ESCLUSIVA TLP - Il dt Pasini: "Ecco come costruiremo il Monza del futuro, vogliamo creare un modello di riferimento. Gasbarroni? Via perché..."
La rivoluzione attuata nella stanza dei bottoni del Monza dal presidente Anthony Armstrong-Emery ha portato lo scorso mese di aprile alla istituzione di due nuove figure dirigenziali, quella del direttore generale Mauro Ulizio e quella del direttore tecnico Alfredo Pasini. TuttoLegaPro.com ha intervistato in esclusiva proprio quest'ultimo per tracciare un quadro più chiaro delle strategie in atto in casa biancorossa, dopo l'addio di mister Tonino Asta e con il calciomercato ormai alle porte.
Direttore, è poco più di un mese che ha iniziato la sua collaborazione con il Monza: come si sta svolgendo il suo lavoro e quali difficoltà ha riscontrato?
"Innanzitutto devo dire che sono arrivato in una piazza importante e le motivazioni sono inevitabilmente tante, così come la voglia di fare bene. So che la piazza è esigente, visti anche i travagli vissuti in passato e di cui siamo tutti a conoscenza. Fortunatamente col nuovo presidente le ambizioni sono completamente diverse e tutto ciò si ripercuote su quanto concerne la creazione della nuova squadra e la riorganizzazione societaria. In un anno o al massimo due tutto questo lavoro deve portarci in Serie B: questo è l'obiettivo, anche se sappiamo tutti che non sarà facile. Grandissime squadre che hanno investito molto, come ad esempio la Cremonese, non sono ancora riuscite nell'intento. La nuova formula della Lega Pro prevede la formazione di un girone veramente tosto da affrontare. Dovremo munirci degli strumenti adatti, per poter fare del nostro meglio e puntare alla Serie B".
Del suo passato conosciamo poco: in sede di presentazione ha ricordato di aver lavorato per sei anni a Brescia, ricoprendo il ruolo di Responsabile dello Scouting e poi al Watford con Gianluca Nani. Può raccontarci qualcosa in più sul suo percorso?
"Io vengo dal mondo dello scouting e il mio primo obiettivo è sempre stato la valorizzazione dei giocatori sconosciuti. Questo di modo da poter fare - sotto il profilo degli investimenti - delle plusvalenze, così come è successo con Hetemaj al Brescia. Io sono anche molto legato all'estero, avendo avuto un passato da calciatore in Svezia. Ma ho anche iniziato a fare questa attività di scouting in modo abbastanza precoce. Le mie esperienze sono state importanti, in quanto ho potuto collaborare con una persona molto preparata come Gianluca Nani sia al Brescia sia al Watford, anche se quest'ultima avventura è stata molto più breve. Per me lo scouting è fondamentale nel calcio odierno: so che è un'attività che può dar continuità ad una società sia sotto il profilo economico sia sotto il profilo tecnico".
A proposito di giovani, si è parlato molto di un Monza che vorrebbe ricalcare il modello Udinese...
"Con l'Udinese personalmente ho un ottimo rapporto, ma noi vorremmo creare un nostro modello di riferimento prendendo il meglio da tutte le società. L'Udinese lo può essere sotto un certo punto di vista, come appunto lo scouting internazionale. Ma noi dobbiamo tenere presente che allo stato attuale le nostre possibilità non sono come quelle dell'Udinese, quindi dobbiamo farlo in modo più oculato e specifico".
L'obiettivo è comunque aprirsi anche a mercati esteri e quindi ci sarà la possibilità di vedere giovani stranieri vestire la maglia biancorossa?
"Oramai si vedono in tutte le categorie - dalla Serie A alla Lega Pro - giocatori con passaporto europeo e quindi comunitario: la liberalizzazione ha portato un obbligo societario di conoscere anche altri mercati".
Inevitabile chiederle del prossimo allenatore che siederà sulla panchina del Monza...
"I nostri obiettivi erano delineati dalla prima volta che ci siamo incontrati in società, con il direttore generale e il presidente. Noi pensiamo di raggiungere questi obiettivi con un allenatore importante. Io stesso però sono rimasto un po' sorpreso dai numerosi nomi usciti sui giornali. L'unica cosa che posso dire al momento è che abbiamo sondato il mercato degli allenatori, ma lo abbiamo fatto cercando in modo specifico tecnici con le caratteristiche che vogliamo noi. E come dicevo tanti nomi che sono usciti non sono mai stati presi in considerazione".
Nel suo commiato ai colori biancorossi mister Asta non ha nascosto che avete fatto di tutto per trattenerlo, ma lui aveva già deciso di buttarsi in una nuova avventura.
"Io considero Asta un allenatore che avrà un futuro importante: sa trasmettere motivazioni ai giocatori ed è una cosa fondamentale nel calcio moderno. Sotto il profilo tecnico ha qualità non indifferenti. Naturalmente per il progetto Monza noi cerchiamo un allenatore che creda al 100% nel progetto stesso. Mister Asta ha pensato che le motivazioni fossero diminuite rispetto al passato e quindi non era più certo al 100% della volontà di continuare. Sotto il profilo etico e professionale, la sua è stata una decisione che ha dimostrato quanto fosse una persona corretta. Al mister faccio il mio in bocca al lupo: ci siamo lasciati con una stretta di mano".
Come vi state muovendo per la costruzione della rosa del Monza che verrà?
"La situazione è abbastanza particolare: io e il direttore generale ci siamo ritrovati molti giocatori in scadenza a giugno e, tra di essi, alcuni importanti come Valagussa e Ravasi. Quanto successo con loro, mi ha inoltre lasciato molto perplesso (Valagussa è già stato ufficializzato dall'Entella, neopromossa in Serie B, mentre Ravasi è in procinto di accasarsi al Verona, ndr). Dobbiamo ricostruire la squadra partendo da quei giocatori che riteniamo all'altezza della situazione. C'è da fare un lavoro importante, perché sotto il profilo numerico dobbiamo praticamente rifare la squadra. Ciò su cui voglio rassicurare è che tutti i giocatori che verranno a Monza dovranno arrivare con le giuste motivazioni, qualsiasi sia la categoria da cui proverranno. Il concetto è quello di costruire una squadra importante: chi arriverà dovrà aiutarci a fare una stagione altrettanto importante. Il nome e il curriculum sono cose che lasciano il tempo che trovano, la cosa fondamentale è che siano motivati e che abbiano qualità. In questo senso mi sento di tranquillizzare i tifosi: vengo da una piazza calda e so il significato che danno i tifosi alla loro passione. Tutti auspichiamo il salto di categoria e tutti dobbiamo lavorare in quell'unica direzione: ci aspettiamo quindi di costruire il futuro in sinergia con loro".
Una squadra che però dovrà fare a meno di Andrea Gasbarroni, elemento chiave di queste ultime due stagioni...
"Gasbarroni è un giocatore molto interessante, ha fatto una carriera incredibile. Ma così come ha fatto Asta, ci ha comunicato la sua volontà di cambiare aria, probabilmente per motivazioni legate alla propria vita personale, insomma per dare una svolta. Dispiace perché avrebbe potuto far parte del nostro progetto, ma allo stesso tempo sappiamo che sarà rimpiazzato da giocatori all'altezza".
Sempre a proposito di mercato lei è stato avvistato nei giorni scorsi al WyScout Forum: ha cominciato a prendere contatti ed intrecciare trattative?
"Da quando sono stato presentato ho già cominciato a muovermi in tal senso. E lo abbiamo fatto con un mesetto di anticipo rispetto ad altre squadre. Insomma non siamo mai stati fermi".
Che tipo di rapporto sta costruendo col presidente Armstrong e col dg Ulizio?
"Allo stato attuale una persona che investe nel calcio, considerando la situazione economica sia in Italia sia in Europa, è da me ritenuta una persona coraggiosa. Il presidente è molto ambizioso ed è un'esplosione di idee. Riesce a darti motivazioni per fare sempre bene. Sicuramente è l'elemento cardine per il Monza di oggi e del futuro. Dà le garanzie giuste proprio grazie alla sua ambizione. Con Ulizio ho cominciato a collaborare da poco, ma ho visto grande professionalità: è molto serio. Per quanto riguarda la gestione finanziaria del club ho visto fare cose molto positive".
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