ESCLUSIVA TLP - Calcagno (A.I.C.): "Età media? Non deve tagliar fuori le società. Obbligatorietà dei giovani, zero benefici. Meglio puntare sui campanili"
La Lega Pro cambia. E anche in fretta. Per stare al passo coi tempi, duri, provando a crescere. La nuova stagione non è ancora iniziata ma in molti pensano al futuro, fatto di giovani, over e risorse. A giocare un ruolo importante nel cambiamento delle regole, oltre alla Lega Pro e ai presidenti, sarà l'Associazione Italiana Calciatori. Per questo TuttoLegaPro.com ha intervistato in esclusiva l'avvocato Umberto Calcagno, ex centrocampista di Serie C e attualmente vice-presidente dell'A.I.C.
Sarà un campionato difficile per gli over?
"Stiamo discutendo su come orientare una parte dei fondi. Abbiamo già concordato che le risorse in arrivo dalla Federazione saranno finalizzate per lo sviluppo dei vivai. Riguardo le risorse della Legge Melandri saranno le società a dover decidere del loro utilizzo. Ad agosto l'assemblea dovrà ratificare la loro scelta, che ancora non hanno fatto. Ci sarà comunque un'indicazione da parte del Consiglio Direttivo della Lega ma non sarà vincolante. Al momento, comunque, non ci sono problemi per gli over".
Si parla di un'età media intorno ai 23-24 anni?
"Bisogna capire se stiamo parlando di criteri di ponderazione nella distribuzione delle risorse nell'ambito della quota di minutaggio che è rimasta. Noi ovviamente non siamo d'accordo col fatto che l'età media sia una barriera d'ingresso per l'accesso a queste parte di somme. Stiamo parlando comunque mediamente di 180mila euro circa a società. Basta dividere gli 11/12 milioni di euro ad oggi ipotizzati (50% Legge Melandri) per le 69 squadre, per capire come l'entità della cifra non sia comunque elevata. Spero non vi siano formazioni che baseranno su questa cifra il loro intero campionato. Per noi l'età media dovrebbe essere un criterio che porti più risorse a qualcuno e meno a qualcun altro, non che tagli fuori una parte delle società. Non deve essere preclusiva, potrebbe essere ad esempio un buon parametro per sopravvalutare il minutaggio, sulla scorta di quanto in passato si applicava ad alcune classi d'età".
Crede che si riuscirà ad arrivare a costituire 69 organici in Lega Pro?
"La situazione economica italiana non è delle migliori e questo si riflette anche nel calcio. Qualche squadra fisiologicamente non si iscriverà, ma speriamo non vi siano sorprese nei numeri. Contiamo con i ripescaggi di arrivare ad avere le 69 formazioni".
Ci sono troppi giovani in Lega Pro?
"Noi condividiamo che la Lega Pro debba puntare sulla valorizzazione dei giovani. Ma crediamo che la sua mission più importante sia quella nel sociale, perché legata ai campanili. Le risorse della Federazione andranno, non a caso, nei settori giovanili, perché i team devono essere legati fortemente al territorio e al suo sviluppo. L'obbligatorietà in campo si è dimostrata una forzatura che alla fine non ha portato benefici a nessuno. Noi dobbiamo fare in modo che le società lascino il segno sul territorio. Un'idea condivisa da noi e dalla stessa Lega Pro".
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