Cuneo, Davide Sentinelli: tanta voglia di vincere ancora

Cuneo, Davide Sentinelli: tanta voglia di vincere ancoraTMW/TuttoC.com
© foto di Anto.Abbate/TuttoLegaPro.com
sabato 11 febbraio 2012, 20:00Interviste TC
di German Dionigi
Il difensore romano alfiere della squadra di Cuneo in esclusiva per il nostro sito

Tre campionati vinti negli ultimi tre anni giocati in D (Cuneo, Como e Tempio), più due scudetti (sempre a Cuneo e Tempio), una coppa Italia (Como), ai quali vanno aggiunti in C2 ad Alghero, una salvezza insperata partendo da -16 ed una vittoria svanita solo per problemi societari. Si presenta così, in esclusiva per TuttoLegaPro.com, Davide Sentinelli, 32enne difensore centrale del Cuneo, già ribattezzato dai compagni l’Ibrahimovic della Lega Pro, dall’alto dei suoi 190 centimetri. “Sarà per il codino – scherza Sentinelli – perché di altre cose in comune non ne vedo”.

Però il tuo curriculum parla di 110 partite in C con 18 gol e 182 partite in D con 25. Mica male per un difensore, diversi attaccanti farebbero volentieri a cambio con te.
Si i numeri stanno dalla mia parte – continua il difensore nativo di Roma -, e spero di non perdere l’abitudine con il gol. Senza contare le marcature in Coppa Italia, nei playoffs e nella poule finale ”.

A detta di tutti, staff, compagni di squadra ed avversari, rappresenti una garanzia per la vittoria finale.
Mi  fa piacere che ci sia questa idea, io cerco sempre di fare il massimo e di giocare per vincere anche nelle partitelle della settimana”.

Altra voce diffusa, almeno stando a quanto pensano allenatori ed operatori e che con un po’ più di impegno saresti potuto arrivare facilmente su ribalte più importanti.
La ringrazio per la domanda, perché vorrei sfatare questo mito. Le posso garantire che considerato il fisico, mi alleno come un mulo durante l’anno. Non posso permettermi di fare diversamente ed anche questa stagione ho iniziato già prima del ritiro. Ho sempre cercato di dare il massimo, anche perché ad un certo punto della mia carriera, pensavo di aver chiuso e quindi ho sempre cercato di sfruttare anche la minima opportunità, sia che giocassi a Luco Canistro, sia alla Sorianese, con tutto il rispetto per queste realtà”.

La solita storia di cartellini non pagati, procuratori e mediatori che intralciavano il tuo cammino.
Si, dopo Mezzolara c’erano stati un po’ di problemi, per cui ero finito a giocare con gli amici ed a ventidue anni ho seriamente pensato di trovarmi un lavoro, visto che ero bloccato. Poi a Roma mi ha chiamato la Spes Mentana, sono passato alla Sorianese ed è arrivata la chiamata a Rieti in C2, dove ho fatto bene”.

Quindi l’approdo a Tempio con mister Corda.
Anche qua ne approfitto per sfatare un’altra diceria. Sicuramente devo molto a mister Corda, perché mi ha rilanciato, concesso la possibilità di giocare e vincere in Sardegna (ndr. Tempio, Alghero e Tavolara) ed a Como, che è una piazza splendida per un giocatore. Ma questo non vuol dire che con gli altri allenatori mi sia trovato male. Anzi. Ho sempre cercato di imparare e mettermi a disposizione, come con Ezio Rossi quest’anno, veramente una sorpresa positiva per tutto il gruppo, con la sua esperienza da giocatore prima e da allenatore poi”.

Insomma tutte fandonie la tua allergia alla scalata di categoria.
Per carità, arrivasse qualche chiamata. Guardi per farle capire, andrei a piedi anche a Trapani, dove c’è il mio ex compagno Dario Barraco e me ne parla benissimo. Oppure a Bolzano col Sud Tirol. Ma che qualcuno mi chiamasse, perché purtroppo noi giocatori non possiamo  scegliere dove andare. Dobbiamo trovare le società ed i direttori che vogliono prenderci. Le cose si fanno in due. Oppure me la prenderò col mio procuratore che non mi fa giocare in A o in B”.

Senza mai perdere il vizio del gol.
Col fisico che ho, cerco sempre di sfruttare le avanzate sulle palle inattive. Quest’anno poi il mister mi ha dato fiducia anche per i rigori, così se non ci sono gli attaccanti, Fantini e Varricchio, ci provo io. Sottolineando come i difensori centrali sono buoni rigoristi, mi ricordo di Koeman al Barcellona”.

Vedendo il tuo curriculum sembra strano annotare due anni a Cuneo, visto che hai girovagato spesso.
Anche qua non è dipeso da me. A Tempio la società fallì miseramente ed andammo a Pescara a giocare la poule finale pagandoci le spese. A Como, dopo un’annata splendida, alcune diatribe societarie e le differenti valutazioni fra Di Bari e Corda, portarono ad un’epurazione di buona parte della rosa. Ad Alghero ci furono grossi problemi economici, che pur non facendo registrare un fallimento, portarono alla non iscrizione della società. Difficile rimanere. Finalmente l’anno scorso a Cuneo ho trovato una società seria e solida, grazie al presidente Marco Rosso. E dove con l’arrivo del direttore generale Massimo Bava ed il direttore tecnico Walter Vercellone, si sta rafforzando ancor di più”.

Quali programmi ed obiettivi avete quest’anno a Cuneo.
In partenza l’idea di fondo era quella di una salvezza tranquilla. Poi, ma la mia è provocazione, visto il mio trascorso, ho cercato di convincere i compagni a vincere anche questo campionato per non macchiare la mia reputazione. A parte le battute, il nostro è un campionato equilibrato, dove fa la differenza anche la serenità societaria. Le ultime notizie che arrivano da Treviso e Casale (ndr. con più di un problema societario) ci incoraggiano. Però ci sono squadre come Rimini, Entella, lo stesso San Marino ed il Poggibonsi che ci ha sonoramente bastonato a Cuneo che stanno là. Senza dimenticare l’ottimo Santarcangelo”.

Una squadra tosta la vostra.
Da fuori può esserci questa impressione. Direi soprattutto un bel gruppo. Giocatori come Fantini e Varricchio potrebbero vantare chissà cosa ed invece sono sempre davanti a dare l’esempio e motivare gli altri. Ragazzi come il nostro capitano Matteo Longhi, Gentile, Lodi, Garavelli e Ingari sono ragazzi eccezionali. Per non parlare di Carretto e Cristini, vere sorprese positive per me. Questo nucleo, consente anche ai più giovani di fare bene e poter crescere sotto la guida del mister e dello staff tecnico”.

Le ambizioni ed i programmi di Sentinelli.
Continuare a vincere. Ma considerate le osservazioni circa il mio girovagare, spero che in società qualcuno legga l’intervista e mi offra un contratto quinquennale. A Cuneo mi sono trovato bene, sia come società, sia in città. Ora ho anche una peste di due anni, Christian che tiene compagnia a me e Patrizia e non mi dispiacerebbe trovare finalmente una squadra che mi sopporti per almeno tre anni”.