Quando il gioco di fa duro, ecco le (mie) due favorite per la promozione in Serie B. Allerta contagi e il ritorno del pubblico sugli spalti: i due ultimi test che la pandemia impone al nostro calcio

21.05.2021 00:00 di Luca Bargellini Twitter:    Vedi letture
Quando il gioco di fa duro, ecco le (mie) due favorite per la promozione in Serie B. Allerta contagi e il ritorno del pubblico sugli spalti: i due ultimi test che la pandemia impone al nostro calcio

“Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare” spiegava John ‘Bluto’ Blutarsky, protagonista di quella fantastica pellicola del 1978 dal nome ‘Animal House’. Un motto, questo, che possiamo tranquillamente adattare anche alla fase nazionale dei playoff iniziata ufficialmente ieri con il sorteggio degli accoppiamenti per il primo turno.
Una tornata di gare che vedrà disputarsi Feralpisalò-Bari, Matelica-Renate, Palermo-Avellino, AlbinoLeffe-Modena e Pro Vercelli-SudTirol. Sfide diverse fra loro, per certi versi uniche, con il duello tra rosanero e lupi irpini a catalizzare le attenzioni. Per il Bari, invece, dopo l’ostacolo Foggia, ecco la Feralpisalò, società da anni alla ricerca del salto di qualità e per questo particolarmente abituata a giocarsi il futuro sui 180’. Destano invece curiosità Matelica-Renate, confronto fra underdog, e Pro Vercelli-SudTirol, ovvero la storia delle ‘Bianche casacche’ contro la voglia di cambiare passo del club di Bolzano.

Visit Alto Adige - Fare pronostici, dunque, è molto complicato, anche se devo ammettere che proprio la formazione di Stefano Vecchi incuriosisce molto. L’ex Inter nel corso degli ultimi due anni ha dato una identità precisa alla squadra, sia tatticamente che caratterialmente, con una difesa difficile da superare (29 gol in 38 partite di stagione regolare). Il punto interrogativo c’è e riguarda l’attacco. Soprattutto perché sono tutte da capire le condizioni di Manuel Fischnaller, elemento da otto gol e sei assist in stagione. La distorsione al ginocchio con interessamento dei legamenti rimediata in allenamento sette giorni fa tiene ancora tutti in apprensione nonostante il rendimento sopra le righe di Daniele Casiraghi (14 gol e 6 assist). Dunque SudTirol favorito per la promozione? Ok, mi piace come squadra e come idea di gioco, il ds Paolo Bravo ha grandi doti e merita sicuramente altri palcoscenici, ma non è l’unica.

Le “Aquile del Sud” - Nel secondo turno nazionale, oltre alle cinque formazioni vincenti da questi accoppiamenti, entreranno in corsa anche le squadre qualificatesi al secondo posto nei rispettivi gironi. Ovvero Alessandria, Padova e Catanzaro. E se per le prime due la Serie B è diventata una sorta di ossessione, per il Catanzaro la promozione è rimasta un obiettivo da perseguire ma senza troppi eccessi. In un girone come quello del Sud, dove per tutto l’anno si sono scontrare le ambizioni del Bari, i sogni di gloria di Catania e Palermo, la voglia di riscatto della Juve Stabia e così via, la “normalità” dei giallorossi è apparsi quasi fuori contesto. Una pragmaticità figlia sicuramente della personalità del presidente Floriano Noto, imprenditore di alto livello nel settore del commercio al dettaglio. Politica di piccoli passi che, trasferita nel mondo del pallone, ha significato salutare la scorsa estate un tecnico di qualità ma probabilmente poco adatto allo stile di questo Catanzaro come Gaetano Auteri, per portare in giallorosso Antonio Calabro strappandolo alla Viterbese dalla quale è arrivato anche il dg Diego Foresti. Un tandem che aveva dimostrato già nell’alto Lazio di funzionare, ma che il Calabria, con alle spalle una proprietà del genere ha potuto fare il salto di qualità. Sul piano tecnico, poi, come nel caso del SudTirol è la solidità a farla da padrone, con il gruppo alla base del rendimento avuto finora e nessun singolo che spicca in maniera esagerata rispetto alle altre.

Dubbi esistenziali - Affrontato, in maniera del tutto personale, quello che è il tema del campo, bisogna volgere lo sguardo anche a ciò che circonda il grande circo del calcio. Riservando, in particolare, l’attenzione a due aspetti. Strettamente collegati fra loro. Il primo è quello legato al fronte dei contagi da Covid. La situazione nelle ultime settimane sta migliorando, complice la diffusione dei vari vaccini a disposizione, e questo rende sempre più difficile trovarsi a che fare con un cluster come quelli del recente passato. Proprio l’ultimo in ordine cronologico, quello in seno alla Virtus Verona, deve far tenere alta l’attenzione. Se, infatti, anche in una zona relativamente tranquilla si rischia un’impennata dei positivi, allora l’attenzione non può diminuire, soprattutto sul fronte dei controlli. Soprattutto perché un eventuale nuovo rinvio delle gare significherebbe uno stravolgimento del calendario che metterebbe a rischio la conclusione entro il 30 giugno, termine ultimo per la definizione dei verdetti stagionali
L’altro tema è invece quello del ritorno del pubblico sugli spalti. La finale di Coppa Italia fra Atalanta e Juventus ha visto 4300 fortunati assistere al match del Mapei Stadium di Reggio Emilia e fra venti giorni lo stesso, con numeri diversi, accadrà a Roma in occasione della gara d’esordio dell’Europeo. E in Serie C? Ovviamente gli impianti sono diversi, più piccoli, spesso non propriamente adeguati al calcio del XXI° secolo, ma in Lega Pro si sta lavorando in quest’ottica e l’obiettivo di riaccogliere i tifosi, seppur una manciata, per le due finali decisive per la promozione in Serie B sarebbe il messaggio giusto in vista del futuro.

In fondo se Bluto diceva il vero sono proprio in momenti come questo che si vede di quale pasta siamo fatti.