ESCLUSIVA TLP - Renate, Gualdi: "Il nostro segreto? Essere piccoli e non avere paura. Meglio arrivare dalla Serie D che dalle giovanili"
Luciano Gualdi, centrocampista classe '89, Pantera fedelissima. Da quattro anni, infatti, veste la maglia del Renate, l'unica indossata nei professionisti. Con sette gol è diventato il capocannoniere del team lombardo, sempre più vicino alla Lega Pro unica. TuttoLegaPro.com lo ha intervistato in esclusiva per i suoi lettori.
State disputando un campionato di gran livello con tanti giovani. Qual è il segreto?
"Il fatto di essere una delle realtà più piccole del professionismo italiano. Per metterci in mostra ed essere seguiti dobbiamo quindi ottenere sempre grandi risultati. Solo così si parla di noi. Il Renate è un club che crede nei giovani: li cerca non solo per i contributi ma perché sono bravi. Non a caso io e altri siamo rimasti anche dopo il nostro utilizzo da under. Qua ci tengono a scegliere ottimi giovani e valorizzarli: tanti di noi hanno poco più di vent'anni ma già hanno superato le 100 presenze tra i Pro. In più la dirigenza, in maniera ottimale, ti segue tantissimo: i direttori Abbate e Crippa, che anno dopo anno compiono un vero e proprio miracolo sportivo, sono sempre al campo e quando c'è un piccolo problema lo risolvono subito. Inoltre sono regolari in tutto, anche negli stipendi. E questo, nel calcio di oggi, non è affatto scontato. Dispiace solo che si giochi a Meda: già Renate è un piccolo centro, scendere in campo a kilometri di distanza non aiuta. Magari la Lega Pro unica servirà anche ad aumentare le presenze sugli spalti".
Siete secondi in classifica a sei giornate dal termine. Possiamo dire che avete un piede e mezzo nella prossima Lega Pro?
"Ancora non siamo salvi, guai a crederlo. In cinque punti ci sono troppe squadre per stare tranquilli, quota 50 non vorrà dire per nulla Lega Pro unica. Non so se la Torres riuscirà a vincerle tutte: da un lato hanno un grande entusiasmo per la rincorsa pazzesca che stanno facendo, dall'altro potrebbe subentrare la stanchezza dopo un girone di ritorno a mille all'ora. Guardando il calendario credo che a rischiare maggiormente siano il Mantova e il Santarcangelo: i primi perché hanno numerosi scontri difficili, i romagnoli perché stanno un po' zoppicando nel girone di ritorno.
Domani per noi contro il Bra, comunque, non sarà una sfida facile. Non è una frase fatta: ogni giocatore sa che si gioca il proprio futuro partita per partita, figuriamoci chi sa che, retrocedendo, non potrà essere confermato. Inoltre i piemontesi hanno già dimostrato di essere un osso duro, bloccando per tutta la prima frazione sul pari la capolista Bassano".
Sei a sette gol realizzati, hai già eguagliato il tuo record stagionale. Ormai da quattro anni sei un punto fisso negli schemi delle Pantere...
"Sarebbe bello raggiungere la doppia cifra non solo perché non ci sono mai riuscito, ma perché significherebbe aumentare i punti in classifica. In squadra, infatti, si segna un po' a giro. Tre gol miei significherebbero 10 gol di tutti (ride NdR).
Io comunque arrivai qui grazie alla regola sugli under. Prima, però, avevo disputato due campionati veri, in Serie D. E' stata la mia fortuna, perché mi ha permesso di arrivare in Lega Pro con un minimo di esperienza. Non a caso anche Scaccabarozzi, la nostra rivelazione stagionale, arriva dai campi dilettantistici. Purtroppo tanti ragazzi non rimangono nel professionismo perché non hanno alle spalle stagioni del genere. Non sono pochi quelli che arrivano dalle giovanili di squadre importanti e pensano di aver già sfondato. E invece è lì che scoprono l'impatto con un calcio completamente diverso. Il mio salto dalla Primavera dell'Albinoleffe alla Serie D non fu affatto facile, immagino che scalare in un colpo solo due categorie sia difficilissimo. Diciamo che l'approdo in giovane età nel professionismo può essere un bene o un male: molto dipende dalla propria esperienza e dalla propria umiltà".
Non ti spaventa l'idea di giocare, nel prossimo anno, in un campionato nuovo e sconosciuto?
"Personalmente, dopo quattro anni in 2^ Divisione, non vedo l'ora di fare questo salto. Parlando a nome della squadra, non abbiamo mai avuto paura e non la avremo neanche il prossimo anno. In questa stagione abbiamo fatto bottino pieno in campi difficili e molto seguiti come quelli di Alessandria, Ferrara e Forlì. Diciamo che cambierà il nostro obiettivo: da un posto nei play-off o comunque nella parte alta della classifica alla salvezza. Io comunque ci tengo al salto di categoria perché voglio dedicarlo alla mia compagna e a mia figlia, nata da pochi mesi".
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