Pochi (per modo di dire), maledetti e subito. Il Livorno pronto a rispettare le scadenze grazie a Spinelli. Ma non tutto è ancora risolto

16.12.2020 00:10 di Tommaso Maschio   Vedi letture
Pochi (per modo di dire), maledetti e subito. Il Livorno pronto a rispettare le scadenze grazie a Spinelli. Ma non tutto è ancora risolto
TMW/TuttoC.com

Quella di oggi sarà l’ennesima giornata campale in casa Livorno e come ogni volta la speranza e che sia anche l’ultima e definitiva per allontanare tutti i fantasmi e le nubi che ormai da mesi circondano il club toscano e fanno temere il peggio (leggasi esclusione dal campionato e fallimento). Servono i soldi, pochi (per modo di dire visto che si tratta di almeno 600mila euro), maledetti e subito. Per pagare stipendi e contributi e dare respiro alle finanze societarie in attesa del nuovo CdA che dovrà insediarsi dopo le dimissioni in blocco dello scorso in quella che è l’ennesima rivoluzione in casa labronica che sta cambiando più assetti societari in questi mesi che in tutta la pluricentenaria storia. Fuori il Gruppo Carrano, restano il presidente Giorgio Heller – che ha potere di firma – il socio Silvio Aimo e sopratutto l’ex patron Aldo Spinelli tornato alla ribalta e pronto a mettere mano al portafoglio per saldare le pendenze entro la giornata di oggi, ovvero prima di quella scadenza che se non rispettata creerebbe tanti guai al Livorno.

Andrà tutto liscio? Chi lo sa, probabilmente neanche con la sfera di cristallo a portata di mano si avrebbe una risposta certa. Perché dalle parole e promesse bisogna passare ai fatti e quindi i soldi devono arrivare alla disponibilità del presidente Heller che poi provvederà a versarli per il pagamento delle scadenze. C’è poi da capire cosa vorranno fare gli altri soci con il Gruppo Carrano che appare disposto a restare con un pacchetto di minoranza e non mettersi di traverso e Rossettano Navarra che invece morde il freno e vorrebbe tornare protagonista al fianco di Spinelli a cui ha proposto di dividersi equamente le quote del club mettendo sul piatto 1,5 milioni cadauno e salvare il Livorno in maniera definitiva senza dover restare col fiato sospeso a ogni scadenza. Un proposta sorprendente visti i rapporti non proprio sereni fra i due imprenditori e che non è detto venga accettata dalla controparte che non sembra così interessato a tornare alla guida dei labronici nonostante la decisione di staccare l’assegno per evitare la sparizione del club.

Quasi sicuramente domani non sarà messa la parola fine all’intricata situazione societaria amaranto che, in caso arrivino i soldi e vengano rispettate le scadenze, potrebbe vivere settimane infuocate a cavallo delle feste natalizie e dell’inizio del nuovo anno.