La FIFA “tifa” per le seconde squadre. Ecco come le nuove limitazioni ai prestiti di calciatori invoglieranno Milan, Inter, Roma e le altre ad approdare in Lega Pro

22.04.2022 00:00 di Luca Bargellini Twitter:    vedi letture
La FIFA “tifa” per le seconde squadre. Ecco come le nuove limitazioni ai prestiti di calciatori invoglieranno Milan, Inter, Roma e le altre ad approdare in Lega Pro

Non sono e probabilmente non sarò mai un estimatore del progetto legato all’inserimento delle seconde squadre, o formazioni Under23, in Serie C. La realtà dei fatti, però va nella direzione opposta per una strategia chiara della FIGC di Gabriele Gravina e della stessa Lega Pro di Francesco Ghirelli.
A supporto di queste due organizzazioni, con una buona dose di casualità, è intervenuta la FIFA con le nuove normative sui prestiti. Una regolamentazione, questa, che entrerà in vigore il prossimo 1° luglio è infatti destinata a cambiare il panorama del mercato internazionale con l’obiettivo, nelle intenzioni di Gianni Infantino e dei suoi collaboratori, di dare maggiore spazio allo sviluppo dei calciatori, promuovere l’equilibrio competitivo e prevenire l’accaparramento dei giocatori da parti dei club.

IN COSA CONSISTE - Le nuove regole prevedranno, in sintesi che entro i prossimi tre anni tutte le associazioni affiliate alla FIFA dovranno aggiornare i propri regolamenti sui prestiti secondo i principi alcuni principi internazionali. Ovvero:

- L’obbligo fra i club di un accordo scritto e depositato contente i termini del prestito. In particolare per quanto riguarda la durata e le condizioni finanziarie dell’accordo stesso.
- La determinazione di una durata minima e massima del prestito (non oltre un anno).
- Il divieto di prestare un calciatore professionista ad un terzo club
- Il limite del numero di prestito per stagione fra due club: una società potrà avere un massimo di 3 elementi in prestito ad un’altra società e contestualmente un massimo di tre elementi in prestito da un singolo club.
- Il limite al conteggio totale dei prestito per ogni club. Dal 1° luglio 2022 al 30 giugno 2023, un club può avere un massimo di otto professionisti in prestito e otto in prestito in qualsiasi momento durante una stagione; dal 1° luglio 2023 al 30 giugno 2024, si applica la stessa configurazione ma con un massimo di sette professionisti; dal 1° luglio 2024, si applicherà la stessa configurazione ma limitata a un massimo di sei professionisti.
- Il calciatori di età pari o inferiore a 21 anni saranno esentati da queste limitazioni.

LA SITUAZIONE IN ITALIA - Date questi nuovi parametri ecco che il panorama dei prestiti nel nostro paese è destinato ad essere stravolto. Perché? Semplice. Ad oggi, infatti, le big, siano di Serie A che di Serie B, non potranno più inviare flotte di giocatori (per Milan, Inter, Roma e Lazio, ad esempio, si parla di decine di giocatori, l’Atalanta invece è oltre i 50) in lungo e in largo e saranno costrette a tagliare il numero di tesserati. A meno che le società in questione non decidano di dar vita alle seconde squadre in modo tale da tenerli sotto i propri colori e dargli modo di scendere in campo e partecipare ad un campionato professionistico, con anche la possibilità di approdare anche in Serie B.

SERIE C, E ORA? - Tutto gira, dunque, a favore delle seconde squadre in Lega Pro. Anche se rimane da capire quanto spazio ci sarà per eventuali nuove formazioni in stile Juventus U23 dato che, stando alle attuali norme, tali squadra potranno essere inserite negli organici di terza serie solo a copertura degli spazi vuoti in alternanza con le società che presenteranno domanda di riammissione o di ripescaggio. Che possa essere cambiato qualcosa nel regolamento 2022/2023?