La novità della C: nessuna è ancora scappata in fuga. Scommesse, è solo la punta dell'iceberg?

04.12.2023 00:00 di Ivan Cardia Twitter:    vedi letture
La novità della C: nessuna è ancora scappata in fuga. Scommesse, è solo la punta dell'iceberg?
TMW/TuttoC.com

Sedici giornate in archivio e ancora nessuna vera fuga. È il dato che emerge arrivati quasi a metà campionato di Serie C, in controtendenza rispetto al passato. Ricapitoliamo: nel girone A, appena due punti separano il Mantova primo dall'accoppiata Triestina e Padova. Nel gruppo B, la stessa distanza tiene il Cesena in vantaggio sulla Torres rivoluzione dell'intera categoria. Nel gruppo C, il Picerno - altra sorpresa, meno per chi sa come lavora la società guidata dal dg Greco - tallona appena più lontano la Juve Stabia.

Come mai? Nelle stagioni precedenti, siamo stati abituati via via, in almeno due gironi su tre, allo stradominio di una squadra su tutte le altre. L'anno scorso, per dire, Reggiana (nonostante il calo finale con brivido) e Catanzaro hanno messo subito in chiaro le loro ambizioni e la rispettiva capacità di fare il vuoto. Quest'anno, a farla da padrone - almeno per ora - è l'equilibrio. Livellamento verso l'alto o verso il basso? Temiamo che la risposta corretta sia la seconda, di solito è così. Questo non impedisce, però, di godere di un campionato più aperto e divertente del solito, in cui fare pronostici, dopo sedici giornate, è impossibile.

Riflessione finale, più o meno inevitabile, sul caso scommesse. Ha toccato, seppure in un solo caso su quattro si parli di giocatori (comunque solo indagati a oggi) appartenenti ancora oggi al club, anche la Serie C in quel di Benevento. Per fortuna, almeno per quel che si sa allo stato attuale, anche in questo caso non dovrebbe trattarsi di calcioscommesse in senso stretto: notizia buona solo a metà, perché poi il problema resta. Come scritto all'inizio di questa vicenda, il sospetto è che si tratti di un fenomeno molto più diffuso, e che soprattutto nelle categorie minori possa riguardare tantissimi giocatori. La speranza, non servirebbe neanche dirlo, è quella di sbagliarsi.