INTERVISTA TC - Avv. Cascella: "Ripresa? Sarebbe nuovo campionato"

25.05.2020 19:00 di Raffaella Bon   Vedi letture
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INTERVISTA TC - Avv. Cascella: "Ripresa? Sarebbe nuovo campionato"

L’avvocato Angelo Cascella, intervistato da TuttoC.com, mette in luce il suo punto di vista in merito alla situazione della Lega Pro divisa tra chi vuole ripartire e chi no, il parere dei medici e le oggettive difficoltà economiche.

Come potrebbe riprendere la Serie C?

“Il Covid-19 ha semplicemente messo a nudo un problema di fondo: ci sono troppi club. La crisi ha acuito la questione economica. Qualora si dovesse riuscire a riprendere sarebbe un nuovo campionato in cui cambierà tutto, dall’aspetto tecnico a quello fisico. Le condizioni climatiche avvantaggerebbero le società con una rosa più ampia”.

A cosa sono servite le varie riunioni tenutesi tra i rappresentati dei club di Lega Pro?

“Di fatto erano delle mere indicazioni di un organo senza il potere coercitivo della FIGC, la quale spinge per proseguire i campionati. È chiaro che chiunque ami lo sport vorrebbe un giudizio dal campo e non ipotetiche altre soluzioni”.

Intanto i medici della Serie C hanno espresso la loro opinione: il calcio in terza serie non può ripartire.

“Come dicevo prima, tutti vorrebbero che i risultati arrivassero dal campo. A patto però che avvenga nel rispetto della salute, cosa che in Germania pare stia accadendo senza problemi. I medici? Evidenziano le difficoltà nell’attuare i protocolli. Potrebbero essere allentati, purtroppo   però in Italia abbiamo una burocrazia che confonde le acque. Se a questa situazione si sommano le responsabilità dei medici e i vari problemi economici per le società, ripartire sarà sempre più difficile”.

Crede si possa tornare in campo solo per disputare playoff e playout?

“Costituirebbero il cosiddetto piano B. Assurdo che in questi tre mesi le parti non abbiano stabilito cosa fare in caso di mancata ripartenza. Questa è la cosa peggiore. Organismi più seri avrebbero pensato a soluzioni alternative da attuare in base alla situazione sanitaria. A oggi siamo a fine maggio e si decide di continuare con una soluzione molto aleatoria”.