Gavorrano, il Dg Vetrini a TLP: "I sospetti nel calcio si alimentano con le troppe chiacchiere"

Gavorrano, il Dg Vetrini a TLP: "I sospetti nel calcio si alimentano con le troppe chiacchiere"TMW/TuttoC.com
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mercoledì 15 maggio 2013, 11:00Interviste TC
di Daniele MOSCONI

Filippo Vetrini è un dirigente giovane, ma come si dice in Toscana: "non è grullo". Sa il fatto suo e porta avanti la missione di salvare il Gavorrano, anche a costo di tanti sacrifici. Anche personali.

Nella Lega Pro la conduzione di una società di calcio non è facile: ci vuole passione, competenza e spirito di gruppo, perché i risultati sul campo arrivano solo se tutti remano dalla stessa parte. Se poi la realtà che gestisci non ha tifosi e la domenica in tribuna sono più i parenti che la gente del posto a veder la partita, ci si accorge di quanta passione ci voglia per andare avanti.

La scorsa estate le strade tra Vetrini e i minerari sembrava dovessero separarsi. C'era stato più di qualche contatto con il Catanzaro, ma alla fine fine non se ne fece nulla. Il lavoro alla lunga si dice che paga e la bontà di un progetto fatto sui giovani dà i suoi frutti, seppure non in tempi celeri come si vorrebbe. Mettendo in preventivo che molti saranno i frutti da buttare. Filippo Vetrini non ha fretta, vuol crescere, ma adesso il suo obiettivo primario è la salvezza del Gavorrano.

In questa intervista esclusiva concessa a TuttoLegaPro.com, il Direttore Generale dei maremmani si espone in prima persona, facendo sentire il suo parere sui temi caldi di queste ultime ore.

Filippo, partiamo da domenica pomeriggio. Ce l'avete fatta.

"Se penso ad un mese fa, sembrava impossibile. Però tirando le somme e per quanto non si sia una piccolissima entità nel mondo del calcio, abbiamo dei valori importanti, società seria e precisa in tutto. Quindi i mezzi per poter competere per rimanere nei Pro ce li abbiamo. Adesso sarà il campo a parlare".

Non possiamo non parlare del "caso Mounard". Dopo il clamore della prima ora, sembra che adesso la cosa si sia un po' sgonfiata.

"Io so per certo che siamo assolutamente sereni e attendiamo che la Procura Federale faccia con tranquillità le sue indagini e tragga le conclusioni che ritiene opportune. In questi giorni abbiamo letto molto e tante cose hanno dato fastidio, ma teniamo un profilo basso perché in questo momento la squadra - dopo il grosso sforzo compiuto per raggiungere i play out - merita di lavorare serena e senza ulteriori complicazioni. Non vogliamo alimentare polemiche pretestuose che si ripercuoterebbero sui ragazzi. Dobbiamo pensare a salvarci, questo è il nostro obiettivo".

Quale è il tuo parere su ciò che è successo domenica, con la sospensione della gara di Teramo?

"Difficile avere un quadro chiaro di cosa sia successo. Di certo qualcosa è avvenuto a Teramo e le immagini sono lì a disposizione di tutti. Credo che le polemiche vadano anche contestualizzate e mi metto nei panni del Poggibonsi. Ti trovi al 98' a non entrare nei play off per la differenza reti. Un po' ti girano, siamo seri. Che poi si ecceda a caldo mi sembra normale. Siamo mica tutti dei saggi che non hanno reazioni!".

Vedendo da fuori le polemiche delle ultime ore, un imprenditore che interesse ha ad investire in uno sport dove si vive con il sospetto che ti possano fregare? Una persona che ha due soldi, dinanzi al quadro che gli si è presentato domenica, avrebbe più motivi per scappare che per entrare in questo mondo.

"Hai ragione! Credo che l'italiano viva con il sospetto a prescindere. Però ripeto: uno inizia una stagione a metà luglio e fa tanti, ma tanti sacrifici. La gente parla parla, ma ci sarebbe bisogno di più silenzio in certi casi, invece io noto che l'importante è parlare e poi se si fanno dei danni, pazienza. Ci sono equilibri che sono molto sottili e bisogna camminare sempre con cautela. Ti faccio l'esempio del Poggibonsi che è stato beffato in quel modo dal Teramo: quante società secondo te si sarebbero comportate come i giallorossi?".

Vedendo la vostra situazione, con la squadra nei play out, non ti è mai passato per la testa di fare il passo con Buso un po' prima?

"Renato è una persona splendida e non mi va di elogiarlo per piaggeria, ma chi come me l'ha conosciuto e ci ha lavorato gomito a gomito, può dirti che stima ho per lui. Ritengo che abbia tutte le capacità per intraprendere una carriera luminosa. Purtroppo ha pagato un sovraccarico di mansioni che si sono accumulate. Noi come società siamo un gruppo di persone affiatate, ma c'è la pecca che siamo in pochi. Renato, c'è da dire, è stato anche molto sfortunato nel girone di ritorno, trovandosi solo per via della mia assenza dovuta a problemi personali non ha più saputo tenere le redini del gruppo. Non dico che gli è sfuggito - attenzione - però certo ci vuole anche serenità per lavorare con i giovani".

Con Orrico come va?

"Corrado è di una saggezza unica. La squadra sembra rinata. Ti svelo un segreto: in un mese accanto a lui ho imparato tante cose che mi saranno utili per la mia carriera da dirigente e sta infondendo nel gruppo una sicurezza che serviva per affrontare al meglio queste ultime domeniche, che si prospettano molto calde non solo dal punto di vista meteorologico".

Play out con l'Hinterreggio.

"Noi affrontiamo questi spareggi con la consapevolezza che ce la possiamo giocare con i calabresi ad armi pari. Sappiamo che giocare in trasferta il ritorno ci costringerà a dover fare un risultato che ci rassicuri in casa, ma siamo fiduciosi. Abbiamo quindici giorni di tempo per prepararci. Adesso stiamo ricaricando le batterie e nei prossimi giorni cominceremo a pensare ai calabresi".