INTERVISTA TC - Colomba: “Avellino delusa. Reggina: non è finita”

21.02.2020 07:30 di Francesco Marra Cutrupi   Vedi letture
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
INTERVISTA TC - Colomba: “Avellino delusa. Reggina: non è finita”

Reggina e Avellino, tanto diverse e tanto similari. Ha analizzato, intervenendo in esclusiva ai microfoni TuttoC.com, le situazioni delle due compagini una vecchia conoscenza di entrambe le piazze: Franco Colomba. Il mister, ex appunto di Reggina e Avellino, è stato anche capitano degli irpini in Serie A. Massima serie che manca in Irpinia dal lontano 1988. Nei campani non mancano le difficoltà in campo, dove la vittoria manca dal lontano 15 dicembre, ma soprattutto il male peggiore perviene dal punto di vista societario, con un totale caos. Ad oggi non c’è accordo tra i due soci di maggioranza: situazione che avrebbe indotto a riflettere anche Salvatore Di Somma, pronto a salutare nel caso in cui permanesse questa fase di stallo. Queste le dichiarazioni di Mister Franco Colomba rilasciate ai nostri microfoni:

La Reggina domina il campionato di Serie C.

“Una svolta. Dopo gli sforzi di Mimmo Praticò, l’avvento del presidente Gallo è stato fondamentale. Ha consentito alla piazza di ricominciare a sognare e di rivivere i fasti di un tempo: Reggio Calabria torna ad essere protagonista, seppur in un campionato di Serie C, si rivede una programmazione importante che vede al momento gli sforzi societari ripagati. Il campionato non è finito, sarebbe sciocco pensare di avere già vinto, è il momento di raccogliere quanto di buono fatto e rimanere concentrati sull’obiettivo.”

Quanto fa piacere rivedere il Granillo gremito come ai tempi della sua Serie A sulla panchina amaranto?

“Ho avuto la fortuna di assistere dal vivo a Reggina-Ternana: partita di categoria superiore. La passione dei reggini per la maglia amaranto non si è mai spenta, era solo offuscata dalla carenza di risultati. Ho rivisto la volontà degli anni d’oro, di creare qualcosa e di riportare in alto il nome della squadra e della città. A mio avviso, si è ritornato come idea a quei tempi in cui c’era la voglia di portare a casa un grande risultato.”

Crisi Avellino: un continuo annaspare.

“E’ uno scenario simile a quello di Reggio Calabria degli anni passati: problemi societari, un cammino senza pace. Ho giocato ad Avellino gli ultimi anni in cui la squadra fece la Serie A, so cosa significa. La città è delusa e sta soffrendo molto, così come Reggio negli ultimi anni. Quando assapori la Serie A è difficile calarsi in realtà e scenari completamente differenti.”

Attualmente la squadra naviga poco sopra la zona playout: dove può arrivare questo Avellino?

“Auguro ad Avellino e agli avellinesi di arrivare ai playoff che sono lì a portata di mano. Per fare questo però c’è bisogno di serenità in un ambiente che deve ricominciare a remare tutto dalla stessa parte. Quando si lavora nella tensione e col mare in tempesta diventa dura, magari raggiungi l’obiettivo minimo ma è tutto legato alle condizioni in cui si lavora. C’è da fare un filotto di 3-4 partite e arrivare nei playoff, dove l’Avellino con il calore del Partenio, potrebbe riuscire a fare qualcosa di strepitoso. Entrando nei playoff tutto è possibile.”

Reggio Calabria e Avellino, quanto è difficile ricostruire dopo gli anni d’oro?

“Nobili decadute, soprattutto a livello societario. Quando la gestione non è ottimale c’è il rischio concreto di cadere in problematiche insormontabili e di non riuscire a rialzarsi più. Entrambe le piazze hanno passato momenti d’oro, poi i cicli finiscono e ricreare le premesse iniziali perché questo accada di nuovo è difficilissimo. C’è da assestarsi innanzitutto sotto il profilo economico e societario e successivamente varare un progetto tecnico come nel caso della Reggina.”