ESCLUSIVA TLP - Ascoli, parla il presidente Benigni: "La mazzata è stata forte, ma ci stiamo già rialzando"

ESCLUSIVA TLP - Ascoli, parla il presidente Benigni: "La mazzata è stata forte, ma ci stiamo già rialzando"TMW/TuttoC.com
© foto di Federico De Luca
lunedì 3 giugno 2013, 19:00Interviste TC
di Daniele MOSCONI

Sono giorni importanti per l'Ascoli. La retrocessione ancora brucia e le ferite sono ancora fresche. Il presidente Roberto Benigni ha le idee molto chiare sul futuro del "picchio" bianconero e ha risposto con molta franchezza alle domande che TuttoLegaPro.com gli ha posto in esclusiva.

Salve Presidente, cosa è mancato all'Ascoli in questa stagione?

“La retrocessione è stata un brutto colpo, la sto ancora assorbendo. Più fattori non hanno funzionato nel girone di ritorno, a gennaio potevamo ancora giocarcela per i play off. Dopo la partita di La Spezia avevo sentito un campanello d’allarme, ma la squadra mi aveva rassicurato e mi aveva detto di non preoccuparmi. E’ chiaro che dopo l’ennesima brutta figura, ho deciso di cambiare chiamando Pergolizzi. I giovani, che nella prima parte di stagione erano stati protagonisti, nella seconda fase non hanno reso al meglio, sono stati gestiti male. Molto negativamente hanno influito i loro procuratori, i media, che li hanno “distratti” con le continue voci di calciomercato e anche le frequenti  convocazioni nelle Nazionali under. Tutte queste componenti hanno fatto sì che si sentissero subito fenomeni".

In molti le imputano la responsabilità del primo esonero di Massimo Silva. Rifarebbe questa scelta?

"Dopo la partita col Modena ero tornato a casa e mi arrivò una telefonata: Aloisi e il preparatore Iachini volevano vedermi. Nell’incontro mi dissero che era assolutamente necessario richiamare Silva per tornare a fare punti. Non ebbi scelta, ma purtroppo il ritorno di Silva non ha prodotto i risultati auspicati”.

La tifoseria, comprensibilmente, non è contenta. Lei ha già parlato con alcuni di loro. Qual è stato il contenuto di questi colloqui?

"Alcuni ultras mi avevano  chiesto un colloquio faccia a faccia dopo il bruttissimo colpo della retrocessione. Tenevo anch’io a un confronto di questo tipo, tanto che ho rimandato i miei impegni di lavoro per una chiacchierata molto schietta, vivace e senza tanti fronzoli. Dopo aver risposto apertamente a tutte le loro domande e richieste di chiarimento, ci siamo lasciati con l’intento di risentirci a fatti concretizzati. L'aspetto principale riguardava l'immediato futuro, ovvero l'iscrizione al prossimo campionato, che ho garantito, stiamo lavorando in questo senso in questi giorni. Adesso è il momento di ripartire e tutto il fermento che avverto all’interno della tifoseria mi fa ben sperare, significa che il colpo pian piano viene assorbito e che si è pronti a rituffarsi in una nuova avventura; il tifoso ascolano ha la pelle dura, sa sempre rialzarsi dopo una brutta caduta e sono convinto che lo farà anche stavolta. La categoria che ci aspetta non è certo facile e quindi è necessario il contributo di tutti, in modo particolare dei tifosi, che possono darci una grossa mano per ricreare entusiasmo dopo una stagione così negativa".

Molti i nomi di allenatori che vengono accostati per ripartire la prossima stagione in Lega Pro. Vuol provare a fare un po' di chiarezza?

“Quale sarà il prossimo allenatore è un discorso ancora prematuro, ma una cosa è certa: il prossimo dovrà avere "due palle così" e dovrà lavorare 12 ore al giorno, come faccio io per mantenere l’azienda e insegnare calcio, non chiacchiere. Con questo voglio dire che dovrà investire tempo e fatica sul campo con i calciatori. Se fai gli allenamenti di 90’, i giocatori finiscono per toccare palla 10’ al massimo e questo non può essere d’aiuto a chi deve imparare, ai giovani”.