JUVE STABIA NON PUOI PIU' NASCONDERTI. FERALPISALO' MA CHE COMBINI? PIACENZA E PORDENONE REGINETTE DELLA CONTINUITA'

Classe 1975, ex attaccante col vizietto del giornalismo. In carriera ha vestito, a suon di gol, le maglie di Pisa, Ascoli, Reggina, Napoli e Lecco.
18.12.2018 00:00 di Gianluca Savoldi  articolo letto 1657 volte
JUVE STABIA NON PUOI PIU' NASCONDERTI. FERALPISALO' MA CHE COMBINI? PIACENZA E PORDENONE REGINETTE DELLA CONTINUITA'

Anche il girone B che avevo indicato come il più equilibrato, comincia a delinearsi nei suoi valori. La classifica ora si presenta più lunga ma, rispetto al girone guidato dal Piacenza, in quello della capolista Pordenone le squadre con 16 punti rientrano nella zona play out, mentre con gli stessi punti l’Alessandria vede ben sei squadre sotto la sua posizione. Nel girone C invece la classifica è lunghissima con la Juve Stabia che possiede il primato di punti della C (39) e mentre quello negativo è della Paganese (5). Non mancherà comunque suspense con il giudice sportivo che ha già stangato qualche club (persino la Juve Stabia che sarebbe già a 40 punti) e il meglio (si fa per dire) deve ancora venire; per questo motivo la Paganese può sperare ancora. Si potrebbe avere infatti un "Akragas bis, l’anno dopo”. 
Il Pordenone sta dando grande continuità ai risultati grazie ad una difesa (in senso collettivo, non solo di reparto) solida ed un attacco formidabile. In particolare Berrettoni e Candelloni sono sempre due spine nel fianco dell’avversario. Deludente la Feralpisalò del quale fatico a comprendere l’involuzione a cui stiamo assistendo. Non mi riferisco alla brutte prestazioni che hanno contraddistinto in generale le ultime due partite, di cui l’ultima a Trieste con il vantaggio dell’uomo in più (e di un Granoche in meno negli avversari, espulso molto presto dal campo), ma ad una mancanza di comunicazione che alcune situazioni hanno messo in evidenza. Un esempio lampante è l’azione del raddoppio degli Alabardati, una palla scoperta in totale assenza di pressione al portatore sulla quale i due centrali sono saliti mentre gli esterni scappavano (giustamente?) per togliere spazio alle spalle della linea difensiva. Il fatto che i centrali sia saliti in modo coordinato è frutto probabilmente del segnale verbale di uno dei due ma l’esitazione degli altri elementi del reparto mi lascia molti dubbi sulla scelta in quanto principio condiviso. Lo stesso dubbio mi era già venuto nel vedere le immagini di qualche giorno fa, nel turno casalingo con l’Imolese (vinto 1-0 dagli ospiti che avrebbero meritato un risultato anche più ampio) dove in più occasioni, anche nell’arco della stessa azione ho visto qualche difendente “salire” con il braccio alzato, altri immobili, altri (pochi) scappare verso la porta, sempre in situazioni leggibilissime di palle giocabili in profondità. 
In quanto a continuità non scherza nemmeno il Piacenza, complice il Siena che ha messo in difficoltà la Carrarese come forse nessuno fino a questo momento e ha meritato la vittoria in trasferta. A proposito di “risalita” sul secondo gol-vittoria del Siena la scelta della retroguardia apuana è condivisa da tutti i difendenti ma si rivela poco felice. 
Sulla Juve Stabia non voglio essere ripetitivo, resta però da capire quante e quali rivali abbia in questa stagione perché a questo punto le Vespe non possono più nascondersi.