ESCLUSIVA TLP - Castel Rigone, DS Quarta: "La nostra un'oasi felice. Stadio in legno e senza barriere. Diciamo grazie a un presidente illuminato"

ESCLUSIVA TLP - Castel Rigone, DS Quarta: "La nostra un'oasi felice. Stadio in legno e senza barriere. Diciamo grazie a un presidente illuminato"TMW/TuttoC.com
© foto di Prospero Scolpini/TuttoLegaPro.com
sabato 1 giugno 2013, 14:40Interviste TC
di Sebastian DONZELLA

Castel Rigone, da quest'anno, è la più piccola realtà della Lega Pro. La base è una frazione di 400 abitanti tra le colline umbre, a oltre dieci chilometri di distanza dal Comune di riferimento, Passignano sul Trasimeno. A differenza di tanti altri borghi sparsi per l'Italia, qui è nato Brunello Cucinelli, re del cashmere a livello mondiale. L'imprenditore miliardario non ha dimenticato le sue origini e ha deciso di regalare alla sua Castel Rigone una squadra tra i professionisti. Che vanta già i titoli di più elegante e più educata. A raccontarci meglio come vanno le cose è Luca Quarta, allenatore e direttore sportivo nel campionato trionfale appena concluso.

Vi distinguete per i vostri comportamenti dentro e fuori dal campo. Ci spiega meglio?

"L'azienda del presidente, qui vicino, ha mille dipendenti e nessuno timbra il cartellino. Non esiste il macchinario e tutti quanti arrivano in orario. Nella società di calcio è lo stesso. Alla base ci sono tanta fiducia e tanto lavoro. Il regolamento è importante, guai a prendersela con arbitri e giocatori, niente sputi in campo. Noi non avremo chissà quali atteggiamenti magari per strappare un punto in più. Questo però non significa che non c'è agonismo, anzi. Diciamo che i nostri cartellini arrivano per falli e non per proteste. Noi ci comporteremo sempre allo stesso modo, seguendo le nostre regole. Non sarà una sconfitta o un campionato storto a farci cambiare modo di essere.
Abbiam preso la bella abitudine di pulire il nostro spogliatoio in trasferta. L'abbiam visto fare dall'Union Quinto, l'idea ci è piaciuta e abbiam deciso di riproporla. Mi sa che in Italia solo noi due lo facciamo. Poveri i nostri custodi..."

Una visione del calcio più romantica che pragmatica...

"Invece coesistono. Noi puntiamo sui comportamenti comuni: L'obiettivo non è la vittoria, le sconfitte non creano problemi nell'iscrizione ai campionati. Se non avessimo vinto quest'anno ci saremmo iscritti tranquillamente in Serie D e ci avremmo riprovato. Questo fa parte di una strategia che si decide a inizio anno: non improvvisiamo nulla. Una stagione fallimentare non comporta cambiamenti societari. La passione del presidente Cucinelli rimane quella".

Presidente passionale ma anche capace...

"Alcuni episodi, nel corso della stagione, hanno purtroppo portato all'esonero del tecnico Giunti (Federico, ex giocatore del Milan NdR). A quel punto il presidente mi ha chiesto se me la sentivo di prendere in mano la squadra, anche per evitare allo spogliatoio di doversi abituare a nuove conoscenze: il tempo a disposizione non era molto, io invece ero già presente fra di loro. Ho accettato volentieri, è stato un rischio. Ma da terzi siamo arrivati primi. Alla fine il presidente ci ha visto giusto ancora una volta. Lo conosco da 15 anni e raramente sbaglia: ha sempre ragione".

E il suo futuro, adesso, quale sarà? Di nuovo doppio incarico da DS e allenatore?

"In Lega Pro sarò solo il direttore sportivo. La prossima settimana inizieremo a vedere chi sarà il mister per la nostra panchina. Avremo vari colloqui ma ancora non ci sono favoriti. Prima abbiam pensato allo stadio".

Uno stadio sui generis. In Italia è praticamente impossibile trovarne uno uguale.

"Il nostro è un piccolo gioiellino, saremo i primi a giocare senza barriere. Tribuna e panchine sono in legno, quest'anno costruiremo un'altra struttura che diventerà in legno il prossimo anno, quando avremo più tempo. Sembra di stare in un orto botanico, siamo immersi nel verde e giochiamo in uno stadio meraviglioso. E' una gioia venire qua, ve lo garantisco. Questa è un'oasi felice. Un po' piccola, visto che il paese conta circa 400 abitanti e i tifosi non superano la cinquantina di unità". 

Il vostro primo campionato tra i Pro sarà particolare, con nove promozioni e nove retrocessioni. Spaventati?

"No, volevamo fortemente parteciparvi. Per arrivare alla Lega Pro unica questa è una grossa occasione, basta chiudere tra le prime nove squadre. Se fossimo rimasti in Serie D solo con il primo posto ce l'avremmo fatta. E adesso inizieremo a lavorare sulla rosa. La base c'è, molto dipenderà dalle idee del mister. Gli incentivi sui giovani non ci interessano, non li mettiamo a bilancio. Noi cerchiamo persone che ci faranno comodo, se saranno giovani meglio. Di sicuro non saranno cifre necessarie per far quadrare il nostro bilancio. Del resto non abbiam mai fatto un euro con i cartellini dei giocatori...".

Intanto avete vinto il premio di squadra più elegante...

"I completini da gioco e lo stadio sono senza sponsor: l'unico a finanziare la squadra è il presidente Cucinelli e a lui va bene così. Le divise fuori dal campo ce le ha fornite direttamente lui, una parte è in cashmere. Siamo molto eleganti per la categoria. E preferiamo i maglioncini a giacca e cravatta".