UN ANNO DI SERIE C, DODICI MESI VISSUTI INTENSAMENTE CON TANTI BUONI PROPOSITI PER IL 2020

31.12.2019 00:00 di Marco Pieracci   Vedi letture
UN ANNO DI SERIE C, DODICI MESI VISSUTI INTENSAMENTE CON TANTI BUONI PROPOSITI PER IL 2020

Tra poche ore alzeremo i calici al cielo per salutare l'arrivo del nuovo anno che in realtà in Serie C si è chiuso con una settimana di anticipo per lo stop al campionato indetto al fine di mandare un segnale forte al Governo e sensibilizzare l'opinione pubblica sull'annoso tema della defiscalizzazione. Una questione fondamentale e molto delicata che continuerà ad essere al centro del dibattito nelle prime settimane del 2020. Nelle intenzioni di Ghirelli lo sgravio fiscale agevolerebbe gli investimenti per colmare il deficit su infrastrutture e formazione dei giovani calciatori. Insomma, qualcosa di non più procrastinabile se si vuole garantire un futuro alla terza serie.

Al momento la forbice che la separa dalle due categorie superiori è abnorme in termini economici, decisamente meno in quelli tecnici, come dimostra la storia degli ultimi campionati cadetti dove spesso si è assistito ad un doppio salto fino all'élite del nostro calcio. Ciò significa che, nonostante le mille difficoltà alle quali si è costretti a far fronte quotidianamente, ci sono società serie, organizzate, che lavorano bene e alla fine raccolgono sul campo i frutti di una programmazione oculata. Come dimostrano appunto le neopromosse Pordenone e Pisa, protagoniste di due splendide cavalcate, grazie a fondamenta solide, mentre su Juve Stabia e Trapani, è lecito avere qualche riserva e del resto già da queste righe in tempi non sospetti avevamo segnalato l'anomalia di una doppia proprietà non proprio limpida sulla quale la magistratura sta indagando.

Al netto di qualche situazione che continua a destare preoccupazione, l'ultima in ordine di tempo riguarda una piazza prestigiosa come Catania, si avverte la sensazione che le cose stiano cambiando e che la strada intrapresa sia finalmente quella giusta. Sulle iscrizioni c'è stato un giro di vite che ha portato i risultati sperati, con l'unica macchia del caso Cerignola. Basta riavvolgere il nastro indietro di un anno per rendersi conto che molto è stato fatto in dodici mesi.

La certezza delle regole che sembrava una chimera irraggiungibile adesso è realtà. Il dato sui punti di penalizzazione (582) negli ultimi dieci anni evidenziato dal nostro direttore nel suo editoriale di ieri deve far riflettere. L'unica di questa stagione (-1) riguarda il Rieti e ciò testimonia una netta inversione di tendenza che fa ben sperare, fermo restando che ci sia ancora molto da fare. La sostenibilità economica-finanziaria auspicata dal presidente della Lega Pro pare qualcosa di difficilmente realizzabile in tempi brevi, ma se un anno fa qualcuno avesse ipotizzato un solo punto di penalizzazione nei tre gironi al termine del girone di andata probabilmente sarebbe stato preso per pazzo.