ESCLUSIVA TLP - Gianniti: "Vi racconto i tre campionati vinti in cinque anni. Ecco i segreti del Frosinone in B"
Professione Re Mida. Quella alla quale potrebbe aspirare Marco Gianniti, giovane direttore sportivo del Frosinone capace di ottenere tre promozioni in appena sei anni di carriera. Numeri mostruosi e che gli sono valsi l'appellativo di erede di Pietro Leonardi. Infatti l'amministratore delegato del Parma lo considera il proprio Delfino e per il futuro prossimo pensa all'uomo-mercato del club frusinate quale proprio erede. TuttoLegaPro.com l'ha intervistato in esclusiva.
Direttore, anche a Frosinone si è confermato vincente...
"Sono davvero orgoglioso di quanto siamo riusciti a fare quest'anno a Frosinone. La società è sempre stata sicura delle potenzialità di questi ragazzi, che hanno dato vita ad un gruppo estremamente coeso e capace di superare tutti gli ostacoli".
La sua carriera era iniziata a Celano con un quasi doppio salto dalla Serie D alla C1.
"Portare un paese di dodicimila abitanti dall'Interregionale alla Serie C2 e l'anno successivo alla finalissima Playoff per andare in C1 fu un traguardo straordinario. Peccato per la finale persa col Marcianise, che avrebbe reso ancor più fantastici quegli anni vissuti in Abruzzo".
Dopdichè c'è stato il biennio a San Marino: che ricordi conserva?
"Arrivai a San Marino in Serie C2 e ottenemmo subito la promozione in Prima Divisione. Un traguardo incredibile, in quanto fu il primo campionato vinto sul campo e senza ripescaggi per i Titani. L'anno dopo con una squadra giovane sfiorammo i Playoff".
Una escalation culminata nella promozione in B di quest'anno.
"Arrivare in una grande piazza come Frosinone non era semplice. A maggior ragione centrare al primo colpo la Serie B. Professionalmente è stata la mia apoteosi".
Momento più difficile dell'annata in terra ciociara?
"Il momento di scoramento c'è stato dopo Perugia. Non tanto per il campionato perso, ma per la paura di non farcela a vincere i Playoff. Invece nei ragazzi è scattata la molla giusta a livello temperamentale e abbiamo fatto il salto di qualità. Negli spareggi non abbiamo mai sbagliato una gara. Contro la Salernitana ci siamo sbloccati subito, cancellando le paure del post Curi".
Cosa conserva di questa promozione?
"La soddisfazione più grande, oltre a vincere il campionato è stata quella di farlo continuando ad esportare il mio modo di fare calcio. Solo adesso mi rendo conto dell'impresa fatta. A caldo esulti, ma non ti rendi conto della grandezza del risultato ottenuto. Fra noi e il Lecce c'erano quarant'anni di differenza. Abbiamo trionfato come giovani bravi come Crivello, Altobelli, Paganini come titolari fissi".
Hanno richieste importanti, quale sarà il loro futuro?
"Vogliamo tenere questi ragazzi con noi in B, ma se dovesse arrivare una proposta dalla Serie A non tarperemo loro le ali".
A quale colpo di mercato dell'annata è rimasto più legato?
"Dire Ciofani come supercolpo è scontato. La soddisfazione più grande è l'aver visto l'unione e la compattezza creatasi fra il gruppo storico della squadra e i nuovi acquisti. Credo sia stato il segreto dei nostri successi".
Il presidente Stirpe ha speso parole importanti per lei e di fatto ha allontanato il corteggiamento di altri club...
"Ho un presidente che pochi hanno in Italia. Gli elogi ricevuti da parte sua mi hanno lusingato e gratificato. Difficilmente lascerò un patron del genere, che abbina uno spessore umano straordinario ad una incredibile competenza".
Ci svela un retroscena della vostra vittoria?
"A cena il martedì prima del Playoff con la Salernitana il presidente ci catechizzò con un discorso toccante, che ci ha dato la carica. A pochi giorni dalla delusione di Perugia ci ha rivitalizzato e rigenerato...".
Cosa porta nel cuore delle sue tre promozioni?
"Le cinquemila persone allo stadio a Celano mi hanno regalato una emozione importante. Negro e De Maio da lì spiccarono il volo verso il grande calcio. Un paese di dodicimila abitanti si strinse completamente intorno alla squadra. A San Marino mi lega il fascino della prima volta. Essere stato il primo a portare la squadra in Prima Divisione, vincendo sul campo. Portare una provincia come Frosinone in Serie B è stato un exploit incredibile. C'era un seguito e un'attesa incredbile. Le pressioni erano forti ed essere riuscito a non deluderle è stato gratificante professionalmente".
In Serie B cambierà il suo modus operandi sul mercato?
"Abbiamo giovani importanti in casa che meritano di essere valorizzati. Non guardo alla carta di identità, ma al valore del calciatore. Puoi avere diciassette o trentacinque anni, per me è uguale. Faremo una formazione che possa permettere al club un futuro luminoso sul campo, ma al tempo stesso punteremo a salvaguardare l'integrità dei conti e dei bilanci per la società".
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