Lo scempio di Alessandria-Livorno. Giornalisti vittime e carnefici allo stesso tempo per lo spettacolo più amaro. Nuovi criteri per promozione e retrocessioni: giusto così

13.11.2020 00:00 di Luca Bargellini Twitter:    Vedi letture
Lo scempio di Alessandria-Livorno. Giornalisti vittime e carnefici allo stesso tempo per lo spettacolo più amaro. Nuovi criteri per promozione e retrocessioni: giusto così

Tanto tuonò che piovve. O meglio ancora la legge di Murphy. Che testualmente recita: “Se ci sono due o più modi di fare una cosa, e uno di questi modi può condurre a una catastrofe, allora qualcuno la farà in quel modo”. Un adagio e una legge, questi, che purtroppo spesso e volentieri vedono il giornalismo primo protagonista.

In una situazione come quella attuale, dove l’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19, con decine di calciatori, dirigenti e centinaia di tifosi afflitti da questa piaga terribile, la necessità di sentire un cialtrone travestito da giornalista offendere durante Alessandria-Livorno non solo un calciatore ma anche un’intera città in diretta nazionale era ben sotto allo zero.

Un fatto di una gravità assoluta, ma che non è certo una rarità per chi ha modo di frequentare le tribune stampa di tutto lo stivale. Perché spesso dietro ad un tesserino dell’OdG si nascondono tifosi e occupatori di poltrone che niente hanno a che fare con il mestiere dell’informazione. Una piaga talmente diffusa che pensare di risolverla in breve tempo è quasi impossibile. Una piaga che, poi, sfocia anche nel clientelismo e, soprattutto, nella fame di protagonismo (quanti “esperti” di mercato si conoscono che hanno azzeccato l’ultima notizia quando Roberto Baggio ancora calcava i campi da calcio). Quella che fa mettere davanti alla notizia (ovvero il nucleo fondante del mestiere) il proprio nome. Perché non conta più se si dice il vero o il falso, ma conta averlo detto per primi. E postare il proprio faccione con doppio mento e baffetti da sparviero su ogni piattaforma social possibile e immaginale.

Una piaga, questa, che svilisce non solo la categoria ma l’intero sistema calcistico che, di fatto, deve difendersi da se stesso a tal punto che il dramma del Covid-19 passa in secondo piano e che novità come quella dei nuovi criteri per stabilire promozioni e retrocessioni sembrano prive d’interesse. Nonostante la realtà sia ben diversa.

Anche perché questa nuova pubblicazione è stata necessaria dopo l’estromissione del Trapani dal campionato e la conseguente rimodulazione del Girone C che seppur con una squadra in meno si trova con una struttura playout abbastanza simile a quella degli altri due gironi. Una complicazione in più? Può essere anche se la retrocessione diretta è e rimane un “must” che è giusto preservare.

Chiosa finale dedicata al calcio giocato ed in particolare al Palermo. Siamo proprio sicuri che i rosanero di Roberto Boscaglia siano destinati a recitare un ruolo da comprimari, seppur in un girone complicato come quello sud? Probabilmente non sono la formazione migliore, ma la sensazione avuta dopo le ultime gare è che Santana e soci abbiano ingranato la marca. Non male… Non male davvero.