La bocciatura della riforma sia motivo di riflessione. Caneo, uomo giusto al momento sbagliato. Addio, Jano!

17.12.2022 00:00 di Luca Esposito Twitter:    vedi letture
La bocciatura della riforma sia motivo di riflessione. Caneo, uomo giusto al momento sbagliato. Addio, Jano!
TMW/TuttoC.com
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Editoriale di oggi che si apre con l'esonero di mister Caneo a Padova, una delle notizie principali della settimana che sta per andare in archivio. Dopo aver disputato stagioni importanti sulla panchina della Turris, il tecnico non è riuscito a ripetersi ed è stato licenziato dopo settimane in cui, ad onor del vero, la dirigenza e la società lo avevano sempre sostenuto e difeso pubblicamente rispetto a critiche talvolta ingeneroso. Indiscutibilmente preparato, Caneo è stato scelto in una fase delicatissima della storia dei biancoscudati, reduci da due finali playoff perse consecutivamente e da un evidente ridimensionamento estivo. Sarebbe stata dura per chiunque, figuriamoci per un professionista abituato a dare un'impronta precisa di gioco e che, dunque, avrebbe avuto bisogno di tempo per trasmettere le sue idee e trasformarle in prestazioni sul campo. Tocca ora a mister Torrente, brava persona e professionista serio che ha fatto bene a Gubbio l'anno scorso. La sua esperienza e la grande serenità che lo contraddistingue potranno restituire un attimo di spensieratezza ad una piazza chiamata ora a sostenere la squadra per consentirle di tirarsi fuori dalle sabbie mobili della classifica. Il tempo per risalire c'è, così come la qualità della rosa. Non vanno meglio le cose per Pancaro a Monopoli, i dati certificano che nemmeno lui sia riuscito a garantire una svolta. Fatta eccezione per un'annata molto positiva a Castellammare nel 2014-15, l'esperienza da allenatore dell' ex difensore di Lazio e Milan è stata altalenante. Quanto all'aspetto tecnico, nel girone A finisce 2-2 lo scontro diretto tra Pordenone e Vicenza. Ne approfitta la Pro Sesto che, a sorpresa ma con merito, mette nel mirino la promozione diretta pur con una rosa che è costata molto meno delle due corazzate. Durerà, calerà, sarà il nuovo SudTirol o un fuoco di paglia lo capiremo entro un paio di mesi, ma quanto fatto fino ad ora è tanta, tanta roba. Nel raggruppamento B c'è un grande equilibrio. Reggiana e Gubbio pareggiano le rispettive gare per 0-0 senza brillare ed ecco che l'Entella si rifa' sotto sognando in grande. Guai a sottovalutare Cesena e Ancona, di fatto si sta rivelando da tanto tempo il campionato più interessante ed equilibrato della Lega Pro. Nel girone C, invece, passo falso del Crotone e bella storia della Gelbison. Realtà campana data da tutti per spacciata alla vigilia, ma che sta regalando grosse soddisfazioni a un territorio vasto come quello della provincia di Salerno e che ha sposato il progetto investendo tempo e risorse attraverso professionalità di rilievo e sponsorizzazioni. L'1-1 dello Scida rende prezioso il primo match senza reti del Catanzaro, uscito indenne da Foggia.

Il Messina, invece, è in caduta libera e capiremo a breve se ci saranno risorse sufficienti per un mercato che, a gennaio, dovrà andare oltre il giovane di prospettiva. Bene il Taranto, all'ennesima vittoria casalinga della gestione Capuano. Non possiamo non parlare della bocciatura della riforma proposta dal presidente Ghirelli, dirigente lungimirante che, tuttavia, stavolta si è imbattuto nell'ostracismo di molte società. Pensare a sei gironi da dieci squadre era utopia sin dal principio, l'accantonamento di questo progetto era logica e annunciata conseguenza. Ci vuole ben altro per attuare una riforma necessaria, ma da fare con intelligenza. E ora le dimissioni. Atto dovuto? Strategia per capire se le società hanno ancora fiducia? Consapevolezza che il percorso è giunto a conclusione? Lo capiremo nelle prossime ore. Resterà, comunque, il ricordo di un dirigente che ha dato tutto per la causa a prescindere da eventuali errori che fanno parte del gioco i un percorso lunghissimo. Infine chiudiamo con tristezza e un velo di commozione. Ricordiamo anzitutto Mihajlovic, l'uomo apparentemente burbero ma dal cuore d'oro stroncato da una brutta malattia. Ha lottato, come faceva sul campo. Meritando il rispetto di tutte le tifoserie italiane. Mancherà, e tanto. E non lo diciamo per retorica. Ma consentitemi di ricordare anche  il mio caro amico Jano Laferla. Professionista esemplare, bella persona e ragazzo che è andato via troppo presto. Ogni parola sarebbe superflua per descrivere il mio dolore e il grande rammarico per una vita ingiusta e per questo male del secolo che continua a non conoscere una cura definitiva dopo decenni di ricerca.