiara le esigenze del nostro sistema di abbandonare alcuni concetti legati a una sorta di assistenzialismo e dire invece sì alla capacità di lavorare e produrre.
E' evidente l'equazione 'più settori giovanili e seconde squadre, più patrimonio e meno prestiti'. La Lega Pro è chiamata a rifletterci e il mio invito questa mattina è essere più coraggiosi". "Dovremo lavorare
- ha proseguito il numero uno della FIGC - per creare i presupposti di un'organicità del vero progetto. Oggi l'unica realtà presente è la Juventus che, con grandi sacrifici, ha fatto questo salto nel buio all'ultimo istante perché di fatto è stato un primo esperimento con condizioni ispirate a principi di improvvisazione perché davvero nell'arco di qualche ora sono state modificate alcune condizioni di adesione. Deve diventare un modello, perché così strutturato presenta lacune e limiti". "Sul limite d'età - ha quindi concluso - serve una riflessione congiunta. Sarà lì opportuno convocare quei soggetti che in passato hanno dimostrato un interesse e mi riferisco a società importanti come Roma, Fiorentina, Udinese, Atalanta, Milan, Inter. Bisognerà capire anche quali possono essere le esigenze di questi club perché il progetto non può essere un danno nella formazione".

Per quanto riguarda invece il presidente Francesco Ghirelli si è così espresso: "Metteremo in campo il coraggio per un motivo semplicissimo: dentro questo percorso c'è veramente la sfida sull'identità della Lega Pro. Noi concretamente ci poniamo la sfida di essere veramente e non come affermazione solamente, la Lega della formazione dei giovani calciatori e allenatori". "Oggi si ricompone un quadro - ha continuato il numero uno della terza serie - e la cosa più interessante che emerge è che ognuno ha cercato di leggere il proprio interesse in un'ottica generale e ha delineato un percorso in cui ognuno deve svolgere la sua parte. Dobbiamo ricreare la magia. Dobbiamo leggere i processi del cambiamento che sono in atto dal punto di vista del Paese e ci ricolleghiamo alla necessità che l'esperienza attraversi tutti i tre gironi, che poi darà maggiore equilibrio".

Come poi tutte queste parole troveranno atti concreti lo scopriremo solo vivendo. Quel che è certo è che - al contrario di quanto accaduto negli scorsi mesi, quando la decisione è stata calata dall'alto da una gestione commissariale bocciata su tutti i fronti - questa volta il dibattito è vivo, è fertile ed aperto affiché nessuno si senta escluso dalla decisione finale. Ed è giù un grande passo avanti.