ESCLUSIVA TLP - Il Presidente della Lega Pro Mario Macalli come un ciclone su tutto: "Mai vassalli di nessuno, a casa nostra comandiamo noi"

ESCLUSIVA TLP - Il Presidente della Lega Pro Mario Macalli come un ciclone su tutto: "Mai vassalli di nessuno, a casa nostra comandiamo noi"TMW/TuttoC.com
Mario Macalli
© foto di Federico De Luca
lunedì 3 giugno 2013, 21:40Interviste TC
di Daniele MOSCONI

Ogni intervista con Mario Macalli ha il pregio di non essere mai banale. L'uomo, nonostante l'età è sempre combattivo e tiene a precisare: "Stia tranquillo che finchè ci sarò io, la Lega Pro non si farà saccheggiare da nessuno, se lo mettano in testa quelli che vogliono le squadre B in Lega Pro. Non se ne parla proprio!".

Intervista compiuta in esclusiva per TuttoLegaPro.com, toccando i vari temi che l'attualità calcistica pone in queste settimane.

Presidente, vorremmo da lei un parere sugli spareggi di ritorno disputati ieri. Sorpreso?

"Non faccio l'indovino e non sono uno che ama fare i pronostici. Non devo aspettarmi nulla, ha parlato il campo e come supremo riferimento è stato molto chiaro. Se andiamo nello specifico il Lecce era prevedibile, mentre il Pisa ha saputo sfruttare il vantaggio dell'andata".

In Seconda Divisione?

"Monza e Teramo hanno compiuto vere e proprie imprese. I brianzoli hanno giocatori di una certa caratura a questi livelli. Spesso dimentichiamo che il Monza senza le penalizzazioni in cui è incorso sarebbe già stato promosso. Per gli abruzzesi che dire: sono stati bravi a vincere sul campo dell'Aprilia".

Soddisfatto del numero degli spettatori?

"Ieri a Perugia c'era uno spettacolo per gli occhi con almeno quattordicimila persone. Se le paragoniamo a Livorno, dove giova ricordarlo si stavano giocando un posto in Serie A, dove ce n'erano diciassettemila, fa capire che possiamo ritenerci più che contenti. Sono deluso da Lecce. In uno stadio come il "Via del Mare" vedere neanche settemila persone non è bello. Certo, poi ci sono i duecento di Reggio Calabria, ma c'è poco da fare, vuol dire che il territorio non ti segue e non è interessato, inutile fare tanti bei discorsi, questa è la realtà".

Alcuni sondaggi compiuti negli ultimi mesi dicono che la disaffezione verso lo stadio dipende per la maggior parte degli interpellati dall'approvazione della "Tessera del Tifoso".

"Senta, vediamo di capirci. La Tessera del Tifoso per com'è stata congegnata non esiste più. Ora c'è qualcosa di completamente diverso. Io come tifoso, se così posso definirmi, non ho nessun problema ad avere la tessera del tifoso. I delinquenti si devono preoccupare, non le persone per bene".

Guardi presidente, chi le parla spesso si è chiesto se i vertici del calcio vivano in un mondo tutto loro - detto con il massimo rispetto - credendo che durante la settimana in Italia tutto fili liscio come l'olio e solo la domenica avvengono certe cose.

"Senta un attimo! Le cose che avvengono in settimana hanno una giustizia che le punisce. Negli stadi c'è una sorta di impunità che va spezzata. Mettiamo in galera chi commette dei reati negli stadi, poi vediamo come cambiano le cose. Senta ma lei ha visto cosa è successo nella finale di Coppa Italia tra Roma e Lazio con la gente seduta sugli scalini e la vergogna di sequestri di materiali atti più a far del male che a fare il tifo. Nella finale di Coppa di Germania dell'altra sera c'era uno spettacolo che noi ci sogniamo. Noi dobbiamo riavvicinare le persone agli stadi, non allontanarle. Cerchiamo di essere seri".

Lei dimentica che l'Italia è il paese dei campanilismi.

"Ma quali campanilismi! Mi spiega cosa c'è di campanilismo nel lanciare un petardo e far sospendere la partita come è avvenuto ad Andria?".

Quindi lei pensa che la Tessera del tifoso non abbia allontanato i tifosi dagli stadi?

"Senta, questo deve chiederlo a quelli del Ministero, non a noi. Alla Figc e alle varie Leghe compete fare calcio, non ordine pubblico. Posso discutere il metodo, perché lo subiamo, ma non possiamo cambiare certe regole, visto che non ci spetta".

Su questo tema Macalli ha un'energia che è invidiabile. Dopo questo primo step, si passa a parlare di presente e futuro della Lega Pro.

Presidente, lei non crede che sia più vantaggioso per l'affluenza di pubblico poter disputare le finali play off in orario serale?

"Questa mattina c'è stata una riunione con le società finaliste e la maggior parte si è trovata d'accordo per giocare alle 15. Abbiamo anche un accordo con la Rai da rispettare e quest'ultima ha interesse a dare visibilità al prodotto".

Sempre su questo tema, non sarebbe stato più interessante giocare le prime domeniche della prossima stagione in orari più umani, viste le alte temperature che si incontreranno a settembre fino ad una certa ora?

"Nel Consiglio di Lega le società decidono a maggioranza: noi diamo un impulso, ma non possiamo prevaricare le società. Ci sono presidenti che obiettano: 'Se giochiamo ad un certo orario, chissà quando torniamo'. Accontentare tutti non è mai semplice".

Parlando di futuro, spostiamoci sul problema stadi. Come intendete comportarvi con quelle società che hanno problemi con i propri impianti?

"Noi come Lega Pro vogliamo aiutare le società a fare calcio, ma non devono prendersela con noi se i loro impianti non sono a norma. Queste sono regole che non impone la Lega Pro, ma sono licenze nazionali che parlano molto chiaro. Sono i comuni che non hanno interesse a investire in queste realtà perché hanno a che fare con il patto di stabilità e sono indebitati fino al collo. Però uno deve chiedersi perché negli ultimi venti anni non hanno investito in queste strutture. Chiediamoci il perché".

Ad esempio c'è il Borgo a Buggiano che ha questo problema.

"Mettiamo un po' di puntini sulle i, visto che anche il Napoli per com'è attualmente la situazione del "San Paolo" non potrebbe disputare le partite di Champions, quindi il problema non è solo del Borgo a Buggiano o di chissà quale altra realtà, ma è generale. I toscani non ci hanno mai dato problemi, anzi quando sono arrivati in Lega Pro gli abbiamo dato tutte e due le mani e anche i piedi. Le polemiche le ha alzate il loro Direttore sportivo con dichiarazioni fuori dalla realtà. Ripeto: noi vogliamo che le società facciano calcio, non il contrario".

Come si può risolvere?

"Negli ultimi due anni abbiamo dato qualcosa come cento milioni di euro alle società che invece di investire in strutture hanno preferito sperperare per comprare giocatori ultratrentenni. Lei sa cosa si potrebbe costruire con tutti quei soldi? Almeno 25 stadi nuovi di zecca da quattromila posti a testa. Invece adesso si spreca denaro nel parco giocatori. In giro ci sono ancora giocatori trentottenni che giocano a calcio. E' uno scandalo. Ma vadano a fare gli idraulici e diano spazio ai giovani".

Questo è un aspetto che è sempre esistito nel calcio italiano. Se uno investe nel calcio non lo fa certamente per costruire uno stadio.

"L'unica Lega che fa realmente calcio e investe è la Serie A, le altre sono tutte strutture assistite. Però come azienda devo investire per provare a limitare le perdite, non per aumentarle. Se creo uno stadio nuovo di zecca, so che alla lunga l'investimento mi ripagherà, ma se invece vado a sperperare le risorse che mi arrivano in giocatori, inutile poi lamentarsi".

Chiudiamo il tema stadi: come intendete ovviare al problema della Legge sugli stadi? Fate come la Serie B che bypassa e se li costruisce da sé?

"Tutti proclami, mi stia a sentire. Le posso dire che l'unica Lega che sta innovando attualmente siamo noi. La prossima stagione avremo stadi senza barriere a L'Aquila e a Cremona si stanno attrezzando per fare lo stesso. Il Castel Rigone ha uno stadio che è un gioiello. La Legge sugli stadi si è arenata per colpa di alcune società di Serie A. Guardi che anche io ho degli amici in Parlamento che mi spiegano come vanno le cose, non solo loro e se ci troviamo in questa situazione ci sono dei responsabili che guardano solo al loro interesse, non a quello collettivo".

Riguardo alla regola degli under dalla prossima stagione si potrebbe cambiare.

"Non abbiamo ancora deciso nulla. C'è una Legge (la Melandri) che ci impone dei vincoli e noi dobbiamo rispettarli. Certamente saremo propensi a dare i soldi a quei club che investono nei settori giovanili. Ma lei lo sa che nel Consiglio Federale di domani c'è chi vuol proporre di dare soldi a quelle società che prestano i propri giocatori. Misure che sono fuori dal mondo".

A questo proposito ci può spiegare perchè la Lega Pro è fermamente contraria alle squadre B delle società di Serie A.

"Guardi, ci manca solo un Milan B, sospettosi come siamo. Ma lei si rende conto se all'ultima giornata una società di Lega Pro ha bisogno dei tre punti e incontra una di queste. Ma sai quanto gliene può fregare ad una squadra B di dare o meno punti a questa squadra? Senta: sa quante società sono d'accordo su questo tema? Cinque. Si figuri: non c'è neanche l'unanimità e comunque c'è il nostro no, quindi la cosa decade fin da subito. Finché ci sarò io, se lo mettano in testa questi signori, la Lega Pro non si farà saccheggiare da nessuno".

Presidente, a lei vorremmo chiedere come mai non riusciamo più a sfornare giovani talenti. Da cosa dipende?

"Non sono così d'accordo con lei. Insigne e Verratti vengono dalla Lega Pro. Bonaventura, che attualmente è nel giro delle nazionali, ha giocato con il Pergocrema. Che poi ci sia un problema di infrastrutture e di istruttori che spero venga colmato quanto prima, questo lo sappiamo. Noi siamo e vogliamo rimanere la Lega dei giovani. Lei vada a guardare una squadra Primavera e troviamo per la maggior parte giocatori stranieri. Stiamo cercando di apprendere da chi ne sa più di noi per limitare il problema del calcio italiano in generale. Quindi andiamo in Austria, in Francia o in Germania, dove su questo tema sono avanti anni luce in confronto a noi. Su questo aspetto la Lega Pro si sta attrezzando per avere una Nazionale "Under 18". Abbiamo avuto un incontro recentemente con il coordinatore tecnico delle nazionali giovanili per provare a dare delle risposte al problema che esiste".

Guardiamo alla prossima stagione, alcuni dirigenti di club parlano apertamente di una Prima Divisione senza retrocessioni e quindi un campionato burla.

"Se qualcuno pensa che il prossimo sia un campionato burla, non giochi. Semplice. Devo pensare che chi lo dice è abituato a fare le burle. Mi rendo conto anche io che sarà una stagione anomala, ma dobbiamo pagare uno scotto per riuscire a far partire la riforma. Comunque chi parla di burle, quand'era in condizione di dire qualcosa perché non l'ha fatto? Ora per piacere taccia per sempre".

In Seconda Divisione ci saranno molte retrocessioni.

"Anche su questo aspetto io vorrei che si ricordasse altrettanto che ci sono anche molte promozioni. Se è vero che arrivando nono posso rischiare di retrocedere, dovreste anche dire che se arrivo ottavo sono promosso".

Si prospetta un'estate calda anche quest'anno?

"Speriamo di no, anche se i segnali che arrivano non sono per niente incoraggianti. Però anche su questo voglio dire che ogni tanto sarebbe bello se i media facessero notare come anche realtà più in alto, ad esempio in B o in A, non pagano con precisione gli stipendi. Facile mettere sul giornale i club di Lega Pro, ma non siamo gli unici, glielo posso assicurare".

Senta Presidente, lei è a conoscenza del malcostume dei giocatori che per giocare portano soldi tramite sponsorizzazioni occulte o di allenatori che fanno lo stesso per lavorare?

"So anche di chi stiamo parlando, ma noi come Lega possiamo poco".

A dire il vero Ghirelli in un'intervista di qualche tempo fa disse che dinanzi a questo malcostume c'era da denunciare e vi sareste attivati.

"Ma infatti il presidente che accetta queste cose è un colluso, mi ha capito bene: un colluso con questi che fanno queste porcherie. E vuole che denunci? Non ha nessun interesse a farlo. Ma stiano tranquilli questi che vanno in giro per l'Italia a far danni e fanno fallire le società, che noi li teniamo d'occhio e abbiamo studiato un provvedimento con la Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) - non un ente qualsiasi, ma la Consob - per provare a rompere i reni a queste compagnie di giro. La proposta è in Consiglio Federale ma ancora non è stata presa in considerazione".