INTERVISTA TC - Coser: "Nel calcio troppi presuntosi e incompetenti"

10.12.2019 12:30 di Raffaella Bon   Vedi letture
© foto di Michele Maraviglia/UC AlbinoLeffe
INTERVISTA TC - Coser: "Nel calcio troppi presuntosi e incompetenti"

Chiuso il triennio con la maglia dell'Albinoleffe, Achille Coser è rimasto svincolato. L'esperto estremo difensore aveva pensato di appendere i guantoni al chiodo ma in estate è scattata una nuova scintilla ed è tornata la voglia di scendere in campo. Una voglia che, però, si scontra con le difficoltà di trovare una squadra come ha raccontato ai microfoni di TuttoC.com: "A maggio la testa era arrivata e pensavo di smettere. Poi ho preso i patentini, mi sono allenato con i disoccupati e l'entusiasmo è tornato. Per esigenze personali sono costretto a rimanere nei pressi di casa, ho avuto l'opportunità di andare in Serie D ma me ma lo sono fatta sfuggire perché mentalmente non ci credevo".

In D saresti penalizzato dalle regole
"Senza dubbio se non ci fosse la regola dei quattro under, ora starei giocando in quella categoria. Ho visto qualche partita di D e devo dire che alcune squadre sono equiparabili a quelle di C."

Hai ricevuto anche altre chiamate?
"Mi sono arrivate anche offerte dall'Eccellenza ma in quel caso le squadre sono troppo giovani e preferisco smettere. Ho ricevuto chiamate anche in C per fare il secondo, ma troppo lontano da casa e così ho dovuto rifiutare".

Qual è il tuo futuro a questo punto?
"Ho fatto il corso Uefa B e il patentino professionista da portiere. Purtroppo il calcio vive un momento pieno di problemi. Mi chiedo come sia possibile che una squadra mi chiami la domenica per sapere se sono disponibile a fare il preparatore dei portieri e il lunedì non si fa più sentire. Ho giocato 260 partite tra i professionisti, la voglia di restare nel calcio c'è ma se capitano episodi come questi mi pongo delle domande. Vedo molta presunzione d incompetenza. Io ho speso soldi per prendere le abilitazioni, occorre competenza e professionalità anche nei settori giovanili e invece vedo che, per risparmiare, le società prendono persone che nella vita fanno altro fuori dal calcio".