INTERVISTA TC - Ad Catania: "Biagianti & Co? Puniti, non estromessi"

17.10.2019 20:30 di Sebastian Donzella Twitter:    Vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
INTERVISTA TC - Ad Catania: "Biagianti & Co? Puniti, non estromessi"

Marco Biagianti, Rosario Bucolo e Giovanni Marchese tornano a essere convocabili. Il Catania ha deciso di far tornare in pista i tre, puniti in queste settimane dopo alcune intemperanze. TuttoC.com ha intervistato l'amministratore delegato etneo, Pietro Lo Monaco, per commentare questa decisione e l'attuale situazione del Catania e del Girone C.

Tre reintegri in rosa. Alla fine è tornato il sereno.
"Non c'è stato nessun reintegro perché non c'è stata nessuna estromissione. C'è stata una punizione in base a dei comportamenti non idonei a suo tempo dei soggetti in questione e quindi la punizione ha avuto il suo decorso e basta".

Caos a Rieti. Può pregiudicare il campionato?
"Quando succedono queste cose non fanno piacere. Diciamo che sono diventate abbastanza ricorrenti perché si ha a che fare sempre con il leit motiv della C: abbiamo gli obblighi delle squadre di A ed entrate praticamente pari a zero. Non è facile per nessuno sostenere un peso così rilevante. Ci sta che qualcuno molli e si perda per strada. Mi spiace in questo momento per il Rieti che magari sta pagando un disimpegno dell'attuale proprietà, con la speranza che qualcuno possa subentrare. Ma sono cose che possono succedere alla luce dei costi della categoria al netto di quelle che sono le proprie possibilità".

Trasferta tallone d'Achille del Catania. Contro una Vibonese che ha ottenuto nove punti nelle ultime tre sfide davanti al proprio pubblico. Il blasone sembra contare poco...
"Il blasone conta quel tanto che basta. La verità è che da un lato ci sarà una squadra che ha vinto le ultime tre partite in casa contro una che ha perso le ultime tre fuori casa. Non è un impegno agevole, anche perché abbiamo una miriade di infortunati e, di conseguenza, carenze di organico importanti. Dovremo cercare di vendere cara la pelle nonostante le tante defezioni".

Nel girone delle big, il Potenza è in testa.
"Una squadra adatta a questo tipo di campionato, arcigna e rocciosa. Fa leva su una difesa importante e un gioco di rimessa agevole. Onore al merito, stanno disputando un campionato notevole. Ma ci sono tante squadre in un fazzoletto di punti, questo girone dimostra di essere avvincente e di difficile interpretazione: non esiste la squadra ammazzacampionato".

Siete gli unici al sud a non aver mai pareggiato.
"Significa non avere grande misura. Le squadre forti sono quelle equilibrate. Noi siamo ancora alla ricerca di questo equilibrio. Poi l'augurio è di vincere sempre (ride NdR). Le nostre quattro sconfitte però si sono verificate in condizioni particolari. Speriamo solo di recuperare la rosa nella sua interezza, cosa che è ancora un pochino lontana".

Siete a 5 punti dalla vetta, a quattro da Reggina e Ternana, a due dal Bari, a uno dal Catanzaro. Non una situazione idilliaca ma è difficile parlare di crisi...
"Tre anni fa il Catania era spacciato. In queste stagioni il disavanzo di bilancio è stato sensibilmente ridotto. Nello stesso tempo, con quelle che erano le disponibilità, il Catania ha disputato campionati non competitivi, di più, sfiorando per due anni di fila la Serie B. Il Catania è una realtà viva. Il disfattismo è classico perché ti fa diventare protagonista: l'interesse è far casino. Difficile avere la serenità e l'equilibrio per capire che il Catania che continua a esistere è un miracolo".