Onore a te, Antonio Vanacore! Cavese, nei momenti difficili ci vogliono i grandi uomini. La riforma passa dal Governo Draghi, il dramma della Sambenedettese

20.03.2021 00:00 di Luca Esposito Twitter:    Vedi letture
Onore a te, Antonio Vanacore! Cavese, nei momenti difficili ci vogliono i grandi uomini. La riforma passa dal Governo Draghi, il dramma della Sambenedettese
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Il mio punto sulla C non poteva non aprirsi con un ricordo di Antonio Vanacore, primo tesserato nel mondo del calcio a morire a causa del Covid. Il presidente Gabriele Gravina, ricordandolo con commozione, ha inteso lanciare un messaggio alla politica, al Governo e a tutti coloro che continuano ad indicare negli sportivi dei privilegiati e non lavoratori che mettono a repentaglio la propria incolumità per regalare qualche ora di spensieratezza alla gente costretta a restare a casa: gli sportivi sono essere umani come tutti gli altri e, pur godendo di una salute di ferro, possono essere attaccati da questo virus tutt’oggi sconosciuto e che miete vittime anche tra i giovani contrariamente a quanto accadeva fino a qualche mese fa. Proprio per questo, al netto delle lamentele retoriche di chi continua a vedere nello sport un qualcosa di secondario, sarebbe opportuno prevedere vaccini anche per gli atleti. Di ogni disciplina e categoria. A tutela delle società  - che stanno spendendo tantissimo per adeguarsi ai protocolli, incassando zero – e dei parenti dei calciatori, degli allenatori e dei dirigenti. La scomparsa di Vanacore, professionista eccezionale, è un fulmine a ciel sereno e un colpo per tutti. La Cavese dovrà combattere anche per lui, toccherà a mister Campilongo trovare la quadra e far capire, pur con una ferita aperta nel cuore, che nei momenti difficili ci vogliono i grandi uomini. In rosa ne ha tanti e dedicare la salvezza ad un uomo che ci ha creduto profondamente sarebbe un regalo bellissimo e un segnale commovente, una di quelle storie da brividi che solo il calcio sa regalare.

Provando a parlare di calcio e di futuro, il presidente Francesco Ghirelli, intervenuto nel corso del programma “A Tutto C” in onda su SeiTv, si è soffermato ancora una volta sulla necessità di avviare un processo di riforme sostenuto obbligatoriamente dal Governo. L’auspicio è che il premier Draghi, contrariamente a qualche ministro che ha colpevolmente sottovalutato l’importanza del calcio, mantenga le promesse e che i vaccini possano consentire il ritorno graduale dei tifosi sugli spalti ma anche dei ragazzi sui campi da calcio. I vivai stanno morendo, molte persone avranno un anno in più a fine stagione e rischiano di ritrovarsi senza squadra, con le scuole chiuse e l’obbligo di riporre i sogni nel cassetto dopo tanti sacrifici. E proprio la valorizzazione dei settori giovanili è al centro della nuova programmazione, con la speranza di mettere in vetrina tanti campioncini italiani. Non è mancato un doveroso applauso Ternana che, dopo tre anni, si appresta a tornare in serie B stracciando il girone per antonomasia più complesso pur senza la componente ambientale che tanto incide. Elogi anche all’Avellino dei record, Ghirelli si è congratulato anche con il presidente Tacopina che, dopo una lunga trattativa, è diventato proprietario del Catania e ha deciso di investire in una piazza del Sud. Chissà se accadrà la stessa cosa a Livorno, con la Toscana che non vive un momento felicissimo sul piano calcistico. L’azionariato popolare è idea che stuzzica e rende onore alla tifoseria per una mobilitazione di massa esemplare, ma non basta. Se non si farà chiarezza a stretto giro di posta c’è il rischio di vivere un altro anno di agonia.

Intanto, sul piano tecnico, frenata del Como e sogno Renate: un elogio al club, capace di ottimizzare le risorse a disposizione e di fare calcio a certi livelli senza nomi altisonanti. Nel raggruppamento B il Padova prova a riprendere il largo su SudTirol e Perugia, ancora una gara deludente della Triestina che rimonta, ma non vince: il fantasma di Gautieri aleggia sulla testa di Pillon, con cui non c’è stata alcuna svolta. Chiudiamo con il caso Sambendettese: i calciatori, insieme all’AIC, hanno denunciato il mancato pagamento degli stipendi confermando di non ricevere nulla addirittura da ottobre. La prossima trasferta sarà fatta grazie ai soldi messi a disposizione dal mister e da alcuni elementi rappresentativi, ma i giovani sono in affanno e rischiano di essere sfrattati da albergo e abitazioni. Un momento tristissimo per una società che ha fallito troppe volte l’aggancio al treno promozione e che, dopo tanti proclami estivi, dovrebbe dare spiegazioni alla città e al gruppo. Ennesima conferma che bisogna inasprire i criteri di iscrizione per evitare che i campionati vengano falsati e che gli atleti, che fanno sacrifici e non guadagnano certo cifre stratosferiche, non arrivino a fine mese.