Avv. Calcagno a TLP: "L'abuso dei farmaci è pericoloso. Bisogna fare prevenzione già nei settori giovanili"
Si è tenuto ieri pomeriggio all’hotel dei Platani di Nola il seminario promosso dal rappresentante dell’AIC Campania Antonio Trovato riservato ai calciatori dilettanti: un centinaio di giocatori hanno assistito agli interventi dello stesso Trovato, che ha ringraziato tutti per l’adesione cospicua, e anche del vicepresidente dell’AIC Umberto Calcagno. Nel corso delle lezioni sono state proiettate delle immagini, compreso un video sull’importanza di non abusare di farmaci, e si è parlato inoltre della richiesta di abolizione del vincolo fino al venticinquesimo anno di età, degli accordi economici in D, del rimborso spese in Eccellenza e Promozione, e dell’assicurazione sugli infortuni. Trovato ha inoltre aggiunto che quest’anno sono confermati i ritiri per le selezioni AIC Campania, a Qualiano e a Cava de’ Tirreni come lo scorso anno.
C’era attesa anche per l’intervento di Umberto Calcagno che ha risposto alle domande del nostro portale TuttoLegaPro.com. Queste le sue sensazioni. “Ogni anno ci ritroviamo qui, è un piccolo corso di aggiornamento per far capire al mondo dilettantistico come svolgere le proprie attività in maniera più corretta. Abbiamo mostrato un video per sensibilizzare i calciatori sugli effetti collaterali che un abuso di farmaci può comportare, e con la nostra area legale abbiamo cercato di sviscerare le problematiche legate agli accordi economici e alle norme che vengono più utilizzate nel mondo dei Dilettanti”.
La Seconda Divisione sparisce, quindi possono aumentare i calciatori disoccupati.
“E’ fuori da ogni dubbio, ma bisogna chiedersi se prima, quando avevamo più squadre, c’erano giocatori realmente occupati nel professionismo, perché abbiamo visto che in alcuni casi in Seconda Divisione c’era un professionismo un po’ forzato. Noi crediamo che con la riforma il sistema della Lega Pro si stabilizzi verso l’alto creando un professionismo serio, che sia tutelante nei confronti del calciatore”.
Quanto è importante che i calciatori partecipino ai ritiri organizzati dall’AIC con le varie selezioni?
“A livello centrale lo facciamo a Coverciano, e poi abbiamo l’attività meritoria di chi sul territorio riesce a trovare, con delle strutture, un servizio per gli associati. È un’esigenza che si avverte sempre più, soprattutto in Campania, dove il dilettantismo è comunque un dilettantismo importante”.
Sull’ipermedicalizzazione, quindi sull’abuso di farmaci cosa può dirci a proposito della prevenzione?
“Stiamo andando molto anche nei settori giovanili, perché ci sono delle cattive abitudini che spesso si prendono fin da ragazzi: speriamo si crei una consapevolezza”.
Non possiamo non fare una domanda sulla Nocerina: molti calciatori che furono squalificati dopo i fatti di Salerno hanno patteggiato, e voi come AIC cosa ne pensate?
“Ovviamente abbiamo messo a disposizione dei calciatori le nostre strutture, a noi fa piacere che le Corti Federali abbiano giudicato la particolarità della situazione, dando una pena di un anno in prima istanza, che è una pena minore di quella che l’illecito sportivo (di cui i giocatori sono stati accusati) prevede. Ora siamo in una fase di conciliazione di fronte al TNAS e ci fa piacere che la Federazione abbia tenuto nel dovuto conto la particolarità dei fatti. Le pene che usciranno ci daranno soddisfazione. Spero che i giocatori riescano ad avere una diminuzione delle sanzioni”.
Invece mister Fontana non ha accettato di patteggiare.
“Non conosco le situazioni nello specifico, è chiaro che per chi parte da un anno è più facile accettare una diminuzione della pena rispetto a chi ha avuto tre anni o tre anni e mezzo: è una scelta che il singolo fa quella di giocarsi la propria innocenza di fronte al TNAS”.
Il futuro delle iniziative dell’AIC?
“Il corso di oggi deve istruire i nostri associati sulle norme, quindi continueremo a farne; però l’esigenza di fare i ritiri precampionato, con il proposito di occupare chi non ha una squadra, vedremo di tararlo sulle future esigenze. Oggi siamo in un periodo in cui se ne avverte molto l’esigenza”.
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