IL SALISCENDI - PROMOSSI E BOCCIATI DELLA 9^ GIORNATA. A TUTTA POTENZA, BARI SUPER. TRIESTINA, CHE CAOS

Il commento del direttore. Ancora due gare da giocare: chi ci è piaciuto e chi no nelle partite del weekend.
14.10.2019 00:00 di Ivan Cardia Twitter:    Vedi letture
IL SALISCENDI - PROMOSSI E BOCCIATI DELLA 9^ GIORNATA. A TUTTA POTENZA, BARI SUPER. TRIESTINA, CHE CAOS

Primo il Potenza. Per forza, non si può ignorare la squadra lucana, che sale prima in solitaria nel girone del sud, vincendo una partita per la quale forse il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto. È anche questa una forza: i ragazzi di Raffaele non prendono gol da cinque giornate e continuano a macinare punti. Sfideranno un Catanzaro affamato e arrabbiato nel prossimo turno, ma a questo punto è impossibile bollarli come fuoco di paglia. Possono rimanere in vetta fino alla fine? Probabilmente no, ma per ora ci sono e con pieno merito. Chapeau.

Su il Bari, giù la Ternana. Ok, i biancorossi c’erano anche la settimana scorsa. Ma con un punto interrogativo, e invece ora arriva il terzo indizio che forse una prova la fa. La squadra è già di Vivarini in tutti i sensi, gioca e fa sembrare che la Ternana, prima della classe fino a ieri, faccia parte di un’altra categoria. Prova maiuscola di un gruppo rivitalizzato, e anzi forse c’era chi aveva qualche sassolino nella scarpa da togliersi nei confronti del vecchio allenatore: a pensare male si fa peccato, ma quasi sempre ci si azzecca, diceva qualcuno. E il cambio di marcia, senza voler togliere i meriti al nuovo tecnico, è stato fin troppo repentino.

Sale anche il girone B. Come bello, forse. Competitivo, soprattutto. Il Monza fa terra bruciata da un lato, il Bari nel giro di un mese potrebbe fare altrettanto dall’altro. Nel mezzo c’è un groppone di squadre che se le suonerà fino alla fine. Cade il Padova e accorciano le altre. Strepitosa la Reggiana, della Sambenedettese abbiano parlato la settimana scorsa. Piacenza-Vicenza è stata gara vera, tra due compagini che rientreranno a pieno titolo nella lotta per il primo posto.

Menzione speciale. Per altri protagonisti che non riusciamo a mettere sul podio. Scarsella che trascina il Feralpisalò al ritorno alla vittoria: quarto gol in questo campionato per il centrocampista, i Leoni del Garda possono migliorare, se da un po’ di tempo a questa parte segna solo lui. Ma i complimenti sono d’obbligo. Come alla Pianese che vince fuori casa e alla Giana Erminio di Albé che riporta alla vittoria i suoi ragazzi.

Scende Ignoffo, forse in via definitiva. Per mille ragioni, il tecnico dell’Avellino ha un compito arduo, in una piazza abituata a un certo tipo di calcio e sulle cui vicende, lo ammettiamo, dall’estate in poi non ci abbiamo capito molto. Male la sconfitta con la Paganese: già sul 2-1 la sua posizione era in bilico, il terzo gol potrebbe non essere un dettaglio. Gli irpini non vincono da un mese: troppo tempo. Oggi è attesa la decisione della società: la sensazione è che l’esonero sia uno scenario molto credibile, e che Bucaro sia al momento in pole su Capuano per la successione. Ma dovrete rimanere su queste pagine per capire cosa succederà.

Che caos alla Triestina. Il traghettatore è affondato. Eravamo stati scettici sulle modalità della conferma di Nicola Princivalli: non per le sue qualità, ma perché se espliciti il ruolo di traghettatore al 90% finirà male. E infatti è andata così, con i giuliani che dopo due vittorie lo avevano confermato e dopo due sconfitte lo rimandano a fare il vice. Nel mezzo, quasi un mese di tempo perso. Gautieri, se come sembra arriverà lui, dovrà iniziare il suo lavoro con ulteriore ritardo. Non benissimo. Anzi, decisamente male. E il buon lavoro in sede di mercato, così, rischia di essere vanificato.

Siena a Siena. Alti, bassi, medi. In casa, soltanto bassi. Chi aveva puntato sulla Robur come potenziale cavallo di razza per ora resta deluso. Il pareggio nel derby con l’Arezzo fa (quasi) storia a sé, ma è la quinta gara giocata dai bianconeri in casa senza conquistare la vittoria. Soltanto la Pergolettese ha fatto meno punti tra le mura amiche, con una partita in meno. E obiettivi decisamente diversi. Se un potenziale fortino diventa terra di conquista, o quasi, tutto si fa più complicato.