Chieti, l'ex Daleno a TLP: "Emarginato senza alcun motivo"
Il difensore Giulio Daleno da qualche giorno non è più un calciatore del Chieti. Una frustrazione per un giovane che a 26 anni ha maturato esperienze importanti in particolare a Lanciano e Alessandria, dopo essere stato nelle giovanili della Juve. Tutta la delusione del giocatore nelle parole rese a TuttoLegaPro.com: la rescissione è avvenuta dopo un paio di settimane non facili per Daleno, che ha detto di essersi sentito messo fuori dal progetto, anche se il ricordo dell’esperienza a Chieti lo lega al presidente Walter Bellia e all’ex tecnico Giuseppe Di Meo, che l’anno scorso lo aveva pure allenato nel Martina.
“Personalmente sono dispiaciuto che l’esperienza con il Chieti si sia interrotta in questo modo – esordisce Daleno – Il rapporto con il presidente Bellia, che ringrazio, è stato ottimo; magari non stavo a genio a qualcun altro della società che devo ancora capire bene chi è. Martedì scorso sono stato messo fuori rosa e mi allenavo a parte, senza preparatore atletico, e mercoledì mi sono trovato la mia roba nello spogliatoio ospite, insieme a un altro ragazzo. Era diventata una situazione insostenibile, più che altro umiliante. Non ho mai mancato di rispetto a nessuno, né fuori dal campo né in campo, quindi come scelta tecnica non mi sembra che si regga in piedi, parlerei più di pregiudizio da parte del mister De Patre. Essere cambiato di spogliatoio non è una bella cosa”.
Quindi non è scelta tecnica...
“Non credo… loro magari la vedono come scelta tecnica, ma per me una scelta tecnica è che se uno si allena male, la domenica va in tribuna o in panchina. Ma quando uno viene cambiato di spogliatoio senza essere avvisato non la vedo come una scelta corretta. A Chieti sono venuto soprattutto per il vecchio mister Di Meo (esonerato lo scorso 13 gennaio ndr), c’era anche la Casertana interessata a me, a cui va il mio ringraziamento”.
I rapporti con De Patre invece com’erano?
“Appena fu cambiato l’allenatore dissi che avevo avuto un’ottima impressione del mister: poi non so per quale motivo non sia nato un feeling tra di noi, questo certamente non per colpa mia”.
Si è spiegato il perché di questa epurazione?
“No. Comunque sono arrivato al punto di rescindere perché ero frustrato, era una situazione nella quale avrei potuto creare involontariamente danni all’ambiente. Quando sai di avere la coscienza a posto comunque sei tranquillo. La rescissione mi fu proposta da loro a determinate condizioni, e ho accettato perché mi sentivo di peso. Comunque la società è stata sempre disponibile e col presidente ci siamo lasciati in buoni rapporti”.
Che ricordi rimangono dell’esperienza a Chieti?
“Come società e come tifoseria è un buon ricordo. Alcuni tifosi mi hanno mandato anche dei messaggi di solidarietà”.
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