IL PROTAGONISTA DELLA SETTIMANA - BENE O MALE, L'IMPORTANTE E' CHE NE SE NE PARLI. LA BELLA CRISTIANA VUOL FAR RICREDERE GLI SCETTICI

11.11.2018 00:00 di Marco Pieracci   Vedi letture
Cristiana Capotondi
© foto di Federico De Luca
Cristiana Capotondi

Mossa pubblicitaria o no? E' questa la domanda retorica che un po' tutti, addetti ai lavori e non, ci siamo posti una volta appreso che la bella Cristiana Capotondi sarebbe stata stata una dei due vicepresidenti (insieme all'avvocato Jacopo Tognon) che coadiuveranno il nuovo numero uno della Lega Pro, Francesco Ghirelli."Avete ragione a farmi questa domanda e io ho l'obbligo di dimostrare che non è così - ha risposto lo stesso Ghirelli martedì a margine della sua conferenza di insediamento - è una ragazza semplice, gioca a pallone, mi ha tempestato di mail e ha un entusiasmo pazzesco per lavorare. Andrà in tutte le città della nostra lega, poi vedremo se sarà stata una mossa solo commerciale". 

Risposta che ha convinto fino ad un certo punto la platea di giornalisti in sala, che ha notato con un po' di sorpresa e un pizzico di rammarico l'assenza in sala della stessa Capotondi, assente per improcrastinabili impegni di lavoro. Inutile girarci intorno, gli occhi sarebbero stati tutti per lei. E non soltanto per motivi puramente estetici. Superare lo scetticismo generale, tangibile, attorno a questa nomina è la vera sfida che dovrà affrontare l'attrice romana. L'inizio, diciamocelo, non è stato molto incoraggiante. Bucare il primo incontro con la stampa è sembrato un goffo autogol, anche se è giusto concedere alla nuova vicepresidente la possibilità di smentire critiche ed odiosi pregiudizi, dimostrando con i fatti di essere la persona giusta per l'incarico che gli è stato affidato. Lecito però nutrire qualche dubbio su quanto tempo riuscirà realmente a dedicarvi vista la sua intensa attività nel mondo dello spettacolo.

"Questa Lega si è data l'obiettivo di abbassare l'età media dei propri club - ha detto nel suo discorso di presentazione - affinché questa Lega si realizzi come vivaio delle serie maggiori. Abbiamo la necessità di consegnare alle serie maggiori dei giovani istruiti. Perché è giusto ridare al calcio il ruolo di strumento formativo a quei giovani che forse non riusciranno a diventare professionisti ma che avranno comunque altri ruoli in società". 

Lodevole la volontà di coniugare calcio ed istruzione in un percorso virtuoso, meno quello di imporre un abbassamento dell'età media, come soluzione. Giusto avere un occhio di riguardo per i giovani ma nel calcio, come del resto in ogni campo della vita, deve vigere soprattutto la meritocrazia. Under e over sono facce della stessa medaglia, in campo deve andare chi è più bravo non chi porta soldi legati ai minutaggi. Così si creano false illusioni e tanti disoccupati. Come ha scritto nei giorni scorsi anche Ivan Cardia su queste pagine, l’età media è l’ultimo dei problemi del nostro campionato di Serie C.