Intervista TC

DS Ospitaletto: "Fedeli alla nostra mentalità, non cambiamo"

DS Ospitaletto: "Fedeli alla nostra mentalità, non cambiamo"TMW/TuttoC.com
Oggi alle 21:30Interviste TC
di Giacomo Principato
fonte Intervista di Raffaella Bon

Paolo Musso, direttore sportivo dell'Ospitaletto, festeggia la salvezza ai microfoni di TuttoC.com commentando la stagione della matricola lombarda: “È un traguardo importante, fondamentale, raggiungerla con 3 giornate di anticipo è sensazionale. Festeggiare così tanto può sembrare eccessivo, ma solo chi c’è dentro sa quanta fatica c’è dietro questo risultato”.

Direttore, che significato ha per voi questo traguardo?

“Vale tantissimo, su di noi c’erano tanti dubbi visto che la nostra idea iniziale di un calcio a km 0 e con budget limitato sembrasse utopia. Non abbiamo la presunzione di dire che ce l’avremmo fatta ma la consapevolezza di chi crede nelle proprie idee, da portare avanti con coesione e intelligenza. Viviamo questa salvezza come la vittoria di un campionato, è un’emozione che batte tutto”.

Qual è stata la chiave principale per raggiungere la salvezza?

“La coesione e il non perdere mai di vista l’obiettivo societario, anche nei naturali momenti di difficoltà. Non abbandonare la strada maestra indicata a inizio anno è stato fondamentale”.

C’è una partita che considera decisiva per questo risultato?

“Il rientro nel nostro stadio, con l’Arzignano. La nostra prima vittoria interna, che ricordo con molto orgoglio ed emozione anche per la prestazione dei ragazzi. Voglio fare i complimenti al nostro DG per aver reso disponibile il ‘Corioni’ per la C il prima possibile, lui e la società tutta hanno fatto un gran lavoro burocratico per dare un vantaggio reale alla parte sportiva”.

La squadra ha attraversato anche fasi difficili: qual è stato l’aspetto che vi ha permesso di reagire e restare compatti?

“Tutte le squadre, anche chi vince il campionato, hanno dei momenti di difficoltà, noi l’abbiamo sempre affrontati col sorriso sapendo che tutti stavamo mettendo il massimo dell’impegno e se i risultati non arrivavano bisognava aggiungere qualcosa in termini di attenzione o altro fino a dare tutti il 100%”.

In cosa la squadra è migliorata maggiormente rispetto all’inizio?

“Siamo diventati molto più attenti, aumentando la percezione del pericolo. Nelle prime gare eravamo un po’ leggeri, poi siamo migliorati e abbiamo difeso con maggiore ardore; il salvataggio di Nessi contro il Brescia è solo un esempio”.

In questo momento si parla molto di rivoluzione nel calcio italiano, cosa ne pensa?

“Si tende sempre ad essere disfattisti e catastrofisti, così come talvolta ad essere eccessivamente euforici. Si parla tanto di strutture e settori giovanili, su cui siamo indietro, ma siamo pur sempre usciti contro Macedonia del Nord e Bosnia che non penso brillino rispetto a noi in questo aspetto. Penso che si stia perdendo la ricerca di giocatori che saltano l’uomo, che hanno qualità, che pur essendovi non vengono valorizzati perché si punta su altri profili”.

Serve dare fiducia maggiore ai giovani per cambiare la nostra mentalità? E i vostri come sono andati?

“Ai giovani va data fiducia, di contro devono impegnarsi e avere fame. Sono anch’io giovane, perciò difendo la mia categoria pur facendo mea culpa perché talvolta ci si culla. In Italia serve meritocrazia, al di là dell’età. A volte i giovani vogliono tutto subito, ma deve esserci la voglia di combattere per ottenerlo. I nostri? Sono stati bravi, soprattutto chi è partito indietro ed ha dovuto impegnarsi per meritare spazio. Da noi hanno tutti avuto grande minutaggio, il che è motivo di orgoglio”.

Prossimo anno di nuovo in C. Quali aspetti dovranno essere rafforzati in vista del futuro?

“Andiamo avanti con la nostra idea, facendo crescere i ragazzi e mettendoli in condizione di vivere questa squadra come una vetrina per farsi conoscere. Manteniamo il credo che ci ha condotto fin qui, magari migliorando nelle strutture a servizio del club”.