Alcione Milano, Galli: "Società ambiziosa, vorrei essere un esempio per il gruppo"
È difficile immaginare un 2025 più denso di significati, passaggi e responsabilità di quello vissuto da Giorgio Galli. Protagonista della salvezza della Lucchese in una stagione segnata da difficoltà note a tutti, arrivato in orange nell’estate 2025 e poi leader riconosciuto anche con la fascia al braccio, il centrocampista ha voltato pagina trovando nell’Alcione Milano una nuova dimensione. Un club che nel Girone A di Serie C non è più una sorpresa, ma una realtà solida e ambiziosa, con una chiara identità tecnica e progettuale. Con il capitano milanese, ex Lecco, facciamo il punto su un anno intenso e sulle prospettive presenti e future, nell’intervista esclusiva per TuttoC.com.
Giorgio, partiamo dal tuo 2025. Che anno è stato per te, dal punto di vista umano e sportivo?
"È stato un anno molto intenso. L’esperienza di Lucca mi ha lasciato tantissimo, soprattutto a livello umano. Al di là delle problematiche societarie esterne, che purtroppo sono state sotto gli occhi di tutti, si era creato un gruppo fortissimo, una coesione nello spogliatoio che ci ha permesso di sopperire a tante mancanze. Alla fine quella salvezza ce la siamo davvero meritata."
Poi, in estate, la chiamata dell’Alcione. Una scelta presa rapidamente. Perché?
"Ci è voluto davvero poco per accettare. Fin da subito ho percepito di trovarmi davanti a una società seria, con ambizioni chiare e soprattutto con un progetto e una programmazione ben definiti per il futuro. Sono aspetti fondamentali per un calciatore."
Siamo arrivati al giro di boa: ti aspettavi un’Alcione stabilmente in zona playoff, anche in posizioni di vertice?
"Sì, perché fin dal mio arrivo ho notato grande attenzione al lavoro, dedizione quotidiana e cura dei dettagli. Tutto questo poi si riflette nei risultati. È vero, nell’ultimo periodo alcune prestazioni e alcuni risultati non sono stati quelli che volevamo, ma sappiamo di poter fare meglio."
All’interno dello spogliatoio sei uno degli elementi più esperti. Cosa pensi di aver trasmesso ai tanti giovani del gruppo?
"Penso soprattutto la dedizione al lavoro e l’importanza di allenarsi sempre al massimo, curando ogni dettaglio, dentro e fuori dal campo. E poi l’applicazione nel mettersi a disposizione della squadra, cercando di essere un esempio positivo e un punto di riferimento."
Il ruolo di capitano: lo avevi già ricoperto in passato, ma qui è arrivato quasi subito. Te lo aspettavi?
"Onestamente no. Essendo nuovo non è mai scontato ricevere un ruolo così delicato. In passato avevo indossato la fascia in alcune partite, ma in contesti diversi. Qui è stata una sorpresa, ma sono molto contento. Devo ringraziare i miei compagni: conoscendo già l’ambiente mi hanno aiutato fin da subito, soprattutto nei momenti di dubbio."
Che rapporto si sta creando con mister Cusatis?
"Un rapporto molto positivo, basato sul dialogo. È un allenatore attento, aperto al confronto, che cerca di cogliere da ciascun giocatore ciò che può migliorare il gruppo. È una qualità importante."
L’Alcione è una società ambiziosa. Oggi, secondo te, per cosa può lottare?
"Nel breve termine dobbiamo invertire il trend con cui abbiamo chiuso il girone d’andata, che non è stato positivo. L’obiettivo è ritrovare continuità nelle prestazioni e nei risultati, per restare stabilmente nella zona in cui siamo. Per gli obiettivi a lungo termine è sempre difficile sbilanciarsi: preferisco ragionare stagione dopo stagione."
A livello personale, cosa ti aspetti dal nuovo anno solare?
"Continuare a lavorare e a crescere. Ci sono aspetti che devo migliorare sia in campo che fuori, come il ruolo di capitano. Non si smette mai di imparare. E poi vorrei aumentare la mia incisività, soprattutto in termini di gol e di contributo concreto alla squadra."
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